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  Il certificato a barriere profonde: la carta da giocare per investire sull’Italia

La borsa di Milano primeggia sui principali listini europei e vanta una performance da inizio anno a doppia cifra del 17,50%. Secondo le previsioni invernali della Commissione Europea, la recessione che era prevista per fine anno dovrebbe essere scongiurata. Nel dettaglio, la crescita del PIL del nostro Paese è stimata allo 0,8% per quest’anno e all’1% per il 2024. A dare manforte sono la tenuta del potere d’acquisto delle famiglie e del mercato del lavoro, il calo dei prezzi dell’energia e il rallentamento dell’inflazione.

D’altro canto, persistono fattori, tra cui il perdurare del conflitto in Ucraina, lo scadere delle agevolazioni fiscali sul costo della benzina e il termine a marzo delle misure di sostegno sul caro bollette per imprese e famiglie, che potrebbero rallentare la crescita e aumentare la volatilità sui mercati finanziari.

Visto le performance del mercato italiano, forse il modo migliore per estrapolare valore dall’azionario è quello di sfruttare prodotti non direzionali. I certificati, al riguardo, sono gli strumenti principe, grazie alla loro capacità di generare forti asimmetrie di rendimento. A fronte di barriere spesso anche profonde riescono infatti a pagare rendimenti interessanti. A tal riguardo mettiamo in evidenza il nuovissimo Memory Cash Collect Low Barrier ISIN XS2469662147 di BNP Paribas che replica il paniere composto da Nexi, UniCredit e Tenaris. Il certificato paga premi trimestrali con memoria del 2,80% del valore nominale (11,20% annuo). Interessante è il livello barriera molto profondo posto al 40% dello strike valido sia per i premi che per il rimborso del capitale a scadenza; questo significa che i tre titoli sottostanti possono perdere fino ad un massimo del 60% dal loro livello iniziale.

Perché investire sull’Italia?

Secondo le previsioni invernali della Commissione Europea, le prospettive di crescita per l’anno in corso salgono allo 0,8% nell’UE e allo 0,9% nella zona euro.  Stime che allontanano lo spettro della recessione, un evento che si verifica quando per due trimestri consecutivi il PIL di una nazione non segna una fase di crescita.

Il tasso di crescita annuo per il 2022 è attualmente stimato al 3,5% sia nell’UE che nella zona euro. Dopo l’espansione registrata nel primo semestre del 2022, la crescita ha subito un calo nel terzo trimestre, ma ha evitato la contrazione nel quarto prospettata nelle previsioni d’autunno.

Come spiega l’esecutivo comunitario, le ragioni sono riconducibili al calo del prezzo del gas, un recupero della fiducia e una tenuta del mercato del lavoro.

«L’economia europea ha fatto meglio delle previsioni, nonostante lo shock provocato dalla guerra russa in Ucraina. Abbiamo iniziato il 2023 in modo migliore rispetto alle attese (…) Al tempo stesso, i cittadini europei saranno chiamati ad affrontare un periodo difficile. La crescita rallenterà (rispetto al 2022, ndr) e l’inflazione ridurrà la presa sul potere di acquisto solo gradualmente nei prossimi trimestri».

Il tasso di crescita per il 2024 rimane invariato, rispettivamente all’1,6% e all’1,5% per l’UE e la zona euro.

Sul versante italiano, dopo che nella seconda metà del 2022 i consumi privati e gli investimenti delle imprese sono rallentati a causa dell’aumento forte dei prezzi dell’energia, la Commissione stima una crescita dello 0,80% nel 2023 e dell’1% nel 2024.

Nel documento si legge: “Dopo la piccola contrazione registrata nell’ultimo trimestre del 2022, si prevede che l’attività economica si riprenda solo gradualmente quest’anno, poiché i consumi delle famiglie continuano a essere frenati dalla perdita di potere d’acquisto, dovuta anche alla scadenza degli sconti fiscali. Nella seconda metà dell’anno si prevede che la spesa per consumi riprenda a crescere, parallelamente all’accelerazione degli investimenti, anche grazie ai progetti di investimento pubblico inclusi nel Pnrr italiano. Per quanto riguarda le esportazioni, la Commissione Ue prevede che le esportazioni nette si sottraggano alla crescita del Pil sia nel 2022 che nel 2023.”

Tuttavia, i venti contrari rimangono forti, in primis il persistere dell’inflazione con cui devono fare i conti i consumatori e le imprese.

Nel mese di gennaio 2023 l’inflazione nella zona euro ha registrato un incremento annuale dell’8,5%, rispetto al +9,2% di dicembre e al +5,1% dello stesso mese del 2022. Il dato è risultato inferiore al consensus degli analisti che si aspettavano una crescita dei prezzi al consumo del 9%. È stata la componente energetica ad aver avuto la più rapida crescita.

Alto il livello d’inflazione anche in italia, come riportato nell’ultimo aggiornamento dell’Istat, che nel mese di gennaio 2023 ha registrato un aumento dello 0,2% su base mensile e del 10,1% su base annua dal +11,6% del mese precedente. Secondo l’istituto, la flessione del tasso si deve al forte rallentamento dei prezzi dei beni energetici regolamentati e di quelli degli energetici non regolamentati degli alimentari non lavorati e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona.

Per i prossimi due anni la Commissione Europa ha rivisto al ribasso le precedenti stime autunnali, nell’Ue e nella zona euro l’inflazione complessiva dovrebbe scendere rispettivamente al 6,4% nel 2023 e al 2,8% nel 2024 e al 5,6% nel 2023 e al 2,5% nel 2024.

Il tasso d’inflazione italiano passerà dalla media annua dell’8,3% al 6,1% nel 2023, mentre per il 2024, si otterrà una riduzione più importante prevedendo il raggiungimento del 2,6%.

Scegliere la migliore soluzione d’investimento in un contesto di elevata incertezza

Dato il contesto incerto per il nostro Paese, il suggerimento è quello di muoversi con prudenza e scegliere le migliori soluzioni di investimento per proteggere il capitale a scadenza e soprattutto farlo fruttare.

Uno strumento, che combina le esigenze di protezione e profitto, è il certificato d’investimento codice ISIN XS2469662147 emesso da BNP Paribas che punta su tre campioni italiani: Nexi, Tenaris e UniCredit.

Tutte società caratterizzate da buoni fondamentali e ottime prospettive di crescita. La performance che spicca da inizio anno è sicuramente quella di UniCredit con un +46%, seguita da Nexi con un +6,91% e Tenaris con un +6,51%.

In termini di correlazione il basket risulta debole, inferiore a 0,65, ciò significa che è possibile che, durante la vita del certificato, i titoli possano prendere strade differenti. Il titolo con la maggiore volatilità ad un 1 anno è Nexi (36%).

Al momento il consensus su Bloomberg sui titoli sottostanti, come riportato dalla tabella (aggiornata 16 febbraio 2023), mostra come gli analisti sono sostanzialmente positivi su tutti e tre i titoli.

Dopo aver analizzato il paniere passiamo alle caratteristiche principali del prodotto. Un prodotto interessante perché permette all’investitore di guadagnare un rendimento per un periodo di tempo determinato con una barriera difensiva, valida anche per il rimborso del capitale a scadenza utile a proteggerci dalle perdite nel caso di ulteriori eventi sfavorevoli.

Premi trimestrali condizionati

Il prodotto prevede lo stacco di premi trimestrali di importo pari a euro 2,80 (il primo con data di osservazione 15 maggio 2023), a condizione che nelle date di osservazione tutti e tre i sottostanti non scendano oltre il profondo livello barriera fissato al 40% dallo strike iniziale. Se un solo titolo dovesse perdere oltre il 60%, il premio non verrà pagato. Ma i premi non pagati vengono persi definitivamente? No, grazie all’effetto memoria.

Effetto memoria dei premi trimestrali

Tutti i premi trimestrali godono dell’opzione effetto memoria, ciò significa che se i livelli dei tre sottostanti superano il livello barriera in una qualsiasi data di osservazione trimestrale dei premi, oltre ad essere pagato il premio in corso, vengono recuperati tutti i premi non incassati in precedenza. I coupon trimestrali potrebbero offrire all’investitore un rendimento per anno dell’11,20%, al lordo delle imposte.

Rimborso anticipato

Il certificato offre la possibilità di scadenza anticipata qualora in uno dei giorni di osservazione dei premi trimestrali i prezzi di chiusura ufficiali di tutti i sottostanti fossero superiori al 100% dei livelli di strike. Prima data di autocall 16 agosto 2023.

Rimborso a scadenza

Nel caso in cui non si sia verificato l’evento di scadenza anticipata, il prodotto scade alla data naturale fissata il 16 febbraio 2026. Alla data di osservazione finale si possono verificare due scenari:

1)      se tutti e tre i sottostanti sono al di sopra del livello barriera (40% dello strike), l’investitore riceve il rimborso dato dalla somma del nominale di importo pari a 100 euro, il premio trimestrale in corso e quelli eventualmente mai distribuiti

2)      se uno dei sottostanti si trova sotto il livello barriera l’investitore subisce una perdita. La perdita corrisponde al prodotto tra il valore nominale e la performance del peggiore sottostante. Se anche solo uno dei sottostanti dovesse andare a zero, il valore del certificate si azzererebbe.

Qui di seguito i riferimenti e le distanze aggiornate del certificato.

Al momento è interessante acquistare il certificato perché quota alla pari e potrebbe offrire all’investitore un rendimento potenziale annualizzato del 10%, al lordo delle imposte. Inoltre, se alla data di osservazione del premio di agosto tutti i sottostanti supereranno il livello strike, il prodotto potrebbe scadere in via anticipata offrendo un rendimento di circa il 5,20%, al lordo delle imposte, in soli 6 mesi.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente. Clicca qui.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

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