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  Il Certificate verde ad alto rendimento (17% annuo) sfoggia Airbag al 40%

La forza sprigionata in queste ultime settimane dai mercati azionari ha regalato grandi soddisfazioni a tutti coloro i quali hanno avuto la prontezza di cavalcarla, mentre si è rivelata una sofferenza per chi è rimasto fuori. Da inizio anno il Ftse Mib ha segnato un rialzo circa del 24%, riportandosi sopra i 29.000 punti, livelli che l’indice non vedeva dal 2008. L’Euro Stoxx 50 invece ha visto un balzo del 17%, mentre il migliore rimane il Nasdaq 100 con il +44%.

Per chi è a caccia di rendimento, ma è scettico o dubbioso circa la convenienza di entrare ora a mercato, una soluzione d’investimento ad alto rendimento la propone BNP Paribas. È un prodotto aggressivo, adatto a chi ha alta propensione al rischio ma con una struttura che coniuga in modo intelligente alto rendimento e il giusto grado di protezione. Ci riferiamo al certificato ISIN XS2567753871 che investe su tema clean energy con un basket composto dai tre titoli SunRun, Sunnova Energy e Bloom Energy. Paga un premio mensile del 1,4%, pari ad un premio anno del 16,8%. I primi dodici mesi il premio è incondizionato, quindi pagato a prescindere dai movimenti dei sottostanti. Poi i premi saranno condizionati, ma con memoria, ad una barriera al 40%. Barriera al 40% implica protezione fino al -60% dai livelli di strike. Ma non solo, a scadenza (agosto 2026), l’emittente ha deciso di impostare anche un airbag al 40%, che implica una forte protezione del capitale con un moltiplicatore di 2,5X. Il certificato è quindi il gemello di quello di cui abbiamo già parlato su intelligenza artificiale (ecco il link). Spieghiamo tutto meglio nel dettaglio ma come sempre partiamo dal tema d’investimento.

Per il Clean Energy un giro d’affari da 26 trilioni di usd entro il 2030

La conferenza stampa del Segretario Generale delle Nazioni Unite sul clima del 1° agosto non lascia molto spazio alle interpretazioni. Parole dure e allarmanti: “L’umanità è in pericolo. Oggi l’Organizzazione Meteorologica Mondiale e il Servizio Copernico sui Cambiamenti Climatici della Commissione Europea rendono noti i dati ufficiali che confermano che il luglio 2023 sarà il mese più caldo mai registrato nella storia dell’umanità. Per l’intero pianeta è un disastro. E per gli scienziati è inequivocabile: la colpa è dell’uomo. Il cambiamento climatico è arrivato. È terrificante. Ed è solo l’inizio”. Ma continua anche dicendo che “Basta esitazioni. Basta scuse. Basta aspettare che siano gli altri a muoversi per primi. È ancora possibile limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi Celsius ed evitare il peggio del cambiamento climatico”.

Che il cambiamento climatico sia un problema, penso ormai nessuno abbia più nulla da ridire. Con l’Italia a fuoco al sud e preda di bufere al Nord, ormai è chiaro a tutti. Non c’è più tempo e bisogna anzi accelerare per raggiungere l’obiettivo di emissioni nette pari a zero entro il 2050. I danni generati a livello globale sono enormi. Secondo un rapporto del Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC), il costo globale dei danni causati dai disastri climatici è stato di oltre 1,3 trilioni di dollari nel periodo 2000-2019. Nel 2022 è stato stimato in 180 miliardi di dollari. Neanche a dirlo è il costo più alto registrato per un singolo anno e si prevede che questo costo continuerà ad aumentare nei prossimi decenni, a meno che non vengano prese misure per ridurre le emissioni di gas serra.

Il settore clean energy sta crescendo rapidamente a livello globale. Secondo l'International Renewable Energy Agency (IRENA), la capacità globale di energia rinnovabile è cresciuta di oltre il 20% nel 2022 e si prevede che crescerà di oltre il 70% entro il 2030. Questa crescita è guidata da una serie di fattori, tra cui:

  • La crescente consapevolezza dei problemi ambientali, che sta spingendo i governi e le aziende a investire in energia pulita.
  • I progressi tecnologici, che stanno rendendo l'energia pulita più economica e accessibile.
  • L'aumento dei prezzi dell'energia tradizionale, che rende l'energia pulita più competitiva.

La crescita del settore clean energy avrà un impatto positivo sull'ambiente, riducendo le emissioni di gas serra e migliorando la qualità dell'aria. Inoltre, il settore clean energy creerà nuovi posti di lavoro e contribuirà alla crescita economica. Secondo l'IRENA, il settore clean energy potrebbe creare fino a 30 milioni di posti di lavoro entro il 2030. Inoltre, potrebbe contribuire alla crescita economica globale con un valore di oltre 26 trilioni di dollari entro il 2030. La crescita del settore clean energy è una tendenza positiva che avrà un impatto significativo sull'ambiente, l'economia e la società.

Un settore molto volatile

Se le prospettive per il comparto sono dunque molto buone, i titoli del settore non sembrano beneficiarne. Dopo il boom del 2020 infatti il comparto ha visto un netto ridimensionamento. Se prendiamo uno degli indici di riferimento del settore, l’S&P Global Clean Energy, dopo il fortissimo apprezzamento segnato tra aprile 2020 e gennaio 2021 (+270% circa), il paniere ha subito un vistoso downtrend, molto legato al rialzo dei tassi, entrando di fatto in una fase laterale di lungo corso. I prezzi infatti oscillano tra 1.600 e 1.060 punti. Tutto sommato uno scenario ottimo per chi investe in certificati. In questo momento, l’indice si trova a 1.165 punti, dunque in prossimità della parte bassa del canale (sotto il grafico dell’ETF INRG sull’indice S&P).

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 Come dire che, per chi crede nella ripartenza del settore, questo è un buon livello di ingresso sia con ETF che con prodotti a barriera come i Cash Collect. Il vantaggio di questi è il fatto di non avere problemi di timing d’ingresso, soprattutto quando la barriera e molto profonda.

Il momento di mercato sembra essere dunque interessante, soprattutto se si crede alle prospettive di crescita del comparto e del suo riflesso in Borsa. A differenza del resto del mercato azionario, infatti, che si trova su livelli di massimo, il settore ha perso tanto riportandosi su supporti importanti. Certo, va detto che ci troviamo di fronte a titoli veramente molto volatili, in grado di guadagnare o perdere sul mercato tanto nel giro anche di pochi giorni. Ecco perché una soluzione che gestisce anche bruschi cambi di direzione dei sottostanti può aiutare ad investire sul settore.

Premi del 1,4% mensili e airbag al 40% a scadenza: il Certificate su Clean Energy

Il certificato di BNP Paribas ISIN XS2567753871 investe su tre società del comparto clean energy: SunRun, Sunnova Energy e Bloom Energy (sotto le caratteristiche dei sottostanti). Un prodotto pensato per navigare nelle acque movimentate di questo comparto. Infatti, il certificato paga premi mensili del 1,4%, pari ad un rendimento annuo del 16,8%. Il primo anno i premi sono incondizionati, poi diventano condizionati ad una barriera posta al 40%. Una barriera al 40%, lo ripetiamo, implica una copertura fino a cali del 60% dei sottostanti. Quindi se i titoli non perderanno mai più del 60% dallo strike, il certificato pagherà sempre i premi (nel secondo e terzo anno). Ma essendoci la memoria, se anche qualche premio non dovesse essere pagato, comunque sarà memorizzato e sarà possibile recuperarlo nelle successive date di osservazione se i titoli saranno sopra barriera. Questo meccanismo è valido fino a scadenza inclusa.

A scadenza (agosto 2026) il prodotto rimborserà il valore nominale (100 euro) se i tre titoli saranno al di sopra della barriera premio. Se anche solo un titolo sarà sotto la barriera al 40% dello strike, il certificato rimborserà un valore minore del valore nominale. A questo punto interviene però l’Airbag che aiuta notevolmente a ridurre la perdita. Immaginiamo per esempio che a scadenza uno dei titoli, il peggiore abbia perso l’80%, quindi uno scenario piuttosto tragico. A quel punto un normale Cash Collect rimborserebbe 20 euro a certificato. Grazie al meccanismo difensivo di questo prodotto invece il rimborso sarebbe di 50 euro (20 euro x 2,5 = 50 euro). Un airbag al 40% infatti implica un moltiplicatore di 2,5. A questi 50 euro però dovremo sicuramente aggiungere i premi incondizionati del primo anno e quindi il rimborso effettivo arriverà a 66,8 euro. La perdita per l’investitore sarà circa del 33% contro il -80% segnato dal sottostante.

SunRun, Sunnova Energy e Bloom Energy: la scommessa sul clan energy

Analizziamo allora i tre titoli per meglio capirne le caratteristiche. Sono tutte e tre società piuttosto piccole per il mercato americano, infatti, capitalizzano meno di 5 mld usd ciascuna. Tutte e tre stanno sostenendo costi importanti per sviluppare il business e sono società tendenzialmente giovani.

In scia al settore anche questi titoli hanno perso tantissimo nel 2021, per poi entrare in una fase laterale nel 2022. Da dire che nel 2020 il settore era andato in bolla e oggettivamente quelle performance erano totalmente insensate. Di fatto i prezzi si sono riportati in maniera piuttosto brusca sui livelli pre-covid. Ora viaggiano su prezzi che sembrano più “ragionati”, visto il lungo laterale, in attesa di spunti che potrebbero riportarli a salire o scendere.

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La tabella sopra evidenzia la correlazione tre i titoli e la volatilità implicita di questi. La correlazione è alta, questo è sicuramente un elemento positivo perché è più difficile che uno dei tre titoli prenda una strada differente rispetto agli altri titoli inficiando il payoff a scadenza. Dall’altra parte però i tre titoli evidenziano altissima volatilità stimata nei prossimi dodici mesi. Il basket quindi rende veramente tanto ma è anche rischioso, dunque adatto solo a chi ha propensione al rischio alta e non si spaventa sulle “montagne russe dei mercati”.

Analizziamo dunque i tre titoli:

SunRun è una società americana che capitalizza quattro miliardi. Offre soluzioni di energia solare ai clienti residenziali e commerciali. L'azienda è stata fondata nel 2006 e ha sede a San Ramon, in California. Sunrun è una delle principali società di energia solare negli Stati Uniti e ha installato oltre 260.000 sistemi solari. Sul titolo gli analisti sono positivi con 22 buy, 6 hold e 2 sell. Target price a 34 dollari, con un rendimento potenziale del 78% sui prezzi attuali. La società fattura circa 2,5 miliardi ma per i forti investimenti. Ha visto circa 173 milioni di utili nel 2023. Il Free Cash Flow è negativo e lo rimarrà, secondo gli analisti anche nei prossimi anni. La situazione finanziaria di Sunrun è migliorata nel 2021 (rispetto agli anni del covid che hanno messo a dura prova il settore), ma la società è ancora in una fase di transizione. Il management sta cercando di ridurre i costi e di aumentare le sue entrate, al fine di tornare alla profittabilità.

Sunnova Energy è una società da due miliardi di market cap e offre soluzioni a energia solare ai clienti residenziali e commerciali negli Stati Uniti. L'azienda è stata fondata nel 2007 e ha sede a San Ramon, in California. Sunnova è una delle principali società di energia solare negli Stati Uniti e ha installato oltre 200.000 sistemi solari. Nel 2022 ha registrato un fatturato di 600 milioni di dollari e una perdita netta da 130 milioni di dollari. Il numero di clienti sale costantemente passando da 59.000 del 2018 ai circa 280 mila del 2022. Gli analisti sono positivi con 21 buy e 5 hold. Zero sell e target price a 33 dollari, con un upside potenziale del 86%.

Bloom Energy è una società americana che capitalizza 3,7 miliardi usd. Sviluppa e commercializza sistemi di generazione di energia termochimica (pile) a membrana a scambio protonico (PEMFC). I sistemi PEMFC di Bloom Energy sono alimentati da gas naturale e producono energia elettrica pulita ed efficiente. Bloom Energy è stata fondata nel 2000 da K. R. Sridhar e Martin Ceperley. L'azienda ha sede a Sunnyvale, in California. I sistemi PEMFC di Bloom Energy sono ancora in fase di sviluppo, ma hanno il potenziale per rivoluzionare il settore dell'energia. I sistemi PEMFC di Bloom Energy potrebbero aiutare a ridurre le emissioni di carbonio, migliorare l'efficienza energetica e rendere più affidabile la rete elettrica. La società nel 2022 ha fatturato circa 1,2 miliardi di dollari, mentre la perdita netta ammonta a 301 milioni. Gli analisti sono piuttosto positivi con 14 buy, 9 hold e zero sell. Target price a 26,3 usd (+50%). Utili e Free cash flow dovrebbero essere in positivo dal 2024.

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