Il certificate sull’Italia che esce dal ristagno

Comunicazione di marketing

Nel 2021 l’economia italiana ha lasciato senza parole i più ostinati sostenitori del declino, recuperando la caduta del 2020 e posizionando molti indicatori economici oltre i livelli precrisi.

Nonostante il ritorno della pandemia con la nuova variante Omicron, le stime da parte dei principali organi di valutazione mondiali sul PIL per il primo trimestre del 2022 si posizionano al di sopra dei livelli del 2019. Le ultime previsioni dell’OCSE di inizio dicembre vedono al primo posto, tra le nazioni del G7, nel biennio 2022-2023, proprio l’Italia con una crescita attesa dell’economia del +7,2%.

Il fattore fondamentale della straordinaria crescita economica è stata l’efficace campagna vaccinale che, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ci ha portati ad essere tra i primi grandi Paesi a livello internazionale per percentuale di popolazione pienamente vaccinata.

Le riforme e il PNRR devono partire e non possono subire errori o ritardi nella loro attuazione. Quest'anno l'Italia potrà ricevere fino a 42 miliardi di euro previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: 21 relativi alla prima rata, quella che è stata richiesta dal governo italiano a dicembre, e altri 21 se saranno conseguiti i target di metà anno. Se i 51 obbiettivi del 2021 sembrano ormai essere stati raggiunti, salgono a 102 quelli da conseguire nel 2022.

Non bisogna però trascurare un dato importante: il carovita. A riaccendere i riflettori sul caro prezzo è l’ultimo bollettino economico della Bce, diffuso a metà gennaio, in cui si sottolinea che l’inflazione nell’Eurozona rimarrà oltre il 2% per la maggior parte del 2022. Gli ultimi dati, quelli di novembre, indicano un rialzo del 4,9% dovuto principalmente al forte rincaro di carburante, gas ed elettricità. Oltre al forte aumento dei prezzi del gas, anche la carenza di componenti e semilavorati provoca rallentamenti e sofferenze in molti settori.

A questa criticità, si aggiunge l’instabilità politica con forti dubbi su come andranno le elezioni del prossimo presidente della Repubblica. Tra i grandi favoriti c’è l'attuale Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ma in questo caso ci sono degli ostacoli piuttosto significativi da affrontare. Difatti, se Draghi dovesse lasciare il governo, lo stesso potrebbe cadere e l’unica soluzione sarebbe un voto anticipato.

Sui mercati finanziari, l’indice FTSE MIB che raggruppa le società italiane a maggior capitalizzazione chiude il 2021 con una performance positiva del +22%, quasi allineata alla media europea dell'indiceStoxx 600 con un +18%.

Da inizio 2021 ad oggi il miglior settore è quello bancario, che è riuscito a prendersi la rivincita dopo un 2020 negativo. Tra i titoli del settore risalta la banca UniCredit con una performance straordinaria nel 2021 di circa il +77%. Rally sostenuto dall’arrivo del nuovo amministratore delegato Andrea Orcel, che è riuscito a migliorare l’efficienza attraverso un processo di digitalizzazione e perfezionando la politica di distribuzione dei dividendi, e la presentazione del piano strategico a inizio dicembre.

Secondo miglior risultato settoriale dietro le Banche è quello petrolifero con la performance del principale indice di riferimento Stoxx Oil & Gas che da inizio 2022 segna una crescita dell’8%. Molto bene il titolo Tenaris che da inizio anno cresce del 4,19%. La società, oltre a confermare la sua presenza nei mercati di riferimento tradizionali dell’oil&gas e dell’automotive, prova a proporsi con convinzione anche come protagonista dell’energy transition, sia sul piano delle opportunità di business esterne che sul fronte interno, con programmi di efficienza energetica e riduzione delle emissioni che vedono i siti italiani in prima fila rispetto agli impegni globali del gruppo.

Spostandoci nel settore dei semiconduttori, c’è l’ottima performance, in linea con i titoli tecnologici di Wall Street, di STM. La società ha comunicato pochi giorni fa i risultati preliminari del quarto trimestre del 2021, chiudendo il periodo con ricavi netti per 3,56 miliardi di dollari, in aumento dell'11,2% rispetto al trimestre precedente. I risultati sono sopra il range indicato in ottobre, ovvero, 3,40 miliardi di dollari nel quadro della crisi globale dell’offerta di microchip. Le vendite dell’intero anno sono aumentate del 24,9% a 12,76 miliardi di dollari, anch’esse superiori alle previsioni di ottobre 2021 di STM. È necessario attendere il 27 gennaio 2022, data in cui STM pubblicherà i risultati definitivi del quarto trimestre e dell'anno 2021.

Detto ciò, risulta interessante prendere in considerazione l’investimento su questi tre titoli. Come fare. BNP ha emesso sul mercato un nuovo certificato d'investimento che punta sui tre campioni italiani d’eccellenza: Tenaris, STM e UniCredit. Il prodotto, identificato con codice ISIN XS2011487589, è stato collocato sul mercato il 14 gennaio al valore nominale di 100 eu.

Il basket presenta una correlazione molto debole, spiegata in parte dall’appartenenza dei tre titoli a settore differenti. Discreta la correlazione tra Tenaris e Unicredit con un valore di 0,5, mentre inversamente correlato STM sia con Tenaris e sia con Unicredit. Ciò significa che è possibile che, durante la vita del certificato, i tre titoli possano prendere strade differenti.

Il rendimento cedolare offerto dal certificate giustifica il rischio della bassa correlazione del paniere e l’alta volatilità implicita dei tre titoli rispetto al loro benchmark di riferimento.

Qui di seguito illustrato l’andamento di Tenaris, STM e UniCredit nel 2021 rispetto al loro benchmark FTSE Mib. Tutti e tre i sottostanti hanno sovraperformato l’indice di riferimento, nel dettaglio Tenaris del +18%, STM del +10% e infine Unicredit del +55%.

Al momento è positivo il consensus su Bloomberg, come riportato dalla tabella (aggiornata 13 gennaio 2022), che mostra come gli analisti sono sostanzialmente positivi su tutti i titoli sottostanti.

Dopo l’analisi dei sottostanti, concentriamo sul certificato d’investimento e le sue principali caratteristiche.

Premi trimestrali condizionati

Il prodotto prevede lo stacco di premi trimestrali di importo pari a euro 3,10 (il primo con data di osservazione 13 aprile 2022), a condizione che nelle date di osservazione tutti e tre i sottostanti non toccano o scendono oltre il livello barriera fissata al 60% dallo strike iniziale. Se un solo titolo dovesse perdere oltre il 40%, il premio non verrà pagato. Ma i premi non pagati vengono persi definitivamente? No, grazie all’effetto memoria.

Effetto memoria dei premi trimestrali

Tutti i premi trimestrali godono dell’opzione effetto memoria, ciò significa che se i livelli dei tre sottostanti superano o eguagliano il livello barriera in una qualsiasi data di osservazione trimestrale dei premi, oltre ad essere pagato il premio trimestrale, vengono recuperati tutti i premi non incassati in precedenza. I coupon trimestrali potrebbero offrire all’investitore un rendimento per anno del 12,40%, al lordo delle imposte.

Scadenza anticipata

Qualora in uno dei giorni di osservazione dei premi trimestrali i prezzi di chiusura ufficiali di tutti i sottostanti fossero superiori o uguali ai rispettivi livelli di strike, il prodotto potrebbe giungere immediatamente a scadenza.

Rimborso a scadenza

Nel caso in cui non si sia verificato l’evento di scadenza anticipata, il prodotto scade alla data naturale fissata il 20 gennaio 2025. Alla data di osservazione finale si possono verificare due scenari:

  • se tutti e tre i sottostanti sono al di sopra del livello barriera (60% dello strike), l’investitore riceve il rimborso dato dalla somma del nominale di importo pari a 100 euro, il premio trimestrale in corso e quelli eventualmente mai distribuiti
  • se uno dei sottostanti si trova sotto il livello barriera l’investitore subisce una perdita. La perdita corrisponde al prodotto tra il valore nominale e la performance del peggiore sottostante. Se anche solo uno dei sottostanti dovesse andare a zero, il valore del certificate si azzererebbe.

Qui di seguito i riferimenti e le distanze aggiornate del certificato.

Il prezzo del certificato nel giorno di emissione, 14 gennaio 2022, quota sotto la pari e ciò rende interessante l’acquisto perché potrebbe offrire all’investitore un rendimento potenziale annualizzato dell’11,18%, al lordo delle imposte. Inoltre, se alla data di osservazione del premio nel mese di luglio tutti i sottostanti supereranno il livello iniziale, il prodotto potrebbe scadere in via anticipata offrendo un rendimento di circa il 6,61%, al lordo delle imposte.

Disclaimer

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente. Clicca qui. 

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