Goldman promuove Nio: upside circa del 60%. La strategia con il Certificate

Buone notizie sui titoli cinesi ed in particolare sulle big EV stock del Paese del Dragone. Questa volta è stato l’analista Fei Fang di Goldman Sachs ad aver permesso a Nio un forte rialzo. Il titolo infatti ha guadagnato l’11% tra giovedì e venerdì scorso. L’analista di Goldman Sachs, pur mantenendo invariato il prezzo obiettivo di 56 dollari per azione, ha migliorato l’upgrade per il titolo. Target price a 56 dollari per azione per un upside circa del 60% rispetto alla chiusura a 35,83 dollari di ieri. Se guardiamo il consensus Bloomberg, di 29 analisti che seguono il titolo 25 sono buy, 3 gli hold e 1 solo analista è sell. Target price a 60,4 euro, con un rendimento potenziale del 68,6%. Da inizio anno il titolo ha ceduto il 26% riportandosi sul supporto chiave a 32 dollari. Da qui cerca il rimbalzo.

L’analista di Goldman Sachs prevede un aumento delle vendite grazie alla commercializzazione della nuova berlina ET7, in pratica la rivale della Model S di Tesla. Vettura elettrica con autonomia dichiarata di quasi mille chilometri, l’ultima creatura della casa cinese sarà equipaggiata con un sofisticato software per la guida autonoma. ET7 è stata presentata lo scorso gennaio e le consegne inizieranno nel 2022. Inoltre, secondo l’analista di Goldman Sachs, il prezzo di vendita della ET7 è adatto alla clientela premium cinese, essendo l’auto più costosa del segmento elettrico mai prodotta in Cina. Tuttavia, l’elevata competitività del mercato delle auto elettriche rappresenta uno dei rischi relativi all’investimento sul sottostante, oltre alla forte volatilità tipica del settore.

Non solo Nio, ma un po’ tutto il settore dell’elettrico sta mostrando segnali di forza. Come avevamo già scritto infatti i dati delle immatricolazioni di Tesla, Nio e Xpeng sono stati da record. Tutte hanno riportato numeri fortissimi nel terzo trimestre di quest’anno. Da record le consegne della società guidata da Elon Musk nel terzo quarter. Tesla ha prodotto circa 238.000 veicoli e consegnato oltre 240.000 veicoli. Tali numeri indicano che le vendite del gruppo sono cresciute del 20% dal secondo trimestre e del 73% a/a. In aumento anche i livelli di produzione: nel terzo trimestre, dalle linee di montaggio Tesla sono usciti 237.823 veicoli elettrici, altro record storico. Bene ha fatto anche Nio, la quale ha consegnato 24.439 veicoli nel terzo trimestre del 2021, con un aumento del 100% rispetto all’anno precedente, superando il limite superiore della guidance trimestrale. Al 30 settembre 2021, le consegne cumulative di ES8, ES6 ed EC6 hanno raggiunto 142.036 veicoli. Anche Xpeng sfoggia numeri da record sia a settembre (10.412 veicoli consegnati, +199% a/a) sia nel trimestre (25.666 veicoli consegnati, 199% a/a).

Mercato auto elettriche volatile ma in spolvero: la strategia con il certificato GS su Tesla, Nio e Xpeng

E’ una bella combinazione quella che si è venuta a creare per il certificato ISIN JE00BLS3C234 di Goldman Sachs su tre giganti dell’auto elettrica, Tesla, Nio e Xpeng. Infatti il certificato settimana scorsa ha staccato il primo dei due maxi premi da 100 euro (secondo previsto a dicembre sempre con barriera al 50%). Come sempre quando i certificati staccano il premio, il prezzo scende di pari importo e infatti il prodotto prezza ad una lettera di 927 euro. Da una parte la presenza del secondo maxi premio rende più efficiente la struttura e il prezzo del prodotto gradualmente dovrà riallinearsi al prezzo cum cedola, tendendo dunque verso 1.000 euro  e anche di più considerando il maxi premio. Dall’altra, il forte rialzo dei titoli del settore potrebbe velocizzare ulteriormente tale movimento. Infatti mentre Tesla affronta l’ultima resistenza a 795 dollari, che si contrappone tra i prezzi attuali e i massimi storici, Nio e Xpeng rimbalzano con forza dopo aver testato due supporti chiave relativamente a 32 usd e 35 usd. Facciamo allora un po’ di calcoli. Il certificato propone un rendimento medio annuo del 13% circa, pagherà una maxi cedola del 10% a dicembre se i prezzi sei tre titoli saranno sopra barriera (50% strike) e vede un rendimento in caso di rimborso anticipato del 24% (da luglio 2022). Il rendimento totale è del 56% a scadenza.

Dopo il pagamento della seconda maxi cedola, il certificato pagherà premi condizionati trimestrali di 25 euro (2,5% del valore nominale). Il tutto con l’effetto memoria, il quale permette di recuperare eventuali premi non pagati in precedenti date di valutazione (comprese la maxi cedola di dicembre). Inoltre, il certificato vanta anche la possibilità di rimborso anticipato a partire da luglio del 2022 se tutti e tre i sottostanti si troveranno nella data di osservazione al di sopra o sul livello strike.

A scadenza (14 luglio 2025) il certificato pagherà il valore nominale del certificato più l’ultima cedola più le cedole eventualmente non pagate precedentemente se tutti e tre i sottostanti si troveranno al di sopra o sul livello barriera. In caso contrario, dunque se anche solo uno dei titoli sarà al di sotto della barriera, il certificato paga un importo commisurato alla peggiore performance tra i titoli del basket (rispetto allo strike), con conseguente perdita sul capitale investito.

Ricordiamo infine che i maxi cedola sono degli ottimi strumenti per l’ottimizzazione fiscale del portafoglio. Infatti, ben si prestano a tutti coloro che hanno la necessità di compensare eventuali minusvalenze. Il prodotto infatti promette due maxi premi per un totale del 20% già entro fine anno, che rappresentando per il fisco redditi diversi, e in quanto tali possono essere utilizzati per la compensazione di minusvalenze presenti nello zainetto fiscale.



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