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FT p 1
del 26/09/2017
Il Messaggero p 5
del 25/09/2017
19/06/2017
08:45
Websim Focus sui Mercati Finanziari
di Redazione Websim
Donald Trump non risulta indagato, lo dice il suo avvocato
La settimana inizia con le Borse dell'Asia in rialzo, salgono in particolare quelle della Cina, in vista della loro inclusione negli indici Morgan Stanley Capital Index. Shanghai +0,7%, Hong Kong +1%. Tokyo +0,7%, Seul +0,5% e Mumbai 0,4%.

I future sulle Borse europee anticipano un avvio in rialzo dello 0,8%. Per ora nessun impatto negativo dal nuovo attentato a Londra.

Francia. Macron ha vinto il ballottaggio ma non con l’atteso plebiscito. Insieme agli alleati di MoDem, il suo movimento En Marche! avrà 350-400 seggi su 577. Resistono i Républicains, con più di 100 deputati, crollano i socialisti con circa 50 rappresentanti. Entra per la prima volta in Parlamento la leader dell'estrema destra Marine Le Pen anche se il risultato del Front National è deludente (sei seggi) e non permette neppure la formazione di un gruppo parlamentare.

Banche venete. Si tira per le lunghe. Venerdì il governo è stato costretto a correre ai ripari con un decreto che sospende per sei mesi il rimborso dei bond subordinati delle banche che hanno chiesto il salvataggio pubblico. Il decreto lampo  evita disparità di trattamento rispetto ai titolari degli altri bond junior destinati a essere azzerati dal burden sharing previsto con la ricapitalizzazione precauzionale. La Commissione europea ha diffuso una nota sabato per approvare l'intervento del governo sulla vicenda, un assenso che potrebbe anticipare il via  libera  definitivo al salvataggio. Bisogna però prima trovare qualcuno che se la senta di mettere 1,2 miliardi di euro. Il Mef ha chiarito che l’intervento sarà solo «volontario» e la soluzione arriverà a «breve».

Analisi Tecnica Borse.

Si è chiusa una settimana di consolidamento con prese di profitto diffuse su tutti i principali listini, ma non si è osservata alcuna inversione della tendenza rialzista. Per il momento le flessioni verso i supporti strategici sono occasioni da sfruttare per gli acquisti.
 
MSCI World (466). -0,1% la settimana. Si muove a ridosso dei top assoluti segnati mercoledì scorso a 469,7 punti. Target confermato verso 490/500 punti. Primo sostegno a 450 punti. Performance +10,1% da inizio anno.
 
MSCI Emerging Markets (1.003). Con una perdita dell’1,5%, la scorsa settimana è stata la peggiore dell’anno. Correzione ampiamente giustificata dal forte guadagno: +16,4% da inizio anno. Attese accelerazioni al superamento del primo ostacolo a 1.020 punti. Target verso 1.070/1.100 punti. Sostegno a 970. Performance +16,4% da inizio anno.

S&P500 (2.433). +0,1% il bilancio settimanale. Si muove a una frazione di punto dal recente record storico. Confermato l’obiettivo di breve verso 2.480 punti. Primo sostegno a 2.300 punti.

FtseMib (20.940). -0,9% la settimana. Pesa l’incertezza della questione banche venete e MPS. Il quadro di breve tiene. Il primo sostegno a 20.540 punti sta rafforzando la sua valenza supportiva. Target verso i top annuali a 21.840 punti.  

Dax (12.769). -0,6%. “Lavora” con compostezza i top assoluti a 12.878 punti. Alziamo l’allerta: sopra 13mila ci attendiamo nuovi spunti al rialzo.
 
Giappone (oggi Nikkei 20.045, +0,7%). Quadro di breve in miglioramento, Spunti verso l’importante resistenza a quota 21mila sono occasioni per prendere profitto. Supporti a 19.600. Nuova direzionalità all’uscita da questo range.
 
Cina (oggi CSI300 3.544, +0,7%). Quadro in miglioramento. Alziamo l’allerta. Sopra 3.600 punti si aprirebbero spazi di risalita fino a 3.900 punti. Sostegno strategico a 3.300.
 
Brasile (Bovespa 61.626). -1,4% la settimana. Si conferma una delle borse più fragili di questa fase. Non c’è fretta di comprare. Interventi per trading solo verso 56/55mila punti. Nuovi spunti al rialzo solo sopra 70mila punti.
 
Commodity.
 
Brent (oggi 47,3 usd, -0,30%) / Wti (44,7 usd, -0,3%). Perdita tra l’1,6% e il 2,4% la scorsa settimana, quarta negativa di seguito. La continua crescita delle scorte Usa continua a intimorire gli investitori. Per il trading , l’approdo sulla media a 100 giorni per entrambe le tipologie consente qualche acquisto in chiave speculativa. Monitorare i seguenti range: per il Brent tra 47,5-56 usd, per il Wti 45-52 usd.

Oro (oggi 1.252 usd, -0,2%). -1% la scorsa settimana. Il prezzo consolida esattamente a metà strada tra il primo obiettivo grafico a 1.300 usd e i supporti a 1.200/1.180 usd. Si suggerisce di mantenere una posizione a protezione di asset più rischiosi.

Forex.

Valute emergenti. La debolezza del petrolio continua a pesare sul Rublo russo, -1% la scorsa settimana e nuovi minimi da febbraio. La Lira turca (3,92) ha guadagnato l’1% nell’arco della settimana ed è a un passo dal fornire un segnale di spinta interessante contro euro.
 
Euro/Sterlina (0,877). La Sterlina ha frenato la discesa dopo sette settimane negative di seguito. Cross poco mosso nel giorno di avvio del negoziato sull'uscita dalla Gran Bretagna dall'Unione Europea. L’approdo sulla parte alta del range 0,83 - 0,885 favorisce un rimbalzo della Sterlina. Cambio di scenario ed eventuale stop loss sopra 0,90.
 
Euro/Dollaro (1,119). Si è chiusa una settimana piatta. Area 1,13 si propone come resistenza intermedia, dove si può intervenire con acquisti di Usd, all’interno del collaudato range 1,15/1,17 – 1,05.
 
Bond.
 
Le decisioni, peraltro attese, della Fed hanno fatto scattare qualche presa di profitto. Il quadro è migliorato da quando si sono raffreddate le attese di crescita dell’inflazione.  
 
Treasury USA. Il rendimento del bond a dieci anni riparte da 2,16, poco sopra il minimo da novembre. Biennale a 1,32%. Restiamo fuori.
 
Germania. Rendimento del Bund tedesco a 0,28%, poco sopra il minimo da metà aprile.  Quadro ingolfato tra +0,15% / +0,48%. Interventi solo a ridosso di questi livelli.
 
Italia. Le tensioni sulle banche in crisi non hanno per ora ricadute negative di particolare rilievo ed è già una buona notizia. Rendimento del Btp 10 anni a 1,98%, sui minimi da gennaio. Spread 170. Una soluzione positiva del problema potrebbe spingere lo spread a 150 punti base. Al contrario, una soluzione negativa potrebbe spingerlo a 200.
 
Grecia. I bond ellenici hanno consolidato e in alcuni casi migliorato la loro già spettacolare performance dopo l’ok agli aiuti. Decennale a 5,55%, sui minimi dal 2014. Biennale a 4,40%, sui minimi dal 2010.
 
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