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11/07/2018
08:46
Websim Focus sui Mercati Finanziari
di Redazione Websim
Analisi tecnica Borse. La Casa Bianca prepara altri dazi sulle merci della Cina, i mercati non la prendono bene...
La tregua nella guerra sui dazi, il momentaneo periodo di pace che ha permesso a Wall Street di arrivare ieri sui massimi degli ultimi quattro mesi con l’S&P500, è durata poco. Donald Trump ha già caricato il bazooka ed è pronto a sparare. 

Il Wall Street Journal ha scritto stanotte che la Casa Bianca prepara nuovi dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di merci in arrivo dalla Cina. Il provvedimento è in via di preparazione e non sarà pronto prima di due mesi, per cui, in teoria, ci sarebbe la possibilità di aprire una trattativa. Al momento comunque, secondo lo stesso quotidiano, negoziati in corso non ce ne sono. 
La nuova mossa non piace ad una parte dei repubblicani; infatti, stanotte il deputato Kevin Brady ha invitato Trump a negoziare un accordo con Xi Jinping.

Sono in molti, negli Stati Uniti, a guardare con perplessità alla politica protezionistica della Casa Bianca: proprio sul Wall Street Journal, lunedì, il commentatore di affari economici, Greg Ip, scriveva che i dazi sulle importazioni sono equivalenti ad una tassa sulle esportazioni, per cui, a lungo andare, i due flussi tendono a muoversi nello stesso modo. Ip cita un recente studio sull’argomento di tre studiosi italiani, che però insegnano tra Canada e Stati Uniti, a sostegno del fatto che i dazi non portano a nulla di buono.

Stamattina la Borsa del Giappone è in calo dell’1,2%, con il dollaro yen sui massimi da gennaio a 111,1. Torna a soffrire lo yuan, a 6,66 su dollaro, un indebolimento che mette in crisi l’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen (-1,9%). Hong Kong perde l’1,5%. Meno ampia la variazione negativa di Seoul. Mumbai sulla parità.

 

Analisi tecnica Borse. 


MSCI Emerging Markets (1.076). I nuovo tonfo della Borsa cinese ci riavvicina ai minimi di periodo toccati a fine giugno (1.046). Dara White, Responsabile globale azioni mercati emergenti presso Columbia Threadneedle Investments segnalava ieri un report di non aspettarsi una escalation nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, su questi livelli, i mercati emergenti, sono sottovalutati rispetto alla media storica.
 
S&P500 (2.793, +0,3%). Quarto rialzo di seguito.  La nuova mossa di Donald Trump rischia di mettere in secondo piano la stagione delle trimestrali in avvicinamento. Anche grazie alla riforma fiscale, le società, nel secondo trimestre, dovrebbero aver aumentato gli utili.

FtseMib (22.057, +0,1%). Quarta seduta di rialzo. Ma l'irruzione sulla scena di Paolo Savona ha frenato la Borsa di Milano, ben avviata verso quota 22.500 punti, primo blando ostacolo all'insù. Va detto che le affermazioni del ministro sull'euro non hanno avuto un impatto rilevante sul BTP, ne hanno fatto le spese soprattutto le banche.
 

Commodity.

Brent (oggi 78,3 usd, -0,7%). Materie prime in ritirata dopo le indiscrezioni del Wall Street Journal sulla nuova tornata di dazi. Possibile qualche giorno di assestamento su questi prezzi, ma molto dipende dal dato sulle scorte in arrivo oggi pomeriggio.

 
Oro (oggi 1.250 usd, -0,5%). Le guerre commerciali hanno abbassato la propensione al rischio, ma anche a causa dell'apprezzamento del dollaro , non hanno aiutato i beni rifugio come l'oro. Da monitorare la tenuta dei recenti minimi 2018 a 1.238 dollaro. Nell'ultimo mese l'oro ha perso quasi il 4%, da qui potrebbe partire un modesto rimbalzo. Segnai di forza solo sopra 1.300 dollaro.

Forex.

Valute Emergenti. Yuan cinese di nuovo sotto pressione a 6,64 su dollaro. 

La lira turca annaspa a 4,72 su dollaro. Il cambio della legislazione sul ruolo della banca centrale, voluto dal Presidente della Repubblica Erdogan, ha reso nervosi i mercati: se l’inflazione dovesse rialzare la testa, secondo Commerzbank, alle autorità centrali, non resterebbe che l’imposizione di misure d’emergenza, come il controllo dei capitali
Euro/Sterlina (0,886). La sterlina si indebolisce mentre la premier Theresa May, a Londra, prova faticosamente a tenere insieme il suo governo dopo una raffica di dimissioni  di peso di esponenti critici sulla strada scelta per condurre la Brexit.

Euro/Dollaro (1,172, -0,1%). All’indomani della pubblicazione di alcuni dati macroeconomici non troppo positivi: indice Zew e produzione industriale in Francia. Possibile nel corso dell’estate una momentanea ripresa dell’euro, ma nella seconda parte dell'anno il trend potrebbe di nuovo invertirsi.
Per trading, discese fino a 1,153 legittimano vendite di dollari per rientrare in acquisto nelle seguenti due situazioni: sulla forza alla prima chiusura sotto 1,145, sulla debolezza verso 1,21/1,22. 
 
Bond.

USA. Gli ultimi dati macroeconomici anticipano una nuova accelerazione del Pil, la Fed di Atlanta stima +3,8% nel secondo trimestre. La curva dei tassi, continua ad appiattirsi.

Italia. Btp imperturbabile nel giorno delle esternazioni di Paolo Savona, forse perché sul Sole24Ore, il ceo di JP Morgan, Jamie Dimon, affermava di voler restare in Italia, paese dove opera da un secolo.

Rendimento a 2,65%. Segnali di riequilibrio con il ritorno sotto 2,50%.

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