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12/01/2018
08:45
Websim Focus sui Mercati Finanziari
di Redazione Websim
Bond. Se prima eravamo prudenti, suggerendo una modestissimo peso di bond nel nostro portafoglio raccomandato, alla luce delle novità di ieri siamo apertamente negativi.
Wall Street è ripartita ieri di slancio dopo la frenata del giorno prima: i quattro principali indici hanno segnato nuovi record. Dow Jones +0,8%, S&P500 +0,7%, Nasdaq +0,8%, Russell 2000 +1,7%. Occhi puntati oggi alle trimestrali di due colossi bancari: JP Morgan e Wells Fargo.

Asia. Anche se i dati sulla bilancia commerciale cinese non sono stati convincenti, Hong Kong guadagna lo 0,3% e l'indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen lo 0,5%. In dicembre le esportazioni cinesi sono salite del 4,5%, in calo dal +17% del mese precedente. Il consensus si aspettava +15%. Tokyo -0,2%, Corea del Sud invariata.

I future sulle borse europee anticipano un avvio in rialzo dello 0,3%.
 
La seduta di ieri è stata dominata da una novità importante. Dai verbali dell’ultima riunione della Bce è emerso che la banca centrale è pronta ad anticipare la stretta. La reazione del mercato ha convolto molte macrovariabili.
 
1)    L’Euro si è subito rivalutato contro tutte le principali valute su aspettative di rendimenti in crescita.
2)    Sono scattate vendite massicce sul Bund tedesco, che presenta i rendimenti meno attraenti della zona euro.
3)    L’Oro si è rivalutato in scia alla debolezza del dollaro.
4)    Acquisti sul settore finanziario (Banche Eurozona +7% da inizio 2018) favorito da tassi in crescita e vendite su Utility (+0,4% Ytd)e Tlc (-0,7% Ytd), sfavorite per la stessa ragione.

Analisi Tecnica Borse.
 
La spinta delle borse non accenna a rallentare. Ieri nuovi top assoluti a Wall Street, ma anche in Brasile. Nuovi top dal 2015 anche per Piazza Affari favorita dal rally. A questo proposito, la violenta rotazione settoriale in corso da inizio 2018 potrebbe favorire proprio il nostro listino principale dove le banche hanno un peso specifico superiore alla media, per esempio rispetto al Dax di Francoforte. Ciò spiega perché dal primo gennaio l’FtseMib è salito del 6,7% contro il +2,2% del Dax.
 
L’indice MSCI (529, +0,4%), comprendente emergenti e borse sviluppate, ha segnato il settimo record storico del 2018: +3,3% dal primo gennaio. Abbiamo individuato un primo target  a 550 punti.
 
L’indice MSCI Emerging Markets (1.197, -0,1%) fatica a tenere il ritmo delle borse sviluppate e comincia a “sentire” la presenza del primo importante ostacolo in area 1.200 punti. Solo in caso di pieno superamento di area 1.200, l’obiettivo si proietta sul record storico del 2007 a 1.350 punti, +3,3% da inizio 2018.
 
FtseMib (23.320, +0,6%). Anche ieri si è spinto su nuovi top degli ultimi tre anni. Una chiusura di settimana sopra area 22.800/23.100 punti aprirebbe la strada ad un rapido allungo verso 24mila/24.500, area dei massimi 2015. Primo supporto a 22.460 punti.

Commodity.

Brent (oggi 69,1 usd, -0,1%) / Wti (63,40 usd, -0,1%). Il Brent ieri ha toccato i 70 usd per la prima volta dal 2015. Il Wti ha toccato addirittura i massimi da novembre 2014 a 64,75 usd. Lo scenario è sempre più robusto, ma attenzione a quanto abbiamo più volte ripetuto. Visto che l’area raggiunta è discriminante per il quadro di lungo periodo, in ottica di trading suggeriamo di prendere profitto sul Brent tra 68/70 usd e sul Wti tra 63/65 usd. Imposteremo nuovi acquisti alla prima chiusura sopra 70 e 65 usd. Supporti ed eventuale area di acquisto sulla debolezza rispettivamente a 58 e 55 usd.
 
Oro (oggi 1.330 usd, +0,5%). Nuovi top da settembre. Oggi si potrebbe chiudere la quinta settimana positiva di seguito. Le tensioni sui tassi stanno riportando in auge il metallo prezioso, mentre si scatena la controffensiva dei governi contro il Bitcoin che fatichiamo (al contrario di quanto asserisce qualcuno) a considerare un bene rifugio. Il superamento di area 1.300 usd propone allunghi fino ai massimi del 2017 verso 1.360 usd. Prima allerta in caso di ritorno sotto 1.290 usd.

Forex.

Euro/Dollaro (1,206, +0,2%). Ieri il dollaro ha perso circa mezzo punto. Il quadro grafico torna ad indebolirsi dopo un flebile accenno di reazione. Operatività. E’ ancora valido il suggerimento di acquistare dollari sulla parte alta del range 1,17 – 1,21 per trading/diversificazione di portafoglio. Segnali di forza sotto 1,17. Allerta ed eventuale stop delle posizioni di trading da applicare sopra 1,22.   

Bond.

Se prima eravamo prudenti, suggerendo una modestissimo peso di bond nel nostro portafoglio raccomandato, alla luce delle novità di ieri siamo apertamente negativi.

USA. Rendimento del Treasury decennale a 2,55%, sui massimi da marzo 2017. Non si placa però l'appetito degli investitori esteri per i titoli governativi degli Stati Uniti. All'asta del bond trentennale di ieri, il 71% del totale assegnato si è diretto all'estero, la percentuale più alta da quando questo dato viene comunicato (2003). Il rendimento del bond degli Stati Uniti a 30 anni è 2,87%, da 2,89% del giorno prima. Il Treasury 2 anni è a un passo dal 2%, livello più alto dal 2008.

Germania. Il rendimento del Bund decennale tedesco è salito a 0,57%, nuovo massimo da luglio. Un primo vero segnale di svolta con probabile accelerazione delle vendite arriverà solo sopra 0,60%. Vendite anche sulla parte breve: il Bund 2 anni è risalito a -0,58%, massimo d giugno. Da notare che è negativo dall’agosto 2014!
 
Italia. BTP decennale poco mosso a 2,03%. Il rendimento del Btp 2 anni è ancora sottozero (-0,33%) e lo è dal febbraio 2017. Confermato il suggerimento di vendere/stare fuori.
 
Grecia. Il guizzo dei rendimenti ha provocato lievi vendite anche sui bond ellenici. Decennale a 3,80% da 3,64%, minimo dal 2009. Biennale a 1,31% da 1,28%, minimo dal 2008. Si scommette anche sull’inserimento dei bond ellenici nel programma di quantitative easing della Bce.
 
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