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06/11/2018
09:26
WALLSTREET - Se i Dem vincono alla Camera, da metà mese parte il rally
di Redazione Websim
I sondaggi danno a queste esito le chance più alte, lo stesso Trump ha detto a mezza voce che potrebbe chiudersi così, molto meno probabile una vittoria dei democratici anche al Senato...
Il sei novembre, le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti,  probabilmente porteranno ad un Congresso diviso: la Camera ai Democratici ed il Senato, anche per gli effetti del sistema elettorale vigente, dovrebbe restare repubblicano.

I sondaggi danno a questa ipotesi le chance più alte (65% di probabilità), lo stesso Trump ha detto a mezza voce che potrebbe chiudersi così.

Questa tornata elettorale non dovrebbe avere impatti strutturali sui mercati. Qualche movimento di breve-medio periodo, anche importante, è però da mettere in conto. Va detto che in una Repubblica presidenziale, come gli Stati Uniti, le cose che il presidente può decidere autonomamente sono poche, mentre per tutte le altre serve il voto del Congresso.

Incertezze sul taglio delle tasse.
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In caso di vittoria democratica alla Camera, l’aumento dell’incertezza politica, i timori sulla mancata approvazione della legge di bilancio, il venir meno di un nuovo taglio alle tasse, dovrebbero zavorrare Wall Street (S&P500) per qualche giorno, forse per un paio di settimane.

Non di più. Perché questo esito è in parte già nei prezzi: dietro il -11% patito dai massimi di ottobre ci dovrebbe essere anche questo tema.

Ripartono i Buy Back.

In più, a frenare l'eventuale discesa degli indici dovrebbe essere la ripartenza degli acquisti di azioni proprie delle società, ora fermi, come prevedono le norme.

Fed libera di agire.

Se questo fosse l’esito, verrebbe meno una minaccia non da poco: la messa sotto tutela della Federal Reserve da parte dei repubblicani. Come segnala Pictet in un suo commento, “dal 2015 è ferma alla Camera una proposta di “Oversight reform and modernization Act” della banca centrale Usa, una riforma in parte dovuta, considerando che l’atto Costituente è stato promulgato nel 1913 e mai rinnovato. Tuttavia, in questa proposta di legge si prevedono misure molto singolari, la cui ratio è di mettere la Fed sotto tutela del Congresso e delle Autorità governative. Ad esse infatti l’istituto dovrà, dopo ogni riunione, comunicare le motivazioni delle proprie scelte dimostrando che sono coerenti con la regola di politica monetaria; in caso di esito negativo, ci saranno sette giorni per spiegare le deviazioni ed eventualmente per implementare manovre correttive”.

Essendo i democratici a favore dell’indipendenza della banca centrale, questo disegno di legge resterà probabilmente arenato nei fondali del Congresso: i mercati dovrebbero apprezzare il fatto che la politica resti fuori dal Mariner Stoddard Eccles building (il palazzo di Washington dove ha sede l’istituzione retta da Jerome Powell).

Occasione di acquisto per Wall Street.

L’eventuale calo dell'S&P500 sarebbe pertanto occasione di acquisto in vista di un rialzo capace di durare fino a poco prima della riunione del Federal Open Market Committee del 19 dicembre. E' meglio stare alla finestra, in prossimità dell'evento, perché nel comunicato finale, il board potrebbe anche avvertire che i tassi sono destinati a salire oltre il livello di neutralità, uno scenario di overshooting che il mercato sconta in questo momento solo in parte. Se tra oggi e il 19 dicembre i dati macro economici segnaleranno rallentamento, la Federal Reserve potrebbe però decidere di prendere altro tempo, lasciando spazio ad un rialzo di Wall Street fino alla fine dell'anno.

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