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WALLSTREET- Il Dow Jones sfonda quota 27mila punti per la prima volta nella storia

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<DIV><p>L'indice Dow Jones (+0,85%, 27.088 punti) il più conosciuto al mondo, anche da chi è totalmente digiuno di Borse, ieri sera si è spinto sul nuovo massimo storico, sfondando per la prima volta la soglia psicologica de
Borsa americana sui massimi storici in attesa della Fed

L'indice Dow Jones (+0,85%, 27.088 punti) il più conosciuto al mondo, anche da chi è totalmente digiuno di Borse, ieri sera si è spinto sul nuovo massimo storico, sfondando per la prima volta la soglia psicologica dei 27mila punti, grazie al balzo in avanti del gigante delle assicurazioni sanitarie UnitedHealth Group (+5,6%) e ai considerevoli guadagni di Boeing e Goldman Sachs. Chiusura meno vivace per l'indice S&P500 e per il NASDAQ, anch'essi a ridosso dei rispettivi record. 

Due i principali catalizzatori in grado di favorire il rally in corso: l'aspettativa di un taglio dei tassi Usa a fine mese e l'attenuazione della tensione sulla disputa commerciale tra Cina e Stati Uniti.

Da inizio 2019 la performance del DJ espressa in Dollari è +18,3% confrontabile con il +21,8% dell'S&P500 e il +25,7% del Nasdaq. 

Il rally, partito nel 2009, da quota 6.500 punti, ha generato otto anni di guadagni sui dieci portati a termine. 

In termini di valori fondamentali, il Dow Jones è l'indice "meno caro", dei tre più rappresentativi della Borsa Usa, con un P/E medio pari a 17,30x, un rapporto Prezzo/Patrimono Netto di 4x e un rapporto Prezzo/Vendite di 2x. Il Dividendo medio atteso prevede uno Yield del 2,20%. 

Il Dow Jones è composto da 30 blue chip che insieme capitalizzano circa 7,53 trilioni di dollari: 27 azioni sono in guadagno da inizio 2019 e solo 3 azioni sono in ribasso: Walgreens Boots Alliance [WBA.O] -19%, 3M [MMM.N] -12%, Pfizer [PFE.N] -2%.

L'ottima diversificazione settoriale (sono presenti tutti i principali comparti ad eccezione dei trasporti e dei servizi pubblici) fa sì che ai primi 5 posti ci siano due titoli finanziari (Visa [V.N] +37% e American Express [AXP.N] +33%), due Tech (Microsoft [MSFT.O] +36% e Cisco [CSCO.O] +32%), un Media (Walt Disnet [DIS.N] +31%). 

Analisi tecnica.

Il quadro grafico di lungo termine è simile, anche se con sfumature leggermente diverse, a quello dell'indice S&P500. Il trend è in costante progresso da un decennio, salvo brevi pause di consolidamento servite a scaricare gli eccessi. Una forte fascia resistenziale è posizionata nell'area attuale, verso 26.600/27mila punti, contro cui la tendenza ha più volte cozzato negli ultimi due anni. 

 

Sul quadro di breve è evidente l'importanza dei livelli appena raggiunti ed è ragionevole supporre che il pieno sfondamento di quota 27mila/27.500 punti possa aprire lo spazio per ulteriori allunghi con un target stimabile, in base alle proiezioni del passato, verso area 31mila (upside potenziale +15%). Eventuali respingimenti potrebbero portare a una fase correttiva con obiettivi al ribasso intorno a 26mila punti in prima istanza e a 25mila/24.800 punti in seconda battuta.

 

Tra le opportunità presenti sul mercato, per replicare l'andamento dell'indice Dow Jones, c'è il seguente ETF: 

Lyxor Dow Jones Industrial Average UCITS
Isin FR0007056841
[DJE.MI]
Da inizio 2018 +19,30%.
Valuta di denominazione Euro.
Spese correnti 0,50% annuo.
Distribuisce un dividendo semestrale: 2,25 dolari il 12 Luglio 2019; 2 dollari il 14 Dicembre 2018. 

L'ETF ha l'obiettivo di replicare l'andamento dell'indice Dow Jones Industrial che raggruppa le 30 più grandi e conosciute società quotate sulla Borsa Usa. La capitalizzazione di mercato delle azioni incluse nell'indice rappresenta circa il 20% della capitalizzazione di mercato delle azioni americane. 

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