Logo Intermonte
seguici su:
seguici su facebookseguici su twitterseguici su youtube
CERCA NEWS
Cerca
Ricerca Avanzata
FT p 3
del 21/05/2018
FT p 12
del 15/05/2018
13/01/2018
15:10
Vendita AC Milan, procura Milano nega ci sia inchiesta in corso

MILANO, 13 gennaio (Reuters) - Il procuratore capo di Milano Francesco Greco ha smentito oggi che sia in corso un'inchiesta sulla vendita del Milan all'imprenditore cinese Yonghong Li, il quale lo scorso aprile ha acquistato il club da Fininvest, holding della famiglia Berlusconi, per 740 milioni di euro, debiti inclusi. "Non c'è nessun fascicolo di indagine per sospetto riciclaggio sulla compravendita dell'Ac Milan, allo stato nemmeno un fascicolo conoscitivo, né con ipotesi di reato senza indagati", ha dichiarato Greco ai giornalisti convocati nel suo ufficio in procura, dopo che oggi la Stampa ha pubblicato la notizia di una indagine in corso per riciclaggio sulla scorta di nuove documentazioni, e ha scritto che lo stesso avvocato di Silvio Berlusconi e della Fininvest, Niccolò Ghedini, l'estate scorsa aveva consegnato in procura documenti per attestare la lecita provenienza del denaro e fugare i dubbi che sempre più spesso apparivano sui media. Il procuratore capo, comfermando di aver incontrato più volte Ghedini, anche per la vicenda Vivendi, ha precisato che "nessun deposito di atti è avvenuto" sulla vendita del Milan, da parte dell'avvocato. "Noi interveniamo se c'è una denuncia, qualcosa", ha proseguito il procuratore, sostenendo che Ghedini gli aveva illustrato "step by step" i passaggi della trattativa per la compravendita del Milan e che "veniva per dire che loro si rimettevano alla valutazione degli organi istituzionali sulla legittimità o meno di questa vendita". Anche Ghedini, secondo Greco, aveva delle perplessità sull'identità degli acquirenti ma poi l'Uif (Unità di Informazione Finanziaria di Bankitalia) aveva dato il via libera all'operazione dopo avere analizzato le carte consegnate dagli intermediari. Per operazioni "non del tutto chiare" come questa, ha aggiunto Greco, "gli intermediari finanziari hanno l'obbligo di identificazione dei soggetti e se non è chiaro segnalano all'Uif e ci chiedono di intervenire col cosiddetto 'freezing', il blocco dei soldi. In questo caso nessuno ci ha chiesto niente". Infine, alle domande dei giornalisti se dire che "allo stato" non c'è un'indagine significhi che si sta per aprire, Greco ha risposto: "Allo stato non abbiamo fatto nessuna richiesta all'Uif di documenti. Se gli atti arrivano, vedremo". "Quando ci sono vicende di questo tipo così fumose e complicate dove non si sa nemmeno quali siano le parti in causa - ha concluso il magistrato - eventualmente non si procede subito a iscrizioni di reato. E' necessario prima fare accertamenti e analizzare le carte per poi procedere". L'avvocato Ghedini, in una nota immediatamente successiva alle dichiarazioni del procuratore capo, ha ringraziato la procura di Milano "per la tempestività della comunicazione in merito", che "non fa che confermare la già palese falsità della notizia". "E' evidente dunque la pervicace volontà diffamatoria che non può che avere ragioni correlate all'intenzione di interferire nell'imminente competizione elettorale". ((Redazione Milano, Reutersitaly@thomsonreuters.com, +390266129720, fax +3902 801149, Reuters messaging: emilio.parodi.reuters.com@reuters.net)) Per una panoramica su mercati e notizie in lingua italiana con quotazioni, grafici e dati, gli abbonati Eikon possono digitare nel Search Box di Eikon la parola "Pagina Italia" o "Panorama Italia" Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia (())

Invia a un amico
Stampa
Chiudi attività
Invia a un amico
Email destinatario:
Testo: