Strategie Certificates

Utility: un porto sicuro coi mercati in tempesta

<p>Comunicazione di marketing<br /><br />Il contagio da coronavirus in Borsa non ha risparmiato nessuno, l’indice Eurostoxx 600 ha perso il 25% e in rosso sono tutti i settori che lo compongono. Eppure tra i singoli comparti le differenze sono ampie.
Il Phoenix Maxicedola con Isin XS2067770011 su Enel, Snam e Terna staccherà, il 20 aprile, una maxicedola condizionata del 7% se i tre sottostanti non perderanno oltre il 50% dal livello iniziale. Da giugno si passa a cedole condizionate trimestrali dell'1,15% se i tre titoli non perderanno oltre il 30% dal livello iniziale. Effetto memoria e possibilità di rimborso anticipato da settembre.

Comunicazione di marketing

Il contagio da coronavirus in Borsa non ha risparmiato nessuno, l’indice Eurostoxx 600 ha perso il 25% e in rosso sono tutti i settori che lo compongono. Eppure tra i singoli comparti le differenze sono ampie. A difendersi meglio di tutti il settore Healthcare con un -8%, a seguire le utilities, che come sempre in queste situazioni di crisi, mostrano la loro resilienza, con un calo del 16%. I peggiori trasporti con un -48%, e a seguire banca -44% e auto -42%. La situazione sanitaria, almeno in Italia, regala qualche timida speranza ma sul fronte economico è ancora presto tirare conclusioni.

Siamo dunque andati ad analizzare se come in passato il comparto utilities avrà ancora le spalle forti per limitare le perdite e se già ora può essere una valida soluzione di investimento.

Gli analisti spiegano che solidità è legata alla natura del business ovvero quella di offrire servizi di primaria necessità per la popolazione e, per questo, meno volatile. In scenari di rallentamento economico, il settore è solito uscire a testa alta, favorito da un business meno ciclico di cui buona parte regolato e con bassa correlazione alle fluttuazioni della domanda. Una spinta importante arriva poi sul fronte costi, con i prezzi dell’energia che scendono, con tassi di interesse in calo e quindi, per le società, con oneri finanziari che diminuiscono.

Sul comparto utility integrate e local utility, settimana scorsa gli analisti di Intermonte hanno tagliatole stime di  utili per azione tra il 5 e l’11%, mentre per le società regolate come Snam, Terna e Italgas prevedono un impatto ridotto del – 2/3%, sugli utili per azione, grazie al loro sostanziale isolamento dall’impatto economico della crisi in corso.

In questo contesto di mercato, Enel continua ad essere il nostro fiore all’occhiello grazie all’accelerazione verso una trasformazione sempre più green e ad un rendimento stabile del dividendo. Ciò che contraddistingue le rinnovabili e le local utilities è una forte spinta verso la ricerca e lo sviluppo in termini di sostenibilità e innovazione.

Sull’importanza del vettore elettrico per la realizzazione della transizione energetica, si è espressa la presidentessa della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen che, davanti al Parlamento Europeo, ha più volte sottolineato il ruolo chiave che esso avrà per l’Europa entro il 2050, data in cui la Regione dovrà diventare il primo continente climate-neutral al mondo.

La previsione per l’Italia vede il raggiungimento, entro il 2030, di un incremento delle tecnologie associate all’elettrico che andrà da 14 a 23 miliardi di euro (da 113 a 145 miliardi nell’intera Ue), mentre l’occupazione potrà aumentare con un range compreso tra i 98mila e i 173mila nuovi posti di lavoro (tra 997mila e circa 1,4 milioni di nuovi posti in Europa).

Un’ottima soluzione per entrare sul mercato sostituendo il rischio totale d’investimento con un rischio asimmetrico, è quello di approcciare ai certificates, strumenti d’investimento che, a differenza delle normali azioni, aggiungono un livello di protezione al capitale investito anche in caso di bruschi cali dei sottostanti.

Un’interessante occasione che coniuga protezione e rendimento è il prodotto studiato da Bnp Paribas, da sempre attenta alle dinamiche di mercato e ai trend di sviluppo quali il tema Esg e, a inizio marzo, ha emesso una gamma di certificate ad hoc che possano rappresentare una valida scelta per la diversificazione di portafoglio. Il certificate da noi selezionato è il Phoenix Maxicedola con Isin XS2067770011 e sottostanti Enel, Snam e Terna.



Funzionamento del certificate

Già da questo mese (il 20 aprile) il certificate staccherà una maxicedola condizionati pari al 7% se Enel, Snam e Terna non perderanno oltre il 50% dal livello iniziale. A partire da giugno con scadenza trimestrale, il prodotto staccherà poi cedole condizionate dell’1,15% se i tre sottostanti, alle date di valutazione, non perderanno più del 30% dal livello iniziale. Il prodotto gode dell’effetto memoria e avrà scadenza naturale al 2023 ma, da settembre, offre la possibilità di rimborso anticipato se i tre sottostanti quoteranno ad un valore eguale o superiore al prezzo di riferimento iniziale: 

  • Enel 5,83 euro
  • Snam 4,1 euro
  • Terna 5,714 euro

Se, ad esempio, a settembre i tre sottostanti quoteranno con un valore superiore o eguale al prezzo di emissione, il prodotto sarà rimborsato e l’investitore riceverà 1000 euro per ogni certificato più lo stacco della maxicedola e di due premi trimestrali, quello relativo al mese di giugno e quello di settembre. Questo permetterà all’investitore di incassare, in soli 6 mesi, più del 9% dell’importo nozionale con il valore aggiunto di una barriera protettiva del 70% che tutela anche in caso di nuovi cali del mercato.

Maxicedola condizionata

Uno dei vantaggi per l’investitore che approccia a questo certificate è quello di poter beneficiare, già dal primo messe, di un maxi premio condizionato pari al 7% se Enel, Snam e Terna non dimezzano il loro valore d’emissione, senza che abbiano cioè una perdita maggiore del 50% dal livello iniziale.

Qualora la condizione non fosse soddisfatta il maxicoupon non andrà perso se entrerà in gioco l’effetto memoria.

Premi condizionati trimestrali (a partire da giugno)

Dal terzo mese dall’emissione il certificate stacca premi trimestrali dell’1,15%, (pari al 4,6% annuo al lordo delle imposte) se, ad ogni data di valutazione, tutti e tre i sottostanti si trovano sopra al livello di barriera posta al 70% del valore iniziale, senza cioè registrare una perdita superiore al 30%. La barriera per il pagamento del premio è pari a:

  • Enel 4,081 euro
  • Snam 2,87 euro
  • Terna 3,9998 euro.

Qualora anche solo uno dei sottostanti si trovasse al di sotto della barriera del 70%, non sarà pagato nessun premio per quel mese. Il premio non sarà però perso se entrerà in gioco l’effetto memoria.

Effetto memoria

Il certificate gode dell’Effetto Memoria che permette di recuperare tutti i coupon trimestrali non distribuiti in precedenza. In particolare, se a una delle date di valutazione, i sottostanti sono scesi oltre il livello di barriera, la maxicedola di aprile o i successivi premi trimestrali non saranno persi. In caso di recupero dei sottostanti a una delle date di valutazione successive, scatta l’effetto memoria che consente di ricevere gli eventuali premi non distribuiti precedentemente oltre a quello del trimestre in corso.

Rimborso anticipato (a partire da settembre 2020)

Il certificate gode della possibilità del rimborso anticipato trimestrale che scatterà a partire da settembre 2020. Se tutti e tre i sottostanti, alla data di valutazione, quoteranno ad un valore superiore o uguale al 100% del livello iniziale, l’investitore riceverà 1000 euro per ogni certificato oltre a tutti i premi trimestrali eventualmente non distribuiti.

Qualora si verifichi il rimborso anticipato del prodotto, i premi successivi non verranno pagati. In caso contrario, il prodotto continuerà a quotare con le stesse caratteristiche.

Rimborso a scadenza

Se, alla data di valutazione finale a marzo 2023, tutti e tre i sottostanti quoteranno a un livello superiore o uguale al 70% del livello iniziale, l’investitore riceverà 1000 euro per ogni certificato più tutti i premi precedenti eventualmente non distribuiti.

Se, invece, anche uno solo dei sottostanti si troverà sotto alla barriera, l’investitore riceverà 1000 euro meno la performance del peggior titolo del paniere. Se, ad esempio, Enel dovesse perdere poco più del 40%, il nostro certificate verrebbe ritirato a poco meno di 600 euro. Se anche solo uno dei sottostanti dovesse andare a zero, il valore del certificate si azzererebbe.

Mettiamo sotto la lente ogni singolo titolo:

Enel: il primo titolo italiano per capitalizzazione ha chiuso il 2019 con un Ebitda in crescita del 10,5%, sostenuto dalle attività di distribuzione in America Latina e dalle vendite retail in Italia e Brasile. I nostri analisti prevedono un impatto limitato dall’ondata di coronavirus sulla società. Oltre il 50% dei suoi dipendenti infatti, lavora da remoto e per il momento non si sono verificate interruzioni dei flussi di lavoro, grazie alla diversificazione e alla solidità del business societario, sempre più orientato sul segmento delle rinnovabili. Consideriamo la recente correzione del prezzo delle azioni un’interessante opportunità di acquisto. Giudizio Outperform con target price a 8,5 euro.

Snam: riteniamo che la valutazione di Snam sia estremamente interessante soprattutto in relazione al quadro macro sempre più negativo. Da un punto di vista fondamentale, la domanda di gas rimane solida (almeno a medio termine), non solo per il suo ruolo nella transizione delle fonti energetiche, quali ad esempio la graduale sostituzione di circa 8 GW di centrali a carbone, per le difficoltà riscontrate nella conversione di alcuni settori in elettrici e grazie allo sviluppo di gas rinnovabili. Per questi motivi riteniamo che gli obiettivi finanziari del gruppo siano solidi nonostante l’incertezza che ruota attorno all’ aggiornamento del piano industriale al 2022. Giudizio Outperform con target price a 4,9 euro.

Terna: nel nuovo business plan al 2024, il management ha presentato una serie di obiettivi molto solidi confermando la view positiva sull’incremento del flusso di cassa anche a lungo termine, in quanto la società rimane uno dei capostipiti della transizione energetica globale. Confermiamo la view neutrale sul titolo con target price 5,9 euro.

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala da 1 a 7. 

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti. La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

Per informazioni su Intermonte SIM S.p.a., in qualità di produttore delle raccomandazioni, sulla presentazione delle raccomandazioni e sulle posizioni e conflitti di interesse del produttore, si prega di cliccare su questo link.

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