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Utility, si respira aria di ottimismo. Ecco come approfittarne

<p>Comunicazione di marketing</p><p>Pioggia di trimestrali a Piazza Affari. L’effetto Covid-19 si sente, ma i più forti limitano i danni. A mostrare i muscoli anche stavolta, come nelle tempeste passate, sono le utility, tradizionale comparto rifugio
Il Phoenix Maxicedola studiato da Bnp Paribas con Isin XS2067770011 punta su Enel, Snam e Terna. Da giugno stacca cedole condizionate dell'1,15% se i tre titoli, alle date di valutazione, non perderanno oltre il 30% dal livello iniziale. Il certificate gode dell'effetto memoria e, da settembre, offre la possibilità di rimborso anticipato. Oggi quota sotto la pari a 904 euro.

Comunicazione di marketing

Pioggia di trimestrali a Piazza Affari. L’effetto Covid-19 si sente, ma i più forti limitano i danni. A mostrare i muscoli anche stavolta, come nelle tempeste passate, sono le utility, tradizionale comparto rifugio. Nel corso di questa earning season il settore ha fornito importanti dimostrazioni di forza non tradendo le aspettative del mercato. Le società si sono presentate con solidi conti che hanno convinto gli analisti. Dopo i numeri di Enel e Snam annunciati settimana scorsa, oggi sarà la volta di Terna.

Enel ha archiviato il primo trimestre con un utile netto ordinario in crescita del 10,5% a 1,2 miliardi di euro registrando un incremento di 122 milioni (+10,5%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono pari a 19,9 miliardi di euro, mentre l’Ebitda ordinario ammonta a 4,7 miliardi, con un incremento di 287 milioni (+6,4%). L’Ebit a 3,1 miliardi di euro, è in aumento di 128 milioni (+4,3%) rispetto all’analogo periodo del 2019, in linea con l’incremento del margine operativo lordo. I vertici dell’azienda hanno rassicurato che grazie alla diversificazione geografica del gruppo, al suo modello di business integrato, nonché al livello di digitalizzazione raggiunto, per adesso non sono stati registrati impatti significativi derivanti dalla pandemia. La società, ha sottolineato di avere una solida struttura finanziaria oltre che un bilancio solido per resistere a scenari volatili.

Il mercato accoglie bene anche i risultati di Snam che chiude il primo trimestre del 2020 con un utile netto a 298 milioni di euro, in aumento di 15 milioni di euro, pari al 5,3%, rispetto al primo trimestre 2019. I ricavi sono stati pari a 691 milioni di euro (+8,1% rispetto al primo trimestre 2019). In crescita anche il margine operativo lordo: 567 milioni di euro (+4,6% rispetto al primo trimestre 2019), grazie ai maggiori ricavi e al controllo dei costi di gestione. In termini di outlook, è stato confermato l’impatto limitato dalla crisi covid-19. Inoltre sono stati convalidati anche gli investimenti del piano 2019-2023. I risultati confermano la la solidità del business anche in difficili contesti di mercato.

Per Terna le attese degli analisti sono positive. Si prevede un solido insieme di risultati privo di particolari sorprese e con ampia conferma delle indicazioni fornite. Nel nuovo business plan al 2024, il management ha presentato una serie di obiettivi molto saldi confermando la visione positiva sull’incremento del flusso di cassa anche a lungo termine in quanto la società rimane uno dei capostipiti della transizione energetica globale.

In scenari di rallentamento economico come questo, il panico spinge gli investitori a spostarsi verso quelle società che offrono servizi di primaria necessità a cui è difficile rinunciare come le utility, per questo meno esposte alla volatilità del mercato. In questo contesto può essere interessare approcciare il settore con un certificate. Siamo andati a scovare un caso particolare che a questi prezzi appare interessante. Tra quelli disponibili sul mercato, abbiamo selezionato un prodotto di Bnp che unisce tre big del settore. Il Phoenix con Isin XS2067770011 ha come sottostanti Enel, Snam e Terna. Il prodotto oggi quota sotto la pari a 904 euro.

Il prodotto ha già staccato un cedolone pari a 7% pagato ai detentori del titolo lo scorso 27 aprile. La condizione per ricevere la maxicedola è stata soddisfatta: alla data di valutazione Enel, Snam e Terna non sono crollate oltre il 50% dal livello iniziale.

Ora la prossima data importante da tenere sott’occhio è il 19 giugno, giorno di valutazione per il pagamento della cedola trimestrale pari all’1,15% (il rendimento annuo è pari al 4,6%). Come si nota dalla tabella di seguito l’incasso della prossima cedola sembrerebbe essere certo se alla data citata tutti e tre i sottostanti quoteranno vicino ai valori attuali.

Nel caso in cui lo scenario dovesse invertirsi occorre però ricordare l’effetto memoria del prodotto, che consente di recuperare tutte le cedole eventualmente non pagate nel caso in cui i tre sottostanti dovessero tornare sopra il livello barriera alle date di valutazioni trimestrali successive.

Dipenderà da come andranno i mercati, ma ad oggi non è da escludere la possibilità del rimborso anticipato. Il meccanismo prevede che i tre sottostanti debbano trovarsi sopra il livello iniziale alle date di valutazione (primo giorno valido il 21 settembre poi la finestra si apre ogni trimestre). Lo scenario attuale vede Enel sopra il livello iniziale mentre Snam e Terna al di sotto rispettivamente dello 0,22 e dello 0,42%. Se questa leggere perdita dovesse essere recuperata, il certificate verrebbe ritirato a 1000 euro. Questo significherebbe rispetto ai prezzi attuali un guadagno del 10% circa sul capitale in soli quattro mesi a cui andrebbero aggiunte le cedole pari al 1,15% di giugno ed all’1,15% a settembre.

Se il ritiro anticipato non dovesse avvenire in nessuna delle finestre trimestrali previste dal regolamento, il certificate continuerebbe a quotare fino alla scadenza fissata a marzo 2023 dove il rendimento, calcolato sulla base dei prezzi correnti (904), sarebbe superiore al 27% tra capital gain e cedole, sempre a condizione che i tre sottostanti si trovino sopra la barriera posta al 70% del livello iniziale. Al momento i titoli sono lontani dal prezzo di barriera: Enel dista il 33,6%, Snam il 29,8% e Terna il 29,7%.

I dettagli sul prodotto sono riportati nel precedente articolo, clicca qui per approfondire.

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala da 1 a 7.

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti. La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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