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UNICREDIT +3% Inflazione Usa ai massimi dell'anno, Trump può dire addio al taglio dei tassi

<p>Unicredit [CRDI.MI] e tutto il settore bancario sono in forte "denaro" dopo una partenza debole che aveva spinto l'indice del settore sui minimi degli ultimi tre anni. </p><p>Alle 14.30 di oggi è uscito il dato sull’inflazione Usa del mese di lugl
L'indice delle banche italiane guadagna il 2,4% dopo aver aperto la seduta sui minimi da tre anni

Unicredit [CRDI.MI] e tutto il settore bancario sono in forte "denaro" dopo una partenza debole che aveva spinto l'indice del settore sui minimi degli ultimi tre anni. 

Alle 14.30 di oggi è uscito il dato sull’inflazione Usa del mese di luglio, che si è attestata a +0,3% mese su mese, in linea con attese, da +0,1% precedente. Escluse le componenti volatili (alimentari e energia) l'inflazione è cresciuta dello 0,3%, sopra le attese ferme a +0,2%. 

Su base annua, l'inflazione è arrivata +1,8%, contro stime +1,7% e +1,6% precedente. Al netto delle componenti volatili +2,2%, sopra il consensus di +2,1%. Si tratta del livello più alto del 2019. 

Si allontanta dunque l'ipotesi di un rapido taglio dei tassi americani preteso a gran voce da Donal Trump.

Nel frattempo si sono riaperti spiragli di nuove trattative Usa/Cina. Washington sarebbe disposta a rinviare a metà dicembre la partenza di alcuni dazi.

Il dato Usa ha provocato una brusca reazione di tutti i titoli finanziari. L'indice delle Banche americane guadagna l'1,6%, l'indice Eurostoxx delle banche europee sale dell'1,7%, l'indice Ft delle banche italiane sale del 2,6%. 

Nel contempo sono scattate le prese di profitto sui beni rifugio. Rendimenti dei Treasury e dei Bund tedeschi in risalita, oro in discesa dell'1% a 1.495 dollari l'oncia. 

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