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19/06/2018
11:10
TREASURY BOND USA: puntare sul breve, alti rendimenti e dollaro in rafforzamento
di a cura dell'Ufficio Studi
I titoli di Stato USA con scadenza medio corta, offrono all'investitore italiano dei ritorni allettanti, in più sono un buon modo per cavalcare il rimbalzo del dollaro...
Lo scorso 13 giugno la Fed ha alzato i tassi di un quarto di punto portandoli nel range 1,75-2% e ha segnalato due ulteriori aumenti del costo del denaro nel 2018 grazie a un’economia che cresce in maniera sostenuta, a un mercato del lavoro forte e a un’inflazione in aumento.

E' la seconda stretta dell’era Jerome Powell e la settima dal 2015, anno in cui la banca centrale americana ha iniziato il ciclo di rialzi dopo la crisi finanziaria. Previsti quattro aumenti complessivi quest’anno, uno in più di quanto gli osservatori più prudenti stimavano. 

Il mercato obbligazionario americano si è prontamente adeguato alla nuova prospettiva.

Il rendimento del Treasury Bond USA a 2 anni è arrivato sul livello più alto dal 2008 a 2,58%. Il minimo storico risale al 2011 (0,15%).

Contemporaneamente, il rendimento del Treasury 10 anni si è spinto oltre il 3,0% per aggiustarsi intorno al 2,90% sulla scia delle turbolenze generate dalla guerra commerciale.

Da notare che il differenziale tra Usa e Germania (il bund tedesco biennale rende -0,61%) sulla scadenza a due anni ha raggiunto il picco record di 313 punti base, effetto anche delle distorsioni generate dal QE che terminerà a fine dicembre 2018.

Grafico Rendimento Treasury Bond 2 anni
1906treasury.png

Operatività. 

Alla luce del quadro sopra esposto, riteniamo un'opportunità interessante investire sulla parte breve della curva dei rendimenti Usa (1-3 anni), in ottica di diversificazione del rischio di Portafoglio, sfruttando insieme gli attuali livelli di rendimento e la forza del Dollaro contro tutte le principali valute.

Inoltre, c'è da considerare che se la Fed dovesse accelerare il trend di incremento dei tassi, portando il rendimento oltre la soglia del 2,50%, la perdita in conto capitale sarebbe comunque modesta, dato il ravvicinato orizzonte temporale dell'investimento.

Riteniamo invece più rischioso scommettere sulla parte lunga della curva (5-10 anni) dei Treasury Usa, esposta al rischio di una fiammata dell'inflazione che porterebbe a perdite ben più salate in conto capitale.

L'alternativa di investire in bond governativi della zona euro oggi è ben più penalizzante in termini di ritorno: Bund 2 anni -0,61%, Btp 2 anni +0,50%. 

Per investire sulla parte breve della curva dei titoli di Stato statunitensi, approfittando di un ulteriore rafforzamento del Dollaro, uno degli strumenti messi a disposizione del mercato è il seguente ETF:

SPDR® Barclays 1-3 Year US Treasury Bond 
Isin: IE00BC7GZJ81
[TRS3.MI]

Da inizio anno +3,3%.
A 1 mese +2,2%.
A 6 mesi +1,6%.
A 12 mesi -4,4%.

Obiettivo dell'ETF è replicare la performance dei Treasury Bond Usa con una maturità media tra 1 e 3 anni tramite l'indice Barclays 1-3 year US Treasury Bond. Costo annuo 0,15%. Distribuisce un dividendo semestrale. Le ultime due cedole sono state pagate il: 

15 febbraio 2018 per 0,2812 euro;
15 agosto 2017 per 0,2952 euro;  

La variazione del prezzo dell'ETF è sensibile alla oscillazione del Dollaro Usa: prezzo in crescita in corrispondenza di una rivalutazione del Dollaro. Per questa ragione ha chiuso il 2017 con un calo del 12,5%, ma da inizio 2018 ha incamerato una rivalutazione del dollaro del 3,4%.

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