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08/01/2018
16:06
TREASURY BOND USA: puntare sul breve: alti rendimenti e dollaro debole
di a cura dell'Ufficio Studi
I titoli di Stato USA con scadenza medio corta, offrono all'investitore italiano dei ritorni allettanti, in più sono un buon modo per cavalcare il rimbalzo del dollaro...
Il rendimento del Treasury Bond USA a 2 anni è arrivato sul livello più alto dal 2008 a 1,96%. Il minimo storico risale al 2011 (0,15%).

Il mercato sconta che la Fed continuerà ad alzare i tassi accompagnando i robusti progressi dell'economia americana: sono in programma tre rialzi dei tassi quest'anno e due rialzi nel 2019.

Attualmente il tasso di riferimento è fissato all'1,50%, grazie all'ultimo ritocco di 25 punti base operato a dicembre dalla Fed.

Se aggiungiamo i tre rialzi programmati (75 punti base) quest'anno all'attuale tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale, arriviamo a un 2,25%, livello superiore al rendimento di mercato dei titoli di Stato biennali. Ciò potrebbe indicare che gli investitori non sono così convinti che la Fed rispetterà in toto l'agenda. Altrimenti i rendimenti si sarebbero spinti ben più in alto.
 
Ad avvalorare questo scenario sono soprattutto i bassi rendimenti sulle scadenze più a lungo termine. Il Treasury 10 anni rende oggi solo il 2,46%: il differenziale con il decennale è dunque intorno a 50 punti base, un livello così basso non si vedeva da dieci anni.

Una curva dei rendimenti quasi piatta significa scarsa convinzione su un prossimo importante rialzo dell'inflazione.

Grafico Rendimento Treasury Bond 2 anni
0801us.png

Operatività. 

Alla luce del quadro sopra esposto, riteniamo un'opportunità interessante investire sulla parte breve della curva dei rendimenti Usa (1-3 anni), in ottica di diversificazione del rischio di Portafoglio, sfruttando insieme gli attuali livelli di rendimento e soprattutto approfittando di un Dollaro svalutato di oltre il 14% in un anno nei confronti della moneta unica.

Ricordiamo che investire sulla stessa scadenza temporale nei bond governativi della zona euro significa incamerare un rendimento ampiamente negativo (Bund 2 anni -0,63%, Btp 2 anni -0,35%). 

Inoltre, c'è da considerare che se anche le vendite sui bond governativi degli Stati Uniti a breve scadenza, proseguissero, portando il rendimento in area 2,10% - 2,20%, la perdita in conto capitale, sarebbe comunque modesta.

Riteniamo invece più rischioso scommettere sulla parte lunga della curva (5-10 anni) dei Treasury Usa, esposta al rischio di una fiammata dell'inflazione che porterebbe a perdite ben più salate in conto capitale.

Ricordiamo che l'aumento dell'inflazione ha effetti molto più pesanti sulle scadenze lunghe, letali su quelle lunghissime.

Per investire sulla parte breve della curva dei titoli di Stato statunitensi, approfittando di un eventuale rafforzamento del Dollaro, uno degli strumenti messi a disposizione del mercato è il seguente ETF:

SPDR® Barclays 1-3 Year US Treasury Bond 
Isin: IE00BC7GZJ81
[TRS3.MI]

Obiettivo dell'ETF è replicare la performance dei Treasury Bond Usa con una maturità media tra 1 e 3 anni tramite l'indice Barclays 1-3 year US Treasury Bond.  

La variazione del prezzo dell'ETF è sensibile alla oscillazione del Dollaro Usa: prezzo in crescita in corrispondenza di una rivalutazione del Dollaro. Per questa ragione ha chiuso il 2017 con un calo del 12,5%.

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