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Tesla pronta all’espansione dopo aver sfiorato l’obiettivo consegne al 2020

<p style="box-sizing: border-box; margin-bottom: 1rem; line-height: 1.75; color: #212529; font-family: WorkSans, sans-serif; font-size: 16px">Comunicazione di marketing</p><p style="box-sizing: border-box; margin-bottom: 1rem; line-height: 1.75; colo
Oltre a Tesla colossi nella produzione di batterie sono Varta e Schneider, i tre sottostanti del Maxicedola studiato da Exane con Isin FREXA0028870 che oggi quota intorno a 1080 euro. Il prezzo del prodotto sopra la parità (8%) non deve però trarci in inganno. Il Maxicedolone previsto al 24 di febbraio infatti, sarà pari a 200 euro, un super rendimento del 18,5% sul prezzo corrente del certificato

Comunicazione di marketing

Tesla si è avvicinata all’obiettivo 2020 di 500 mila consegne di veicoli nell’arco di 12 mesi, distinguendosi come eccellenza del settore automotive che nell’anno appena concluso, frenato dalla pandemia, ha registrato un forte calo. L’ottimo risultato pone le basi per un nuovo anno di espansione soprattutto in Cina; l’Asia per Tesla è uno dei mercati più importanti, secondo solo a quello statunitense. Sono previste inoltre nuove aperture di stabilimenti in Texas e Germania.

Il gioiellino californiano nato dalla mente di Elon Musk ha dichiarato lo scorso 2 gennaio di aver consegnato 180.570 veicoli nel quarto quarter, miglior dato a livello trimestrale, per un totale di 499.550 vetture totali consegnate nel corso del 2020. Il produttore di auto elettriche ha aumentato la produzione dei modelli mass market per soddisfare la crescente domanda globale di auto alimentate a batteria, con un aumento del 36% rispetto all’anno precedente.

Leggermente più elevato il numero di veicoli prodotti (510 mila circa), segno che il settore della logistica necessita di essere ulteriormente migliorato. Per il colosso dell’elettrico i dati totalizzati segnano un notevole balzo in avanti sia rispetto alle previsioni degli analisti, le cui stime più ottimistiche parlavano di 450 mila veicoli in consegna, sia rispetto ai dati di vendita del 2019. Lo scorso anno, infatti, il contatore sulle consegne si era fermato al di sotto dei 370 mila veicoli.

Un vero e proprio record per la casa automobilistica di Musk, ottenuto probabilmente nel peggior anno di sempre per il settore automotive. Il lockdown imposto dalla pandemia da Covid-19 ha portato in rosso i dati sulle vendite di autovetture: in primavera, nei mesi di piena quarantena, il calo si è attestato attorno all’85-90%, per poi riprendersi leggermente nel corso dei mesi estivi. Una crisi che sembra aver solo sfiorato Tesla che, nel frattempo, ha fatto segnare numeri da capogiro anche in borsa. Nelle ultime 52 settimane il prezzo del titolo in  Borsa è infatti quasi decuplicato, passando dagli 88 dollari di inizio 2020 agli oltre 700 dollari di inizio 2021.

Se Elon Musk riuscisse a mantenere lo stesso ritmo registrato nell’ultimo anno, il 2021 vedrebbe avvicinarsi l’obiettivo di 1 milione di auto prodotte e consegnate. Per proseguire nella crescita il colosso californiano farà leva nei prossimi 12 mesi sui mercati europei ed asiatici con il lancio del modello “economico” già annunciato.

Ma protagonista del settore elettrico e della produzione di batterie in particolare non è solo l’azienda di Musk.

Oltre a Tesla colossi nella produzione di batterie sono la tedesca Varta, riferimento mondiale di batterie per veicoli Start-Stop e convenzionali, e la francese Schneider, leader nell’automazione e nelle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. Le tre società sono i sottostanti di un certificato studiato da Exane, un Maxicedola con Isin FREXA0028870 che oggi quota intorno a 1080 euro.

Il prezzo del prodotto significativamente sopra la parità (8%) non deve però trarci in inganno e farci trascurare questo certificato. Chi che crede che le batterie siano anche in futuro un settore su cui investire, deve infatti guardare con attenzione a questo prodotto ed alla sua maxicedola prevista a febbraio, molto probabile, anzi quasi certa. La maxi cedola sarà infatti pari a 200 eu, che significa un rendimento sul prezzo corrente del certificato del 18,5% (200 eu / 1080 eu).

Consideriamo la maxi cedola quasi certa perché un’altra importante caratteristica di questo prodotto, oltre alla cedola molto elevata, è la barriera che condiziona il pagamento della cedola stessa e che è posta al 30% del livello iniziale dei tre sottostanti. Se consideriamo inoltre che tutti e tre i sottostanti sono saliti rispetto al prezzo iniziale, questo significa che solo con cali superiori al 70% di uno o più dei tre sottostanti la cedola non verrebbe pagata  (74% di calo di Schneider è al momento la soglia più vicina per perdere la cedola). Mai dire mai, in borsa sappiamo che tutto può succedere, ma se ragioniamo in condizioni di normalità non sembra affatto improprio definire l’incasso di 200 eu per ogni certificato posseduto come molto probabile. La data di osservazione sarà il 24 febbraio prossimo mentre la data di pagamento il 5 marzo.

Il fatto che i tre titoli siano tutti sopra il prezzo iniziale pone però il “problema” del possibile ritiro anticipato.

In questo caso definiamo l’autocall solo possibile perché affinché avvenga il ritiro anticipato tutti e tre i sottostanti devono quotare sopra lo strike, ed al momento la situazione è la seguente:

Come evidenzia la tabella Varta e Schneider sono al momento di poco sopra barriera e quindi alla prima data di osservazione per il ritiro anticipato, che è il 24 maggio 2021, si dovrà verificare se i due titoli, ed ovviamente anche Tesla, saranno ancora in questa situazione.

Se si dovesse verificare il ritiro anticipato la “scocciatura” per l’investitore sarà quella di vedersi rimborsare il 2 giugno 2021 (il 24 maggio è la data di osservazione mentre il 2 giugno la data in cui verrà ricevuto il denaro) 1.000 eu per ogni certificato che ha pagato 1.080 eu o qualcosa di simile. Sempre il 2 giugno l’investitore incasserebbe anche la prima cedola ordinaria (dopo la maxi) prevista dal regolamento del certificato, che è pari a 10 eu e viene pagata trimestralmente a partire appunto da giugno. La barriera per le cedole ordinarie è al 60% dei prezzi iniziali.

L’investitore in sostanza, acquistando oggi un certificato a 1.080 eu registrerebbe i seguenti flussi di cassa:

Gennaio 2021: esborso per acquisto di 1 certificato = -1.080 eu

5 marzo 2021, a condizione che il 24 febbraio abbia tenuto la barriera posta al 30% dei prezzi iniziali dei tre sottostanti: incasso della maxicedola = + 200 eu

2 giugno 2021, a condizione che il 24 maggio tutti e tre i sottostanti siano al di sopra dello strike: ritiro anticipato del certificato = + 1.000 eu + 10 eu di cedola trimestrale = 1.010 eu

Complessivamente l’investimento, in circa 5 mesi, offrirebbe all’investitore un flusso in entrata di 1.210 eu a fronte di un esborso di 1.080 eu, per un rendimento di circa il 12%; oltre il 24% su base annua.

Se invece il rimborso anticipato non dovesse avvenire, il certificato andrebbe avanti fino a regolare scadenza (dicembre 2023) prevedendo le cedole trimestrali dell’1%, condizionate, come detto, ad una barriera posta al 60% dei valori iniziali, per un rendimento annuo del 4% circa e, da non dimenticare, con effetto memoria.

Facciamo un ultimo esercizio e calcoliamo i flussi di denaro in caso di rimborso del certificato a scadenza ed ipotizzando l’incasso della maxi cedola e la tenuta della barriera posta al 60% dei prezzi iniziali necessaria per il rimborso del capitale e per il pagamento delle cedole trimestrali:

Gennaio 2021: esborso per acquisto di 1 certificato = -1.080 eu

5 marzo 2021, a condizione che il 24 febbraio abbia tenuto la barriera posta al 30% dei prezzi iniziali dei tre sottostanti: incasso della maxicedola = + 200 eu

Da giugno 2021 a novembre 2023 con cadenza trimestrale a condizione che tenga la barriera posta al 60% degli strike e con effetto memoria: incasso di 11 cedole da 10 eu = +110 eu

5 dicembre 2023: scadenza del certificato = +1.000 eu

Totale flussi in entrata =  1.310 eu

Totale flussi in uscita = 1.080 eu

Rendimento di periodo 21% , pari a circa il 7% annuo

In sostanza quindi i due scenari positivi, quello del ritiro anticipato già a giugno 2021 e quello di rimborso a scadenza con tenuta della barriera capitale, prevedono un rendimento medio annuo compreso fra il 7% ed il 24%.

Ovviamente esiste anche lo scenario negativo, che potrebbe causare perdite anche rilevanti nonostante l’incasso della maxi cedola se alla data di osservazione per il rimborso del capitale anche solo uno dei tre titoli avesse un prezzo inferiore al 60% dei valori iniziali. In quel caso l’investitore riceverebbe una percentuale del capitale investito pari a 100 meno la peggiore performance dei tre sottostanti (se superiore al 40%, altrimenti saremmo nel precedente scenario di rimborso al 100%).  Se per esempio Tesla valesse 313 eu che rispetto al prezzo iniziale significherebbe una perdita del 50%, l’investitore riceverebbe solo 500 eu come rimborso del capitale investito a cui sommare, se incassate, la maxi cedola ed eventuali cedole trimestrali incassate prima della debacle di uno dei tre titoli.

Non va dimenticato infine, per completezza di analisi, che i certificati sono regolarmente quotati in borsa con liquidità garantita dai market maker. Questo significa che per necessità o per scelta di convenienza durante tutta la vita del prodotto l’investitore può sempre negoziare il prodotto sul mercato.

Avevamo già parlato del prodotto nel precedete articolo del 17 dicembre, ma ci sembrava interessante riproporre alcune considerazioni alla luce degli attuali prezzi di mercato.

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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