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TAMBURI - Mai così pieno il dossier dei nuovi investimenti, a giugno l’esercizio dei warrant

<p> La società di investimenti fondata da Giovanni Tamburi ed Alessandra Gritti nel 1999, infatti, si muove e continua ad operare con dinamismo: da poco è salita nel capitale di Ovs, ha supportato Talent Garden nel più rilevante fund raising mai real
Le radici sono solide, ma Tamburi Investment Partners non intende stare a contemplarle

La società di investimenti fondata da Giovanni Tamburi ed Alessandra Gritti nel 1999, infatti, si muove e continua ad operare con dinamismo: da poco è salita nel capitale di Ovs, ha supportato Talent Garden nel più rilevante fund raising mai realizzato in Italia per una start-up e nel recente passato ha contribuito al rilancio ed all’accelerazione di Alpitour. Il suo lavoro, del resto, consiste nell’individuare aziende (italiane ma non solo) con del potenziale, farle crescere e creare i presupposti per un percorso di valorizzazione (quotazione o altro): che siano società industriali bisognose di un partner per la crescita, marchi prestigiosi da far conoscere nel mondo o società innovative che devono ancora affermarsi.

Quotata sul segmento Star di Borsa Italiana con una market cap stabilmente sopra il miliardo di euro, il titolo [TIP.MI] è cresciuto negli anni in modo costante: +130% negli ultimi 5 anni. Il che significa che il total return ratio, ovvero il rendimento totale per l’azionista Tip, nell’ultimo lustro è stato superiore al 31% medio annuo. Se poi si torna indietro al momento della quotazione, novembre 2005, il socio che ha investito 1 euro allora oggi se ne ritrova – nonostante tutto quanto accaduto nel periodo – circa 5. Il portafoglio di Tip, che ha un valore lordo di circa 1,4 miliardi di euro (oltre 3 miliardi considerando i club deal organizzati e gestiti), è molto differenziato: ci sono partecipazioni di minoranza significativa in importanti società quotate quali Ferrari, Amplifon, Interpump, Moncler, Ovs, Prysmian, Be e Roche Bobois ma anche in società private come Eataly, Furla, Azimut Benetti, Beta Utensili, Chiorino e la stessa Alpitour.

Solo per citare l’ultima operazione, lo scorso marzo la società ha comunicato di aver investito oltre 90 milioni di euro per arrivare al 22,75% del capitale di Ovs, puntando su una nuova fase di sviluppo della più grande catena italiana retail a marchio Ovs ed Upim nell’abbigliamento per uomo, donna e bambino. “Abbiamo grandissima fiducia nel top management”, spiega Claudio Berretti, direttore generale ed amministratore esecutivo di Tip, “con Stefano Beraldo (amministratore delegato di Ovs, ndr) ci conosciamo fin dai tempi in cui eravamo investiti in De’ Longhi (e Beraldo ricopriva il ruolo di Ad, ndr). Abbiamo investito perché pensiamo sia una piattaforma unica nel suo genere. E noi, come del resto avviene sempre, saremo supporter accanto a chi guida”.

Nel portafoglio di Tip trovano anche spazio investimenti in società innovative, come per esempio Talent Garden, azienda che gestisce 23 spazi di co-working in giro per l’Europa: il terreno di coltura per le start-up digitali e le idee. Ma uno dei casi recenti di maggior successo rimane quello di Alpitour, controllata da TIP (nell’ambito di un articolato club deal) che nel biennio 2017/2018 ha investito oltre 200 milioni di euro per salire oltre il 50% del capitale. Nonostante l’avvento di internet abbia decimato il settore e cambiato le regole del gioco, Alpitour, anche con l’aiuto di Tip, è riuscita a far evolvere il proprio modello di business arrivando a puntare nel 2019 all’ambizioso traguardo dei due miliardi di fatturato. Berretti: “Dopo il duro lavoro di riposizionamento fatto da Gabriele Burgio (Ad di Alpitour ed altro top manager da lungo conosciuto da TIP) a valle dell’acquisizione effettuata nel 2012 da parte di alcuni fondi di private equity, unitamente al management abbiamo ritenuto che fosse arrivato il momento giusto per entrare nella partita perfezionando un aumento di capitale da 120 milioni di euro a cui è seguito un successivo investimento di oltre 80 milioni. Con questi soldi Gabriele Burgio ha potuto accelerare la propria campagna acquisti mirata a controllare sempre più i fattori produttivi lungo la catena del valore del turismo e della mobilità: alberghi e resort di primario standing unitamente ad aerei di nuova generazione come i 787 dreamliner. A questo si è aggiunta l’acquisizione forse più importante della storia di Alpitour e certamente significativa per l’intero settore: lo storico concorrente Eden è entrato dal luglio scorso a far parte del gruppo. Nei prossimi anni proseguirà il percorso di consolidamento della propria leadership con l’ambizione di divenire, tra l’altro, l’unico vero punto di riferimento per uno dei grandi motori dell’economia italiana: la gestione dell’accoglienza di turisti di alto profilo. Alcuni voli dalla Cina sono già stati avviati a questo scopo con grandissimo successo. Ed è solo l’inizio”.

Il rallentamento dell’economia mondiale in atto nel mondo non intimorisce TIP. “Non pensiamo affatto che il mondo sia sul ciglio del baratro”, spiega Berretti, “perché i fondamentali rimangono solidi ed un po' di rallentamento – dopo anni di crescita costante – è solo salutare. Il rallentamento in atto, peraltro, fa sì che le aziende, e gli imprenditori con loro, siano più propense a cercare l’appoggio di partner con le caratteristiche di Tip”. Il 2019, infatti, potrebbe portare a nuove importanti operazioni: “Abbiamo la pipeline di nuovi investimenti più ricca di sempre sul fronte delle società private e non solo”.

In questo quadro, per tutto il mese di giugno ci sarà l’imminente finestra di esercizio dei warrant Tip: i possessori di warrant potranno esercitarli investendo 5 euro per warrant posseduto e ricevendo in cambio azioni che sul mercato quotano oltre i 6 euro, che molti analisti vedono a ridosso dei 7 euro e che la società posiziona – in termini di intrinsic value del portafoglio – a 7,2 euro.

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