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TALKWAY - Trasforma ogni smartphone in una ricetrasmittente

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				<img src="/redazione/media/immagini/gallery/Equity%20Crowdfunding/push-to-talk_ridotto.jpg" alt="push-to-talk_ridotto.jpg" width="311" height="220" align="right" border="0">Cellulari e smartphone, presenti i primi da oltr
La Pmi innovativa propone un servizio per sostituire i vecchi dispositivi analogici con qualunque smartphone, consentendo importanti risparmi e facilitazioni a tutte le società per cui questi strumenti sono indispensabili: forze dell'ordine, vigilanza privata e cantieri. La sua struttura societaria le consente di distribuire utili e ha già concluso accordi con TIM e Vodafone

push-to-talk_ridotto.jpgCellulari e smartphone, presenti i primi da oltre 25 anni e i secondi da quasi dieci, non hanno sostituito del tutto le vecchie ricetrasmittenti, che mantengono una importante presenza in molti settori professionali, che per necessità o obbligo di legge, devono affiancare al canale telefonico un altro tipo di comunicazione, chiuso e dedicato. L’assedio tecnologico ai vecchi walky-talky è però sempre più serrato: da un lato la copertura di rete è ormai quasi totale e rende superfluo doversi affidare ai ‘vecchi’ canali analogici delle ricetrasmittenti, dall’altro utilizzare lo smartphone è più facile per gli utenti, in quanto si tratta di un oggetto familiare e facile da gestire. In questo contesto nasce il sistema Push to Talk della PMI innovativa Talkway: si tratta di una soluzione per sostituire le ricetrasmittenti tradizionali con gli smartphone, grazie ad un app ed una piattaforma dedicate, dando agli utenti la possibilità della geolocalizzazione e dello scambio di dati.

TalkwayLogo.PNGIl mercato di riferimento di Talkway è quello di tutte le organizzazioni che storicamente hanno avuto dipendenti equipaggiati con ricetrasmittenti tradizionali: forze dell’ordine, vigilanza privata, corpi militari, protezione civile e aziende di trasporto come società di taxi o di logistica. Ad oggi sono clienti di Talkway, tra gli altri, Security Service di Roma (vigilanza), Midland (accessori motociclistici), la Marina Militare e la protezione civile della regione Friuli Venezia Giulia. La diffusione di Talkway passa anche attraverso i grandi player della telefonia mobile, che per la natura peculiare del servizio Push-toTalk non sono un competitor, ma un alleato. A fine 2016 è stato concluso un contratto con Vodafone [VOD.L], che distribuisce Talkway sotto il brand ‘Push and Talk’. È invece di pochi giorni fa la notizia dell’intesa con TIM [TLIT.MI].

La caratteristica unica, o quasi, di Talkway nel panorama delle società che stanno raccogliendo risorse tramite equity crowdfunding è la sua natura di Pmi Innovativa. La società può quindi distribuire utili, un risultato che ha già ottenuto nel corso del 2016, con un risultato netto di 13 mila euro. Il Business Plan prevede un fatturato da 900 mila euro e un utile di 350 mila nel 2018, mentre la prospettiva al 2020, anno per cui è prevista la distribuzione del primo dividendo, è di 2,5 milioni di euro di ricavi e 1,45 milioni di risultato netto.

Talkway1_ridotto.pngIl business di Talkway è interamente B2B: i ricavi vengono dalla concessione della piattaforma (il cui brevetto è registrato e protetto dal Patent Box, che garantisce importanti agevolazioni fiscali alla società, quale il pagamento dell’IRPEG ridotta del 50%) e del relativo servizio in forma personalizzata, in cloud o sul server dell’azienda cliente.

Per sostenere il suo programma di sviluppo, Talkway ha lanciato una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma Crowdfundme, con un target minimo di raccolta di 150 mila euro ormai quasi raggiunto. Le risorse raccolte saranno investite per il 90% per sostenere i costi del personale tecnico e per il 10% per investimenti in strumentazione tecnica. L’eventuale overfunding sarà investito per ampliare la rete commerciale.