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Super maxicedola e batterie: il futuro è adesso

<div style="box-sizing: border-box; color: #212529; font-family: WorkSans, sans-serif; font-size: 16px"><p style="box-sizing: border-box; margin-bottom: 1rem; line-height: 1.75">Comunicazione di marketing</p><p style="box-sizing: border-box; margin-b
Exane ha studiato un Maxicedola sulle batterie con Isin FREXA0028870 che oggi quota a 1006 euro. Di massimo interesse è il super premio condizionato del 20% previsto il 24 febbraio con barriera molto profonda che protegge quindi fino a cali del 70% dei sottostanti. Da maggio si passa a cedole condizionate trimestrali dell' 1% (4% p.a.) con barriera al 60% e possibilità di rimborso anticipato

Comunicazione di marketing

La grande corsa ad un mondo più green è partita, ma il settore auto è già passato dal via. Tutte le grandi case stanno infatti investendo nell’elettrico e si sprecano gli annunci di nuovi modelli full electric, anche se la strada per il traguardo è ancora lontana. Complice di questo sguardo col binocolo sono i prezzi elevati di produzione e le tempistiche, ancora lunghe, di ricarica. Le batterie sono lo snodo cruciale per lo sviluppo.

L’entusiasmo crescente per l’elettrico a batteria si affianca all’attuale protagonista della scena, l’ibrido, il compromesso affidabile che resta al comando del lato elettrificato della strada. I modelli diesel e benzina scalano in seconda fila, specialmente sul fronte delle nuove immatricolazioni, e nell’attesa che il full electric guadagni posizioni migliorando costi e prestazioni dei futuri modelli 100% verdi, sono ancora le ibride la risposta principale per quella crescente fetta di popolazione attenta al cambiamento climatico.

Dopo l’impressionante sterzata verso un’Europa green impressa da Ursula von der Leyen, anche negli Stati Uniti, dove la svolta all’elettrico non è stata di certo incentivata dalla politica dell’amministrazione uscente, i primi segnali di cambiamento stanno arrivando, grazie all’approccio green oriented del nuovo inquilino della Casa Bianca, Joe Biden.

Come sempre i mercati anticipano e gli investitori non hanno esitato a scommettere sulla svolta green, facendo impennare i prezzi delle azioni legate alle energie pulite. Esempio più eclatante è ovviamente Tesla che non solo è la prima ed unica casa automobilistica “nativa electrica” ma che è anche proprietaria di giga factory che producono solo batterie. Non soddisfatta di una performance che da inizio 2020 ha visto passare il titolo da 86 $ del 2 gennaio a 400 $ di poche settimane fa, Tesla in Borsa ha proseguito la sua corsa fino a oltre 600 $ sulla notizia che l’azione entrerà dell’indice S&P 500 a partire dal 21 dicembre prossimo. L’ingresso trionfale del gioiellino del secondo uomo più ricco al mondo, Elon Musk, potrebbe mettere in moto oltre 100 miliardi di dollari di transazioni già dalle prime ore di trading.

Ma se gli investitori sono entusiasti e gli ambientalisti brindano per i progressi verso la neutralità della carbon footprint, ora è il momento di contagiare anche i consumatori, cercando di aumentare le vendite di auto elettriche.

A inizio dicembre Toyota ha affermato che le ibride rappresenteranno un quarto delle sue vendite nel 2021, con una quota in continua crescita sul totale del venduto dalla case automobilistica giapponese. A livello globale diversi colossi dell’automotive stanno realizzando versioni ibride dei loro modelli (come la Ford Fusion o la Chevrolet Impala), dando prova che sul mercato, lato offerta, la scelta ormai è stata fatta. L’obiettivo delle case automobilistiche, in attesa del miglioramento delle prestazioni di durata delle batterie, è quello di intaccare la quota globale di Toyota sulle auto ibride, riducendola al 30% dall’attuale quasi monopolio dell’80%.

Questa presa di posizione sull’ibrido rappresenta di fatto un vero e proprio ponte verso un futuro che si giocherà con un all-in sul 100% elettrico. Più si pensa infatti al sogno delle grandi potenze mondiali di diventare paesi a emissioni zero, più si realizza che il mutamento al total green sarà graduale. Il passaggio attraverso l’ibridazione consentirà comunque di ridurre la produzione di anidride carbonica dal 10% al 30%, portando i governi a compiere un passo certo (seppur più lento) verso gli obiettivi climatici al 2030 – 2050.

Guardando all’Italia, il Presidente dell’Unrae (Associazione delle Case automobilistiche estere) Michele Crisci, in una nota ufficiale afferma che: “le previsioni per fine anno proiettano un livello di immatricolazioni che dovrebbe attestarsi probabilmente al di sotto di 1,4 milioni di unità, in calo di oltre il 27% rispetto al 2019, una riduzione drammatica che ha un solo precedente nella storia moderna”.

Nello scorso anno l’elettrico ha rappresentato il 2,6% del totale dei veicoli venduti e solo l’1,5% di tutte le automobili in circolazione. Una crescita sul venduto che gli analisti di settore prospettano al 6,6% entro il 2040.

Se quindi la green revolution è un mantra per il futuro, le batterie lo sono per il presente. Oltre a Tesla, colossi nella produzione di settore sono la tedesca Varta, riferimento mondiale di batterie per veicoli Start-Stop e convenzionali, e la francese Schneider, leader nell’automazione e nelle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. Le tre società sono i tre sottostanti del nuovo prodotto studiato da Exane, un Maxicedola con Isin FREXA0028870 che oggi quota a 1006 euro.

Aspetto di massimo interesse è il super premio condizionato pari al 20%, previsto al 24 febbraio con pagamento al 5 marzo, che sarà staccato se i tre sottostanti non perderanno oltre il 70% dal livello iniziale (barriera al 30% dei livelli di strike). A partire da maggio e con cadenza trimestrale il prodotto passerà poi a cedole condizionate dell’1% (4% p.a. al lordo delle imposte), con barriera al 60%. Il prodotto gode dell’effetto memoria e avrà scadenza naturale a novembre 2023 ma, da maggio 2021, offre la possibilità di rimborso anticipato se i tre titoli quoteranno ad un valore eguale o superiore al livello iniziale.

Vediamo come, ai livelli attuali, i tre sottostanti siano ampiamente distanti dal livello di barriera.

Maxicedola condizionata

Una delle caratteristiche più amate dagli investitori, un maxicedolone pari a 200 euro (20% per prezzo di emissione pari a 1.000 euro) con data di valutazione al 24 di febbraio e pagamento al 5 marzo 2021. Il maxipremio potrà essere incassato se Tesla, Varta e Schneider Electric non caleranno più del 70% dal livello iniziale (barriera posta al 30% degli strike).

Premi condizionati trimestrali (a partire dal 24 maggio)

Dal sesto mese dall’emissione il certificato stacca premi trimestrali dell’1%, (4% annuo al lordo delle imposte) se, ad ogni data di valutazione, tutti e tre i sottostanti quoteranno sopra al livello di barriera posta al 60% del valore iniziale, senza cioè registrare una perdita superiore al 40%.

Qualora anche solo uno dei sottostanti si trovasse al di sotto della barriera, non sarà pagato nessun premio per quel trimestre. Il premio non sarà però perso se entrerà in gioco l’effetto memoria.

Possibilità di rimborso anticipato dal 24 maggio a scadenza

A partire dal 2° trimestre fino a scadenza, l’investitore beneficerà della possibilità di rimborso anticipato che scatta se, ad una data di valutazione trimestrale, i sottostanti quoteranno a un prezzo superiore o uguale al 100% del livello iniziale. Il prodotto verrà ritirato a 1000 euro più il premio di quel trimestre e i premi eventualmente non distribuiti in precedenza.

Qualora si verifichi il rimborso anticipato del prodotto, i premi successivi non verranno pagati. In caso contrario, il prodotto continuerà a quotare con le stesse caratteristiche.

Rimborso a scadenza al 05 dicembre 2023

A scadenza, se i sottostanti quoteranno a un prezzo superiore o uguale al 60% del livello iniziale, il prodotto verrà ritirato a 1000 euro più il premio di quel trimestre e, grazie all’effetto memoria, eventuali coupon non distribuiti. In caso contrario l’investitore registra una perdita di capitale pari alla performance del sottostante peggiore rispetto al livello iniziale. Se anche solo uno dei sottostanti dovesse andare a zero, il prodotto si azzererebbe.

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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