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Stare dentro l’onda verde con la protezione di due Etf Esg

<p style='box-sizing: border-box; margin-bottom: 1rem; line-height: 1.75; color: #212529; font-family: WorkSans, sans-serif; font-size: 16px; background-color: #ffffff'><span style="box-sizing: border-box; color: #000000">Comunicazione di marketing</
Il prodotto Esg emesso da Leonteq, con Isin CH0590645005 ha come sottostanti due ETF: il Franklin Liberty Euro GreenBond ETF e il Franklin LibertyQ Global Equity SRI ETF. Durata due anni, capitale protetto all'85% e partecipazione all’85% all'andamento dei due sottostanti

Comunicazione di marketing

Sfamare il mondo in modo sostenibile, nutrire una popolazione in aumento, limitando l’impatto ambientale, queste due delle grandi sfide per i governi nei prossimi trent’anni.

Entro il 2050, si stima che dovremo produrre cibo per 10 miliardi di persone. Per raggiungere questo fine, oltre al traguardo di raggiungere emissioni globali nette pari a zero, dovranno essere prese soluzioni concrete su più fronti: dalla raffinazione della carne alla crescita al microscopio di proteine ??estrapolate dagli insetti, dalle energie rinnovabili alla creazione di un ecosistema energetico. La tecnologia dovrà rappresentare la grande chiave di volta per combattere tanto il cambiamento climatico quanto la fame. 

Anche la finanza si interessa di questo tema, sempre più frequentemente leggiamo notizie riguardanti prodotti Esg, carbon neutral, investimenti sostenibili e responsabili. 

Questi termini vengono utilizzati per descrivere una serie di approcci di investimento utilizzati dai gestori di fondi nel giudicare la validità e la coerenza tra il business aziendale e valori ESG. 

Ciò potrebbe significare, per un gestore, esaminare non solo i fondamentali economici di un’azienda ma anche i rating riguardanti il cambiamento climatico, i suoi risultati in materia di deforestazione o la varietà di genere dei suoi consigli di amministrazione; modalità che permettono ad un fondo di assicurarsi che quella certa azienda operi in modo sostenibile.

Quando gli investimenti sono green infatti, anche i ritorni sono sostenibili, e lo sono a lungo periodo. Le prestazioni di società con elevati parametri Esg risultano più stabili nel tempo in quanto meno influenzabili dalle flessioni di mercato avendo un termine a più lungo raggio per performare nella lenta transizione verso un mondo a basse emissioni di carbonio. 

Se l’Unione Europea è stata pioniera su questa via, anche il resto del mondo ha iniziato a mobilitare le proprie autorità verso questa urgente, seppur lenta, trasformazione. Gli Stati Uniti ad esempio, grazie alla vittoria di Joe Biden, si allineano alla scia verde che vede un mondo a zero emissioni di carbonio entro il 2050, ponendo un ulteriore record date a metà strada: puntare all’elettrico con zero emissioni di Co2 già entro il 2035. Nella scia verde c’è anche la Cina, che si mette in prima linea nell’impegno mondiale nella lotta per un mondo a zero emissioni, avendo posto come data obiettivo il 2060; traguardo importante per uno dei poli più inquinanti e indisciplinati al mondo.

In questo inizio di secondo trimestre, caratterizzato da un avanzamento della campagna vaccinale, e dai buoni propositi di guarigione dei mercati al 2022, il focus dei colossi mondiali torna a rivolgersi verso un mondo “greencentrico”, contesto perfetto per valutare strategie di business verdi. Interessante a questo proposito il certificato studiato da Leonteq, Isin CH0590645005, con sottostanti due Etf Esg targati Franklin Templeton. 

Sguardo al futuro, protezione e rendimento sul lungo periodo, sono le tre parole chiave che ben descrivono gli Etf green su cui si basa questo prodotto. Leonteq ha infatti strutturato questo certificato con capitale protetto all’85% che punta ad un basket formato da due Etf Esg (Environmental, Social and Governance), e precisamente troviamo al 50% il Franklin Liberty Euro GreenBond Etf, che investe in green bond e al restante 50% il Franklin LibertyQ Global Equity SRI, un Etf su azioni green.

Partecipare alla lotta al cambiamento climatico, con scelte di investimento mirate, permette all’investitore un approccio attivo all’universo degli investimenti sostenibili, con il vantaggio di beneficiare delle peculiarità tipiche dei certificati di investimento. 

La caratteristica di questo prodotto è quella di riuscire a sfruttare l’aumento della volatilità per generare rendimento con l’aggiunta di protezione del capitale, elementi importanti in un contesto di forte domanda di investimenti green e di mercati ancora incerti. 

Protezione parziale del capitale (85%) e partecipazione all’85% dell’andamento dei due Etf sottostanti, sono infatti i due punti di forza di questo prodotto. Acquistando un semplice Etf non si beneficerebbe infatti di alcuna protezione. Altro aspetto importante è la possibilità di utilizzare il prodotto per la compensazione di eventuali minus in portafoglio (essendo classificato come certificato di investimento). Durata due anni con rimborso previsto al 16 febbraio 2023.

Il prodotto permette quindi di esporsi su uno dei settori più forti dei prossimi decenni offrendo all’investitore, anche in caso di discesa del mercato di riferimento, un’ampia protezione del capitale investito (85% con perdita massima del 15%) e quotazione giornaliera. Gli Etf selezionati reinvestono i dividendi o le cedole incassate nel periodo, nelle azioni e nei bond in portafoglio.

Abbiamo già parlato delle caratteristiche del prodotto nell’articolo del 01 aprile.

Attualmente i due Etf sottostanti mostrano una performance di circa il 6% per il Franklin LibertyQ Global Equity SRI e del -1,8% per il Franklin Liberty Euro GreenBond Etf.

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