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31/10/2018
11:51
SPLITTY PAY – La startup che “splitta” i pagamenti digitali di gruppo
di Redazione Websim
Nessuno dovrà più anticipare i soldi per gli altri: la società permette agli utenti di pagare esclusivamente la propria quota durante acquisti collettivi.
La società è pronta per la campagna di EQUITY CROWDFUNDING.


I viaggi di gruppo con gli amici rimangono nel cuore, ma c’è sempre una cosa che terrorizza tutti: il momento del pagamento. Chi anticipa i soldi? Chi li raccoglie? Chi mette la carta di credito/debito? Per risolvere questi dilemmi è nata Splitty Pay, la startup che, appunto, “splitta” i pagamenti digitali permettendo così agli utenti di versare esclusivamente la propria quota. 
 
Splitty Pay 2.jpg“L’intuizione è nata da un’esigenza personale – racconta il co-fondatore e ad Alberto Porzio – Io e Matteo Anthony Destantini, l’altro founder, facciamo spesso vacanze di gruppo, ci piace andare in giro per il mondo. E ogni volta che bisogna pagare si litiga per decidere chi deve anticipare i soldi. Anche durante l’ultimo viaggio per andare in America è saltata ancora fuori questa discussione. Inoltre, abbiamo notato che è un’esigenza di molte persone.  “Bisogna trovare una soluzione”, ci siamo detti. E così è nata Splitty Pay”. 
 
I due fondatori, prima di lanciarsi in questa nuova impresa, hanno accumulato esperienza in un’altra realtà: ZZZleepandGo, che gestisce delle “capsule-letto” in alcuni aeroporti. “L’idea ci è venuta proprio mentre eravamo nella governance di questa startup, grazie alla quale abbiamo iniziato a interfacciarci con il mondo dei pagamenti. Successivamente abbiamo venduto le nostre quote e abbiamo fondato Splitty Pay”, spiega l’amministratore delegato. 
 
Dal punto di vista delle piattaforme di pagamento, la startup permette di incrementare le conversioni del carrello. Mentre, dal lato consumatori, consente di risolvere diverse problematiche: non solo le discussioni tra amici, ma anche, per esempio, i limiti di plafond delle carte per importi elevati. 
 
Splitty Pay, inoltre, dà la possibilità di inviare richieste di pagamento nel caso in cui uno o più partecipanti non fossero presenti al momento dell‘acquisto, attraverso un link inviato per posta elettronica.
Per svilupparsi ulteriormente, la startup ha lanciato una campagna di equity crowdfunding con l’hub 200crowd. “La priorità è quella di espandersi a livello commerciale e intercettare nuove piattaforme di pagamento. Un’altra parte dei fondi, inoltre, servirà per dare nuove risorse al team che si occupa della sicurezza, attualmente composto da tre persone”, spiega Porzio. 
 
Splitty Pay 1.jpgLa startup potrebbe così cavalcare un settore in forte crescita sia in Italia che all’estero. Il volume delle transazioni per acquisti online nel 2017, considerando solo il mercato internosfiora i 22 miliardi di euro, e si stima una crescita media annuale del 14% per i prossimi 5 anni (WorldPay, Global Payments Report 2017).
 
“Siamo pienamente operativi da questo mese con la prima azienda cliente e con un’altra abbiamo appena stretto un accordo. Entro la fine del 2019 puntiamo ad avere almeno 100 piattaforme attive”, sottolinea l’amministratore delegato. 
 
Il modello di business di Splitty Pay è semplice: si applica una fee del 2% dell’importo transato a carico della piattaforma. Per gli utenti, inizialmente, il servizio è gratuito. Ma la startup punta a tagliare i costi aggiuntivi nei prossimi anni, una volta ottenuta la licenza di istituto di pagamento. 
 
Porzio è sicuro del successo: “Esistono alcuni metodi di raccolta per le collette online, ma non sono di semplice utilizzo e sono tutti a posteriori. Per splittare il pagamento nel momento in cui arriva il conto, praticamente, c’è solo Splitty Pay. Ed è facilmente fruibile, non servono né app né registrazioni”.

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