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SETTORE UTILITY - Nuovo record negli Usa, nuovi massimi dal 2011 in Europa

<p>L'indice Eurostoxx Utility (oggi +0,4%, 325 punti) segna nuovi massimi degli ultimi otto anni. Il guadagno da inizio 2019 si amplia a +14,80%, meglio dell'indice Eurostoxx Globale (+12,6%).<br /><br />La prospettiva di un taglio del costo del dena
Come investire in modo diversificato sul settore più redditizio dal punto di vista dei dividendi

L'indice Eurostoxx Utility (oggi +0,4%, 325 punti) segna nuovi massimi degli ultimi otto anni. Il guadagno da inizio 2019 si amplia a +14,80%, meglio dell'indice Eurostoxx Globale (+12,6%).

La prospettiva di un taglio del costo del denaro avviata da Fed e Bce sta favorendo il comparto a scapito del settore finanziario. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di società strutturalmente molto indebitate, che beneficiano quindi di un minor costo di rifinanziamento, e che distribuiscono un ricco flusso di dividendi, estremamente competitivo rispetto alle cedole distribuite dai titoli obbligazionari.  

A Piazza Affari oggi spiccano Enel [ENEI.MI] +1,3%, oggi su nuovi massimi dal 2008, e Italgas [IG.MI] +1%, oggi su nuovi massimi storici. 

Dall'inizio dell'anno la spagnola Iberdrola (+27%) è il miglior performer europeo, seguita dalla nostra Hera [HRA.MI] +26%, da Verbund (+23%) e RWE (+20%). 

Sotto il profilo delle valutazioni fondamentali, il P/E medio del settore europeo è intorno a 22x, mentre è molto allettante il ritorno in termini di dividendi: Dividend Yield medio 4,6%. 

Quadro grafico settore Utility europeo. 

Dal 2012 il trend è stato moderatamente rialzista con un forte ostacolo posizionato in area 300 punti, la cui violazione a inizio anno ha ha provocato l'accelerazione del movimento tuttora in corso. Oltre tale livello si sono aperti spazi di risalita importanti con obiettivi sui massimi del 2010 verso 390/400 punti (upside +25% circa). Il record storico del 2008 (toccato prima della crisi di Lehman Brothers) è però ancora lontanissimo, verso 660 punti. Primo step sulla parte alta del canale sotto evidenziato (potenzialmente fino a 340/350 punti).


Operatività. 

La tendenza di medio/lungo si è ulteriormente rafforzata. Sfruttare le fasi correttive (pull back) anche fino a 300 punti, a ridosso della trendline illustrata, per comprare sulla debolezza. Primo target 340 punti, target finale 400 punti. Allerta ed eventuale stop loss sotto 300.

Per puntare sul settore Utility europeo con la massima diversificazione (è compreso anche il mercato britannico) si può investire nel seguente ETF:

SPDR MSCI Europe Utilities UCITS
codice Isin IE00BKWQ0P07
[STUX.MI]

Da inizio anno +16,50%

Obiettivo dell'ETF è la replica dell'indice MSCI Europe Utilities, (22 azioni) che raggruppa i principali protagonisti europei del settore, comprensivo del reinvestimento del dividendo. Ciò consente di amplificare la performance da inizio anno a un livello superiore a quello registrato dall'indice corrispondente. Commissioni totali annue 0,30%. Nella tabella di seguito i primi dieci titoli, tra cui compare al secondo posto la nostra Enel. 

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Il Paese più rappresentato è la Gran Bretagna, che pesa per circa un quarto del totale, seguito da Spagna (20,5%) e Italia (17,1%). 

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Attraversando l'Oceano, si scopre che la tendenza al rialzo ha coinvolto anche il settore Utility statunitense, grosso modo per le stesse ragioni, seppure con dinamiche diverse. La grossa differenza sta nel fatto che il comparto oggi è sui massimi storici. Ci sono strumenti per investire in modo specifico anche sul settore Utility Usa. Segnaliamo il seguente: 

SPDR S&P U.S. Utilities Select Sector 
Isin: IE00BWBXMB69
[SXLU.MI]

Da inizio 2019 +15,50%.

Obiettivo dell'ETF è replicare la performance delle società dei servizi di pubblica utilità di grandi dimensioni compresi nell'indice S&P500 (29 azioni). Non distribuisce dividendo. Commissioni totali annue 0,15%. Nella tabella di seguito i primi dieci titoli tutti quotati a Wall Street.

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