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Settore petrolifero sui massimi da 10 mesi. Maxicedola pronta per essere servita

<p style="box-sizing: border-box; margin-bottom: 1rem; font-weight: bold; line-height: 1.75; color: #212529; font-family: WorkSans, sans-serif; font-size: 16px;text-align:left"><br /></p><p style="box-sizing: border-box; margin-bottom: 1rem; line-hei
Il rally del petrolio continua ed a fargli compagnia è una Maxicedola condizionata del 9,6% il prossimo 18 febbraio. Il Cash Collect emesso da UniCredit, Isin DE000HV4J3R0, punta su Eni, Saipem e Tenaris, e staccherà il super premio se i tre titoli non perderanno più del 30% dai livelli iniziali (barriera al 70%)


Comunicazione di marketing

Il settore Oil & Gas europeo continua a mettersi in evidenza con un un guadagno da inizio anno dell’8% che lo spinge su nuovi massimi da febbraio 2020.

In Europa i due titoli che si sono messi più in evidenza da inizio 2021 sono BP (+13%) e Royal Dutch Shell (+12%). A Piazza Affari splendono Saipem, che totalizza un +10%, Tenaris +9% ed Eni +6%. Questi tre titoli sono i sottostanti di un prodotto di cui avevamo già parlato a fine 2020, nell’ articolo del 29 dicembre, ma ci sembra interessante riproporre alcune considerazioni alla luce degli attuali prezzi di mercato e della bruciante partenza di inizio anno dei singoli sottostanti, oggi tutti e tre sopra lo strike, a differenza di quanto accadeva a fine dicembre.

Il prodotto a cui facciamo riferimento è il Cash Collect emesso da UniCredit, Isin DE000HV4J3R0 che scommette appunto su Eni, Saipem e Tenaris. Il certificate brinderà all’inizio del nuovo anno con un Maxicedolone del 9,6%, previsto per il prossimo 18 febbraio, a condizione che i tre titoli non perderanno oltre il 30% dai livelli iniziali (barriera al 70%).  Ai prezzi attuali dei sottostanti l’investitore dovrebbe quindi avere elevate possibilità di incassare il maxipremio tra poco più di un mese. Oggi, inoltre, il prodotto quota leggermente sotto la parità a 98 euro.

Di seguito una tabella riassuntiva che mostra i livelli di riferimento per i tre titoli, con Saipem abbondantemente sopra il livello iniziale:

Se il livello attuale dei tre sottostanti si mantenesse fino al 17 giugno, prima data di osservazione per il ritiro anticipato, il certificato verrebbe inoltre rimborsato, con pagamento il 24 giugno, realizzando una performance del 12,8% circa in soli 5 mesi. Al rimborso di 100 euro per ogni certificato posseduto, l’investitore sommerebbe infatti la prima cedola trimestrale da 1 eu che insieme alla maxi cedola di 9,6 eu significherebbe appunto un rendimento sul prezzo corrente (98 eu) del 12,8% circa in soli cinque mesi.

Ricordiamo che da giugno e fino a scadenza il prodotto prevede cedole condizionate trimestrali dell’1% (4% p.a. al lordo delle imposte) con barriera sempre al 70%. Il prodotto avrà scadenza naturale a dicembre 2023.

Se il 2021 sarà l’anno del ritorno alla normalità, la probabilità che il consumo di petrolio si riporti sui livelli pre-crisi è un’ipotesi realistica ed è probabilmente per questa ragione, oltre che per le decisioni prese nelle riunioni dei paesi produttori ad inizio anno, che il Brent veleggia sui massimi degli ultimi dieci mesi, a 54,76 usd, ed il WTI a 51,12 dollari al barile.

L’Arabia Saudita,  dopo la decisione unilaterale di ridurre drasticamente la produzione, ha annunciato un aumento dei prezzi del petrolio a partire da febbraio ai propri clienti asiatici e statunitensi. Il produttore statale Saudi Aramco ha ritoccato il prezzo al barile portandolo ad 1 dollaro sopra il benchmark utilizzato dall’azienda. La ragione sarebbe da ricondurre all’aumento superiore alle attese della domanda registrato in alcune regioni dell’Asia e degli Stati Uniti. A favorire l’incremento della domanda, fra l’altro, le basse temperature di periodo. Saudi Aramco ha invece abbassato i prezzi del greggio destinato all’Europa nord-occidentale ed alle regioni mediterranee, aree in cui la domanda di energia è stata frenata dai nuovi blocchi alla circolazione.

Secondo gli esperti, la decisione del colosso Saudita avrebbe come obiettivo quello di stabilizzare i prezzi del mercato in un periodo di grande incertezza dovuta alla pandemia. Negli ultimi mesi, infatti, il consumo di petrolio si è ridotto in diverse parti del mondo.

Ma, come dicevamo, l’inizio d’anno sfavillante sia dei prezzi del greggio che dei titoli legati al petrolio indicano un ottimismo di base per un ritorno alla normalità e, come sappiamo, i mercati cercano di anticipare, trovando nel settore petrolifero una valida alternativa per ruotare gli investimenti su chi ha molto sottoperformato nel 2020.

Ma come sappiamo ci si muove per definizione nell’incertezza, ed ecco quindi perché l’interessante combinazione di protezione e rendimento che offre uno strumento di investimento come il certificato può rappresentare un’interessante opportunità. Da un lato una maxicedola con rendimento a breve elevato e vantaggioso dal punto di vista fiscale. Dall’altro la protezione del capitale data dalla barriera, fino a cali del 30%. Queste caratteristiche rappresentano un’opportunità per chi crede che i tre sottostanti non possano scendere più del 30% nei prossimi 30 giorni di borsa aperta, quelli che mancano alla data di osservazione della maxicedola del 18 febbraio prossimo.

Ricordiamo che il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 7 su una scala da 1 a 7.

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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