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SETTORE PETROLIFERO - Il petrolio salverà il mondo? Caccia ai ritardatari

<p>L'indice Stoxx Oil & Gas è scivolato ieri sui minimi degli ultimi sei mesi per i crescenti timori che la risalita dei contagi allontanerà la ripresa globale. la perdita da inizio anno è intorno al -40% con tutti i grandi protagonisti del settore i
Tre strumenti per investire sul settore energetico in Eurozona e negli Usa

L'indice Stoxx Oil & Gas è scivolato ieri sui minimi degli ultimi sei mesi per i crescenti timori che la risalita dei contagi allontanerà la ripresa globale. la perdita da inizio anno è intorno al -40% con tutti i grandi protagonisti del settore in forte sofferenza. Il prezzo della nostra Eni è sui minimi da 25 anni.

Intanto, il petrolio è in lieve rialzo per il quarto giorno consecutivo. Le riserve di greggio della Cina, secondo quanto riporta una società specializzata nelle rilevazioni via satellite, sono salite questa settimana su livelli vicini al record, al 72,7% della capacità di stoccaggio: il massimo storico è stato toccato a inizio agosto a 73%. Indiscrezioni avevano già riportato che, nel nuovo piano quinquennale, Pechino prevedesse una robusta crescita delle scorte di petrolio e di minerali ritenuti strategici. Dunque, la Cina approfitta dei prezzi scontati per riempire i magazzini, mentre l'Occidente sviluppato è sempre più alle prese con la questione della transizione energetica.

Sul tema è intervenuto ieri nel corso di una videoconferenza, Fabrizio Botta, manager Global Strategy, Commercial and Tendering della Divisione E&C Onshore di Saipem, un altro protagonista del settore energetico che in borsa ieri ha toccato i minimi degli ultimi 30 anni.

"Stiamo assistendo a un cambiamento strutturale nell'industria energetica a seguito della pandemia Covid-19 che ha colpito l'economia globale e la società in generale - ha spiegato - insieme alla volatilità dei prezzi del petrolio, sta determinando un'enorme accelerazione del settore nel percorso verso la transizione energetica". "La crisi del coronavirus - ha aggiunto - accelererà la transizione energetica a favore del gas nel mix energetico, in particolare del GNL (gas naturale liquefatto), come prodotto intermedio verso modi ancora più sostenibili di produrre energia. Tuttavia - ha concluso - anche nelle realtà in cui la penetrazione delle energie rinnovabili è più forte, la quota oil & gas nel mix energetico resta tra il 30% e il 50%, in uno scenario in cui la domanda di energia sarà comunque crescente. Ciò implica che l'oil&gas nei prossimi anni debba puntare in ogni caso a nuovi investimenti".

In buona sostanza, sostiene l'esperto, del petrolio non si potrà fare a meno anche nei prossimi anni. 

Analisi tecnica.  Il quadro grafico dell'indice EuroStoxx Oil & Gas (oggi 190 punti) si è ulteriormente deteriorato in seguito al cedimento della parte bassa del range 200-220 punti, che aveva dimostrato in più occasioni di riuscire a reggere all'urto delle vendite. Aumenta pertanto il rischio di assistere a ulteriori discese nell'area dei minimi storici di marzo a 150 punti. Solo una pronta ricucitura di questo strappo, ovvero con la risalita oltre quota 200 punti, si potrebbe scongiurare tale eventualità. 

Operatività. Alla luce di quanto sopra esposto, siamo meno pessimisti del mercato sulla ripartenza delle attività energetiche e del prezzo del petrolio. Si suggerisce di approfittare della debolezza per costruire delle posizioni di medio/lungo periodo. Incrementare in caso di risalita oltre 200 punti. Piazzare uno stop loss alla prima chiusura sotto 150 punti.  

STOXX OIL & GAS (lungo periodo) 

 

Con una visione di medio periodo è interessante il Certificate di Exane sul settore Oil con ISIN FREXA0024309 con sottostanti BP [BP.L], Eni [ENI.MI] ed Exxon [XOM.N]. La cedola di 4 euro di settembre non verrà pagata, perchè BP ha chiuso il 17 settembre sotto la barriera, ma scatterà l’effetto memoria. Si rammenta che il certificate ha già staccato una maxicedola il 17 aprile scorso del 6,75% e, a partire da maggio, ha staccato quattro cedole mensili di 4 euro ciascuna. Grazie all'effetto memoria la cedola di settembre non è persa: se a una delle date di valutazione successive, tutti e tre i sottostanti si troveranno sopra il livello barriera posto al 65% dei prezzi strike, il certificate staccherà tutte le eventuali cedole non distribuite precedentemente oltre a quella del mese in corso. Tale effetto resta valido per l’intera vita del prodotto, compresa la data di scadenza. Per chi pensa che petrolio e titoli petroliferi potranno riprendersi entro la scadenza del prodotto, che è il 17 marzo 2023, al prezzo attuale di 680 euro il certificato rappresenta una interessante opportunità, con un profilo di rendimento, se le barriere a scadenza verranno rispettate, di oltre il +50%. Leggi il documento KID. 

Per investire sul settore Energy europeo, c'è il seguente ETF quotato a Piazza Affari:

Spdr MSCI Europe Energy UCITS (EUR) 
Isin: IE00BKWQ0F09
[STNX.MI]
Da inizio 2020: -45%
Lo strumento punta a replicare la performance dell'indice MSCI Europe Energy cha a sua volta investe nelle principali azioni del settore energetico europeo. I dividendi delle singole società non vengono distribuiti ma reinvestiti nel fondo (accumulazione). L’indice di spesa complessiva è pari allo 0,30% annuo. Valuta di denominazione Euro. I quattro top player che spiegano il 74% circa dell'indice benchmark sono: Royal Dutch Shell (28%), Total (17,5%), BP (17,5%), Eni [ENI.MI] (10,6%). Leggi il documento KID.

Per investire sul settore Energy statunitense c'è il seguente ETF quotato a Piazza Affari:

SPDR S&P US Energy Select Sector 
Isin IE00BWBXM492

[SXLE.MI]
Da inizio 2020: -50% 
Lo strumento punta a replicare la performance dell'indice S&P Energy Select Sector che raggruppa le società energetiche statunitensi di grandi dimensioni appartenenti all'indice S&P500. Non distribuisce dividendi. L'indice di spesa complessiva è pari a 0,15%. Valuta di denominazione Usd. I tre top, che spiegano quasi il 50% dell'indice benchmark, sono nell'ordine: Exxon Mobil [XOM.N] (22%), seguito da Chevron [CVX.N] (19%) e ConocoPilliphs [COP.N] (6,5%). Leggi il documento KID.

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