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SETTORE FARMACEUTICO - Prezzi generici gonfiati, 40 Stati Usa pronti a causa miliardaria

<p>Secondo la Bbc oltre 40 Stati americani sono pronti a intentare una maxi causa contro una ventina di case farmaceutiche che si sarebbero accordate per gonfiare i prezzi dei farmaci generici, in alcuni di casi anche fino al mille per cento. I farma
Gli strumenti migliori per cogliere l'opportunità su uno dei settori più difensivi della borsa Usa

Secondo la Bbc oltre 40 Stati americani sono pronti a intentare una maxi causa contro una ventina di case farmaceutiche che si sarebbero accordate per gonfiare i prezzi dei farmaci generici, in alcuni di casi anche fino al mille per cento. I farmaci sotto accusa comprendono di tutto, compresse, capsule, creme, unguenti per trattare condizioni quali diabete, colesterolo alto, pressione alta, cancro, epilessia e molto altro. Nella causa sono citate anche 15 persone, accusate di aver supervisionato lo schema per fissare i prezzi giorno per giorno.

La denuncia scaturisce da lunghe indagini della magistratura statunitense, durate cinque anni, le cui risultanze sono state presentate venerdì scorso dal procuratore generale del Connecticut, William Tong: "abbiamo prove concrete che dimostrano che l’industria dei farmaci generici ha perpetrato una frode multimiliardaria ai danni del popolo americano". In una nota il governatore del Nevada Steve Sisolak ha detto che “il livello di avidità adottato dalle società farmaceutiche è vergognoso e irragionevole”. Tong ha dichiarato che i suoi uffici sono entrati in possesso di email, messaggi, registrazioni telefoniche e dichiarazioni di ex addetti alle società che dimostrerebbero un accordo per far lievitare i costi e spartirsi il ricco mercato dei farmaci generici. La manipolazione dei prezzi sarebbe avvenuta tra il luglio 2013 e il gennaio 2015.

Una delle aziende coinvolte è Teva Pharmaceuticals [TEVA.N], maggior produttore mondiale di farmaci generici, che però ha negato qualsiasi illecito dicendo che difenderà la sua posizione. Un rappresentante di Teva negli Stati Uniti ha affermato che la compagnia israeliana "non ha intrapreso alcuna condotta che possa portare a responsabilità civili o penali". Nessun commento, per ora, è giunto da altre 19 società, tra cui Novartis, Pfizer [PFE.N] e Mylan, citate nelle indagini.

Il sistema sanitario americano è da anni protagonista centrale della politica statunitense. Il presidente Donald Trump ha spesso promesso di smantellare l’Affordable Care Act, meglio noto come Obamacare, progettato per rendere la copertura medica accessibile per molti americani e che impedisce alle assicurazioni di rifiutare polizze in base alle patologie. Gli Stati hanno sostenuto che l’eliminazione dell’Obamacare danneggerebbe milioni di americani che farebbero fatica a sostenere i costi delle cure mediche. 

Il settore farmaceutico è da sempre considerato uno dei più difensivi per le sue caratteristiche di costante crescita nel tempo e bassa volatilità. Da inizio 2019 l'indice di riferimento statunitense guadagna il 9% circa contro il +17% messo a segno dall'S&P500, In Europa l'indice Stoxx Healthcare guadagna il 7% contro il +11% messo a segno dall'indice globale. 

Il comparto Usa comprende colossi del calibro di Johnson & Johnson (peso 11,21%), Pfizer (6,72%), UnitedHealth Group (6,67%), Merck (6,06%), Abbott Laboratories (4,17%). Il comparto europeo ai primi cinque posti vede: Roche (16,2%), Novartis (16%), Glaxo (9%), Astrazeneca (8,7%), Sanofi (8,4%). 

Sul fronte dei multipli, il P/E medio del settore statunitense è intorno a 15,5x, il P/E medio europeo è più elevato a 23x.

Tornando al tema specifico dei prodotti generici, emerge che i primi quindici posti in questo segmento fino a due anni fa erano occupati dalle seguenti società.  

   

Al momento è estremamente difficile quantificare le conseguenze delle azioni intraprese dai magistrati statunitensi. Nel passato abbiamo assistito a iniziali richieste stratosferiche di danni concluse in tempi piuttosto brevi (pragmatismo) con accordi importanti, ma di dimensioni ben minori. Così potrebbe andare anche in questo caso.  

Analisi tecnica settore Usa. 

La tendenza "secolare" dell'indice MSCI HealthCare (oggi 239 punti) è strutturalmente rialzista. Il picco storico è stato segnato nel 2018 in area 255 punti. Da lì è partita una fisiologica correzione che incontra un primo sostegno in area 230. Probabile una fase di assestamento nel range 185-255 punti prima di avviare un nuovo uptrend. Discese verso la parte bassa del range rappresentano ottime occasioni per accumulare. Allerta in caso di discesa sotto quota 185. 

 

Analisi tecnica settore europeo. 

Anche la tendenza "secolare" dell'indice Stoxx HealthCare (oggi 757 punti) è strutturalmente rialzista. Il picco storico è stato, però, segnato nel 2015 in area 880 punti. Da lì è partita una prolungata fase di assestamento compresa nel range 660-880 punti. Discese verso la parte bassa del range rappresentano ottime occasioni per accumulare. Allerta in caso di discesa sotto quota 600.


Tra le opportunità presenti sulla Borsa italiana per replicare l'andamento del settore farmaceutivo statunitense ed europeo, ci sono i seguenti ETF:

SPDR® S&P® U.S. Health Care Select Sector UCITS (EUR) 
Isin: IE00BWBXM617
[SXLV.MI] 
Da inizio 2019: +4,4%
Negli ultimi 3 anni: +9,4% medio annuo

Valuta di denominazione USD.
Non distribuisce dividendi.
Commissioni totali annue: 0,15%. 

L'ETF mira a replicare la performance delle aziende del settore farmaceutico statunitense di grandi dimensioni appartenenti all'indice S&P500 tramite l'indice S&P HealthCare Select Sector. 

SPDR® MSCI Europe Health Care UCITS (EUR) 
Isin: IE00BKWQ0H23
[STWX.MI]
Da inizio 2019: +9%
Negli ultimi 3 anni: +4,5% medio annuo

Valuta di denominazione EURO.
Non distribuisce dividendi.
Commissioni totali annue: 0,30%.

L'ETF mira a replicare la performance dell'indice MSCI Europe HealthCare. I dividendi vengono reinvestiti. Questo indice rappresenta tutte le azioni europee che appartengono al settore dell'assistenza sanitaria.

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