Portafoglio Certificates

PORTAFOGLIO WEBSIM CERTIFICATE Ultimo aggiornamento: +4,2% da inizio anno

Prosegue la buona performance del nostro Portafoglio certificate che, nonostante il calo di Piazza Affari ,chiude giugno in area positiva con un rendimento da inizio anno del 4,2%. Il valore a mercato dell'intero portafoglio, ovvero il Nav, indica un
Sostituiamo ben cinque certificate, due perché arrivati a scadenza naturale e gli altri tre perché vicini al cap, ovvero al loro rendimento massimo...

Prosegue la buona performance del nostro Portafoglio certificate che, nonostante il calo di Piazza Affari ,chiude giugno in area positiva con un rendimento da inizio anno del 4,2%. Il valore a mercato dell'intero portafoglio, ovvero il Nav, indica una performance vicina al 5% in sei mesi, 10% se annualizzata.
 
Giugno è caratterizzato da un profondo ricambio nel portafoglio dovuto alla scadenza naturale di due Cash collect, quelli su Bpm e su Azimut, e la sostituzione di tre Bonus cap il cui rendimento è arrivato vicino al loro massimo, nonostante la scadenza sia verso fine anno.
 
Guardiamo passo passo performance e cambiamenti mettendo in evidenza la strategia che ha portato a queste modifiche.
 
Cash collect su Bnp con Isin DE000HV4BG45, questa è la nostra pecora nera: non ha mai staccato cedola, lo abbiamo acquistato a 91,6 euro ed è stato ritirato a 74,19 euro. Il capital loss totale è dunque di 1.427 euro, con un'incidenza sulla performance totale del nostro portafoglio di -2,8%.
Sostituiamo questo Cash collect con un altro certificate della stessa tipologia con Isin DE000HV4B7J6 e sottostante UnipolSai: il nuovo certificate scadrà a marzo del prossimo anno e offre un rendimento dello 0,65% al mese se il sottostante rimane sopra la  barriera distante il 20% dalle attuali quotazioni alle date di valutazione. Crediamo che gli assicurativi beneficeranno della prospettiva di normalizzazione dei tassi di interesse, oggi tenuti artificialmente bassi dalla Bce.
 
Buon contribuito dal Cash Collect su Azimut con Isin DE000HV4BG29. Da gennaio, data di acquisto, a giugno, data di ritiro, ha staccato cedole per 396 euro a cui si sommano 422 euro di capital gain, perché il certificate è stato acquistato sotto la pari. Si arriva così a un guadagno di 818 euro, pari a un rendimento in 5 mesi del 10,9%. Siamo positivi sul sottostante e quindi sostituiamo questo certificate con un Bonus cap su Azimut con IsinDE000HV4B981 e scadenza il 22 giugno 2017. Acquistiamo il nuovo certificate a 100 euro che verrà ritirato a scadenza a 118 euro se Azimut non toccherà la barriera posta il 20% sotto le attuali quotazioni.
 
Sempre questo mese vendiamo tre bonus cap arrivati vicino al loro rendimento massimo. Il primo è quello su Bmw con IsinDE000HV4A2D1, lo vendiamo a 126 euro (il suo cap è pari a 128 euro, a fine anno). Con questa operazione guadagniamo 145 euro per  un rendimento del 5,8% in sei mesi. Rimaniamo positivi su Bmw  e sostituiamo il certificate ceduto con un altro  Bonus Cap con IsinDE000HV4CAB1, medesimo sottostante e scadenza il 22 giugno 2018. Acquistiamo il nuovo certificate sotto la pari a 97,5 euro, con cap a 109,5 euro e distanza dalla barriera del 18,2%.
 
Esce dal portafoglio anche il Bonus Cap con sottostante Eni e IsinDE000HV4AXT9. Il certificate è stato acquistato a 112,3 euro e lo vendiamo a 118 euro con un guadagno di 125,4 euro, ovvero un rendimento del 5,02% in sei mesi. Cambiamo la nostra visione sul prezzo del greggio, la forte produzione della Libia  ai massimi dagli ultimi sette anni, unita a quella degli Stati Uniti nello shale gas e un Opec che risulta meno coesa rispetto a qualche mese fa sui tagli, ci portano a pensare che il greggio difficilmente romperà al rialzo sopra l’attuale fascia 45/55 dollari al barile. Questo non aiuta le società del settore. Sostituiamo dunque questo certificate con un Reverse Bonus Cap su Vallourec con IsinDE000HV4B940, scadenza a meta dicembre e distanza dalla barriera del 40%. In particolare acquistiamo il certificate a 109,65 euro con un cap 114 euro.
 
E’ arrivato vicino al cap anche il certificate Bonus cap su Atlantia con IsinDE000HV4BEY7, abbiamo acquistato il certificate a 100,5 euro a fine dicembre e lo vendiamo a 115,1 euro guadagnando 365 euro pari a una performance del 14,5% in soli sei mesi. Sostituiamo questo Bonus Cap con un altro certificate della stessa tipologia su Generali e IsinDE000HV4B965, l’obiettivo è rimanere esposti su un titolo che giudichiamo solido e che dovrebbe approfittare di una fase di normalizzazione dei tassi di interesse. Il certificate acquistato a 102,9 euro scadrà il giugno del prossimo anno e verrà ritirato a 114,5 euro se non toccherà la barriera distante il 20% dalle attuali quotazioni del titolo. 
  
Mettiamo sotto osservazione il Reverse Cap su Fiat Chrysler con IsinDE000HV4B3H9. Abbiamo acquistato questo certificate la prima volta a 105 euro per poi rivenderlo a 109 euro. Passata qualche settimana lo abbiamo acquistato ancora a 105 euro, il nostro obiettivo è rivenderlo di nuovo a 109 euro. Il prodotto scadrebbe naturalmente a dicembre di quest’anno e se non toccherà mai la barriera distante il 40% dalle attuali quotazioni verrà ritirato a 111,5 euro. Se la nostra strategia andrà in porto avremmo guadagnato il 7,6% in sei mesi superando il 6,1% promesso dal certificate in un anno intero, riducendo il rischio per una minore esposizione e liberando in anticipo il capitale per altri investimenti. 
 
Guardando all’andamento del portafoglio certificate siamo soddisfatti del rendimento, ma ammettiamo di aver commesso un errore, ovvero il mese scorso il certificate su Banco Bpm era vicino al nostro valore di acquisto. Sarebbe stato il caso se non di venderlo di mettere almeno uno stop loss, in modo da contenere l’eventuale perdita.
 
Qui di seguito il nostro portafoglio aggiornato con in verde i nuovi entranti e in giallo i certificate uscenti.  

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