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MINIBOT - Una sensata cartolarizzazione da non sperimentare

<p>Oggi Claudio Borghi ricorda che i <strong>minibot </strong>sono nel contratto di governo, senza fornire dettagli o evidenze sull’avvio di una procedura parlamentare o governativa su questo tema. La bocciatura di Tria di due giorni fa, “non servono
Adrian Hilton, head of global rates&currency di Columbia Threadneedle Investments prende posizione

Oggi Claudio Borghi ricorda che i minibot sono nel contratto di governo, senza fornire dettagli o evidenze sull’avvio di una procedura parlamentare o governativa su questo tema. La bocciatura di Tria di due giorni fa, “non servono e non sono legali”, non ha dunque chiuso la questione. 

Se il presidente della Commissione Bilancio della Camera tiene aperta la porta a questo strumento, da lui stesso presentato come un espediente per introdurre in Italia una valuta alternativa all’euro, è anche perché c’è una mozione, incautamente firmata pure dall’opposizione, che impegna il governo a procedere su questa via. 

Di queste micro obbligazioni, con le quali pagare gli arretrati accumulati dalla pubblica amministrazione, stanno parlando un po’ tutti, anche lontano dall’Italia: ieri per esempio, c’era un lungo articolo sul New York Times.

L’argomento interessa molto ai mercati finanziari, per cui non sorprende che ad occuparsene ci siano gestori ed operatori. Stamattina dice la sua Adrian Hilton, head of global rates&currency di Columbia Threadneedle Investments.

“Il concetto di formalizzare l'ampio inventario di arretrati non è necessariamente negativo, e l'idea di offrire titoli a breve termine ai creditori ha probabilmente un certo senso. Non è chiaro però in che modo questi titoli sarebbero trattati ai fini della misurazione del debito pubblico, ma ci aspettiamo una posizione di disaccordo da parte della Commissione Europea se l'obiettivo fosse quello di eludere, in qualche modo, le regole di bilancio della zona euro”. A questo riguardo, la Banca d’Italia ha detto la sua, i minibot sono nuovo debito. 

Vale la pena di ricordare quanto affermato da Borghi in un'intervista a La Stampa della scorsa settimana: “So bene che è vietato introdurre monete parallele, sarebbe un disastro. La mia proposta è quella di introdurre uno strumento esigibile per il pagamento di debiti della pubblica amministrazione. Dunque non sarebbe nuovo debito, ma la cartolarizzazione di crediti esistenti”.

Hilton conclude così, “Pensiamo che questa proposta sia riemersa in parte perché è stata fatta un po' di confusione tra la proposta sensata di cartolarizzare debiti commerciali in sospeso e le intenzioni forse più maliziose di coloro che, in Italia, cercano di innescare conflitti con la Commissione Europea e gettare i semi di un'eventuale uscita dall'Eurozona. Quest'ultimo obiettivo potrebbe certamente essere raggiunto tentando di competere con l'euro attraverso l'introduzione di una valuta nazionale. Ma tale rottura - non da ultimo attraverso la fuga di capitali su larga scala - potrebbe essere così tanto dolorosa che in pochi la vorrebbero realmente sperimentare”.

“L'Eurosistema rimane l'unico fornitore autorizzato di valuta, e i minibot non sembrerebbero una valuta parallela - certamente non in senso giuridico. Ma anche al di là di questo, il fatto che i minibot non sarebbero bancabili li renderebbe comunque una valuta imperfetta. Questa misura ci sembrerebbe quindi più vicina ad un modo di cartolarizzare i crediti futuri. Non una cattiva idea in sé, ma rimane il fatto che non sarebbero una valuta”, prosegue Hilton. 

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