Strategie Certificates

Maxicedola il 20 novembre per il certificate che punta sulle tre maggiori banche italiane

<p>
Comunicazione di marketing</p><p>Trimestrali positive per le principali banche italiane. A guidare i rialzi è Intesa che dopo le pubblicazioni di mercoledì pomeriggio ha messo a segno un guadagno di circa il 6%. La trimestrale di Unicredit è sta
Il certificate di Exane con Isin FREXA0027237 il 20 novembre stacca una cedola del 5,5% se le tre banche non crollano del 70% dal livello iniziale, si passa poi a premi trimestrali del 6% annuo con memoria. A scadenza barriera al 65% ed Effetto One star per proteggere ulteriormente l’investimento

Comunicazione di marketing

Trimestrali positive per le principali banche italiane. A guidare i rialzi è Intesa che dopo le pubblicazioni di mercoledì pomeriggio ha messo a segno un guadagno di circa il 6%. La trimestrale di Unicredit è stata positiva, ma senza nessun eccesso e il titolo è rimasto pressoché invariato. Mentre oggi, in un mercato debole si mette in evidenza, Banco Bpm +2% con risultati sopra le attese degli analisti.

Oltre ai buoni dati che approfondiremo a fine articolo per ogni società, il settore potrebbe a breve (i primi di dicembre) approfittare di un nuovo piano di aiuti da parte della Bce. Christine Lagarde dopo il board con gli altri membri della Bce, non ha usato mezzi termini, “con l’attuale situazione dei contagi la Bce è pronta a far la sua parte”, ha poi chiesto una mano anche agli Stati con il varo di piano di stimoli fiscali.

Gli esperti sottolineano che la Bce potrebbe usare in maniera più spinta il piano di Tltro, ovvero finanziamenti agevolati al sistema bancario. Altre buone notizie arrivano dal Recovery Fund che porterà all’Italia 208 miliardi di euro. Alcuni Stati si stanno mostrando lenti nel presentare le richieste o non vogliono farlo e, secondo le indiscrezioni da Bruxelles, l’Italia potrebbe approfittarne.

Anche l’analisi tecnica è positiva sul comparto. Abbiamo chiesto al responsabile della ricerca tecnica di Websim, Enrico Nicoloso, uno studio ad hoc sul settore.

 

“Graficamente, il settore bancario europeo, allargato quindi anche ai paesi al di fuori della moneta unica, ha toccato il suo top assoluto nel 2007 a 541 punti, poi la bolla del credito (soprattutto immobiliare) è scoppiata e ha disintegrato la capitalizzazione di buona parte delle banche (e non solo quelle) mondiali. Per quelle europee, si è trattato di sprofondare a 87 punti: -84% in soli 2 anni! Livelli che non si vedevano da fine anni ’80/inizio anni ’90, con importantissimi sostegni grafici. Tant’è che il rimbalzo che è seguito è stato veloce e ampio fino a 244 punti (+180%), ma senza la forza di proseguire oltre. Così, dai massimi di fine 2009, il settore bancario ha iniziato una progressiva deriva ribassista, anche se intervallata da uptrend di durata minore ma di ampiezze importanti. La continua discesa dei tassi ha indebolito ulteriormente il settore che ha poi preso il colpo di grazia con l’esplosione della pandemia di quest’anno. I prezzi sono scesi sotto i minimi del 2009, ma sempre sopra i supporti di fine anni80/inizi90 e da lì stanno abbozzando una reazione, che ci attendiamo continui e diventi più forte.”

 

Un ottimo strumento per esporsi sul settore mantenendo un’elevata protezione ed estrarre premi anche in uno scenario di dividendi a zero è il certificate Maxicedola di Exane con opzione One Star a codice ISIN FREXA0027237 che punta proprio su Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm. Il prodotto che oggi quota a 980 euro è interessante sia per la maxicedola del 5,5% che verrà staccata il 20 novembre se, alla data di valutazione (13/11) i tre titoli non saranno crollati del 70% dal livello iniziale, sia per l’effetto one star che permette a scadenza di proteggere l’intero capitale se anche un solo sottostante si troverà sopra il livello iniziale. Di tutto rispetto anche i premi condizionati mensili dello 0,5% (6% annuo) con barriera al 65%.

Il prodotto ha scadenza naturale a luglio 2023 ma, da marzo 2021 offre la possibilità di rimborso anticipato se i tre sottostanti quoteranno ad un valore uguale o superiore al prezzo di riferimento iniziale.

Di seguito una tabella indicante i livelli di riferimento del prodotto.

Da marzo 2021 e per tutte le successive date di valutazione successive, il certificate gode della possibilità del rimborso anticipato a 1.000.

Se il ritiro anticipato non dovesse avvenire in nessuna delle date previste dal regolamento, il certificate scadrà nel luglio 2023. A quella data (valutazione fissata il 27 luglio) il certificate verrà rimborsato a 1.000 euro se i tre sottostanti si troveranno sopra il livello di barriera (65%), oppure, con anche solo uno sopra il livello iniziale grazie all’effetto One Star.
Con il rimborso a 1000 euro l’investitore oltre alla Maxicedole e le cedole trimestrale incassa un capital gain del 2% in quanto il certificate quota sotto la pari.

Vediamo in breve i risultati per singola società.

Intesa SanPaolo

In breve Intesa SanPaolo ha archiviato un terzo trimestre mettendo a segno il target minimo di utili indicato per l’intero 2020 e con un elevata solidità patrimoniale con un Cet1 pro forma a regime al 15,2%. Nei primi nove mesi l’utile netto contabile è stato di 6,376 miliardi di euro. Nel trimestre si registra un miglioramento a livello di operativo degli interessi netti (a 1,82 miliardi con una crescita del 3,9% sul secondo trimestre e del 4,4% annuo) mentre le commissioni rimbalzano del 6,7% su trimestre a 1,86 miliardi, ma sono in calo del 5,3% su anno.

Per ciò che riguarda gli obiettivi, Intesa conferma la generosa politica dei dividendi con payout del 75% e del 70% rispettivamente per quest’anno e il prossimo e l’intenzione di chiedere alla Bce l’ok alla distribuzione cash delle riserve sugli utili 2019 l’anno prossimo.

Per il 2020 la banca vede un utile netto non inferiore a 3 miliardi, senza considerare Ubi, e non inferiore a 3,5 miliardi nel 2021. Dal 2022 previsto un utile netto non inferiore a 5 miliardi per il gruppo risultante dall’acquisizione di Ubi.

Unicredit

Unicredit ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto sottostante di 692 milioni di euro ed è sulla buona strada per raggiungere il target fissato per il 2020 a oltre 800 milioni. Gli analisti indicavano un utile netto di 334 milioni per il terzo trimestre secondo il consensus pubblicato sul sito web della banca.

Il gruppo ha confermato il target del 2021 tra 3 e 3,5 miliardi, e migliorato l’obiettivo di risparmi di costi del piano al 2023 a 1,25 miliardi di euro grazie all’accelerazione della trasformazione del modello di business, secondo quanto dichiarato dal Ceo Jean Pierre Mustier nella nota.

Forte di un indice di solidità patrimoniale Cet1 fully loaded al 14,41% il gruppo conferma la politica di distribuzione del capitale con un payout del 50% con un mix tra dividendi cash e buyback così come l’impegno a restituire gradualmente il capitale in eccesso a partire dal 2021.

Banco Bpm

Banco BPM ha archiviato il terzo trimestre con un utile netto in crescita grazie all’aumento dei ricavi e al taglio dei costi che hanno contribuito a mitigare l’impatto dei maggiori accantonamenti a fronte delle perdite su crediti. La terza banca italiana ha comunicato che l’utile netto per i tre mesi fino al 30 settembre è salito a 157,3 milioni di euro dai 98,2 milioni dell’anno precedente.

Nel secondo trimestre la banca aveva subito una perdita netta di 46,4 milioni di euro. I ricavi sono aumentati del 14,2% su base trimestrale, trainati dalle commissioni a seguito della ripresa dell’attività commerciale, e da un balzo degli utili da attività di trading, mentre il margine d’interesse è aumentato dell’8,4%, grazie ai fondi BCE e a tassi negativi.

I dettagli sul prodotto sono riportati nel precedente articolo, clicca qui per approfondire.

Ricordiamo, prima dell’adesione di leggere attentamente il Prospetto di Base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le Condizioni Definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente e alla perdita totale dell’investimento in caso di azzeramento dei sottostanti. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

Comunicazione di marketing