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MASI AGRICOLA tra boom dei consumi ed inflazione

<p>Masi Agricola [MASIA.MI], produttore e distributore di vini pregiati con sede e radici storiche in Valpolicella Classica, nel veronese, sta tenendo testa al balzo dell'inflazione con un cambio della politica sulle scorte e con l'aumento dei prezzi
Websim intervista l'a.d. Federico Girotto

Masi Agricola [MASIA.MI], produttore e distributore di vini pregiati con sede e radici storiche in Valpolicella Classica, nel veronese, sta tenendo testa al balzo dell'inflazione con un cambio della politica sulle scorte e con l'aumento dei prezzi.  "Acquistiamo di più, in modo da coprire le necessità di diversi mesi", spiega il Ceo Federico Girotto a Websim "abbiamo anche aumentato i listini di vendita, mossa peraltro praticata da molti nel settore. Per fortuna partiamo comunque da un livello di marginalità storicamente molto buono".

I risultati del primo trimestre sostengono questa prospettiva. La società vitivinicola della Famiglia Boscaini, che annovera fra i suoi azionisti di minoranza il fondatore di Diesel, Renzo Rosso con Red Circle Investments, e Fondazione Enpaia, ha chiuso il periodo con ricavi pari a 19 milioni di euro, +38,4% su base annua, e con un Ebitda quasi raddoppiato a 4,7 milioni di euro. Il margine ha raggiunto quasi il 25%. 

I conti sono stati spinti anche da una maggiore propensione al consumo ed ai viaggi, dopo un lungo periodo di restrizioni a causa del Covid, fattori importanti in quanto Masi è molto presente nel canale HoReCa (hotel, ristoranti e caffè). 

Dal 2021 è partito il trend di crescita del mercato domestico, che nei primi tre mesi dell'anno è aumentato di oltre il 53%. Masi ha tuttavia una forte vocazione internazionale, all'estero genera oltre il 70% del fatturato, e per quanto riguarda l'Ucraina, il conflitto non sta avendo ripercussioni rilevanti sul business: "In Russia non abbiamo riscontrato molti problemi. I nostri prodotti non sono colpiti da sanzioni, il consumo ha retto bene. Non ci sono turisti russi in Italia, ma le vendite si realizzano lo stesso a livello locale". 

Masi negli ultimi anni ha perseguito una strategia di omnicanalità distributiva, "in particolare con l'e-commerce e un'attenta espansione nel retail", continua Girotto.  

Uno dei pilastri di crescita di Masi è la "Masi Wine Experience", il progetto di ospitalità e cultura dell'azienda, con una strategia basata sulla gestione di store monomarca, che ha il fine di intensificare il rapporto diretto fra il brand e i consumatori. Di recente, Masi ha aperto un Masi Wine Bar a Monaco di Baviera, nella Maximilianstrasse, via del lusso internazionale: "Per il momento non abbiamo in cantiere nuove aperture di locali a marchio Masi. Siamo invece molto attivi sul fronte delle partnership, come quella stretta con Giolina, locale di Milano noto per la sua pizza napoletana, che prevedano la promozione di Masi insieme a marchi partner". 

Masi pensa anche all'espansione per linee esterne, anche se non ci sono scenari concreti nel breve periodo. Il Ceo riferisce che l'integrazione di Canevel, società produttrice di spumanti premium di Valdobbiadene acquisita a fine 2016, ha richiesto molto impegno ma sta dando soddisfazioni: "In un mercato frazionato come il nostro non è facile trovare realtà che rispondano a tutti i nostri requisiti. Le società target devono avere un posizionamento premium, un forte radicamento nel territorio, e una dimensione che giustifichi un progetto di integrazione. Per ora stiamo alla finestra per scorgere nuove opportunità".

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