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LVENTURE - Più risorse per cogliere il meglio dell’universo startup

<p> LVenture Group [LVEN.MI] chiede al mercato fino a 8 milioni di euro, risorse da destinare all’investimento in nuove startup. Lo ha deliberato l’assemblea degli azionisti dell’operatore seed di venture capital più attivo in Italia. “L’approvazione
Il piano industriale 2019-2022 di LVenture prevede una crescita del livello degli investimenti, che dai 3 milioni di euro del 2019 arriverà fino a circa 4,5 milioni nel 2022

LVenture Group [LVEN.MI] chiede al mercato fino a 8 milioni di euro, risorse da destinare all’investimento in nuove startup. Lo ha deliberato l’assemblea degli azionisti dell’operatore seed di venture capital più attivo in Italia. “L’approvazione da parte di Consob del prospetto informativo redatto per l’aumento di capitale dovrebbe arrivare a breve, e l’aumento di capitale potrebbe partire nelle prossime due settimane”, spiega Luigi Capello, amministratore delegato di LVenture, “Attualmente stiamo investendo circa 3 milioni all’anno in startup. 

I risultati della nostra attività sono molto positivi: i ricavi in forte crescita, il conto economico in pareggio, continuiamo ad investire e per il futuro ci aspettiamo importanti exit nonché la distribuzione di dividendi”. Ogni semestre, grazie al suo acceleratore Luiss EnLabs, nato da una joint venture con l’Università Luiss, LVenture seleziona una decina di nuove startup che entrano nel Programma di Accelerazione e nell’arco di 5 mesi diventano vere e proprie imprese.

Si ricorda che il socio di riferimento LV.EN. Holding S.r.l., che detiene il 32,03% del capitale sociale di LVenture, ha già assunto l’impegno vincolante alla sottoscrizione di una quota dell’aumento di capitale in opzione per 1 milione di euro (pari a circa il 12,5% del controvalore massimo dell’aumento di capitale stesso).

LVenture Group è quotata sul mercato MTA di Borsa Italiana e attualmente ha in portafoglio più di 60 startup (avendone finanziate oltre 80). Accelerare le startup significa selezionare le aziende più promettenti nelle fasi iniziali, svilupparne la crescita e portarle a fatturare, con un investimento di 145 mila Euro. LVenture Group investe inoltre ulteriori 250 mila euro nelle fasi successive per supportarne la crescita e lo sviluppo internazionale.

LVenture dichiara, per le startup che partecipano al Programma di Accelerazione, una percentuale di successo dell’80%. “Stiamo crescendo bene”, conferma l’ad, “Aiutiamo le aziende nelle fasi della crescita, con un potenziale ritorno degli investimenti molto significativo. Ricordo infatti che gli investimenti nelle fasi iniziali del venture capital sono quelli a più alto tasso di rendimento.”

Alcune di queste startup sono diventate molto note. È il caso di Soundreef, il gestore indipendente di diritti d’autore che, in Italia, è stato al centro delle cronache per essere diventato il primo concorrente della Siae; Insoore, un’applicazione che aiuta le compagnie assicurative ad ottimizzare il processo di gestione dei sinistri, attraverso ispezioni video-fotografiche e stime dei danni effettuate in tempo reale da una comunità di migliaia di esperti; e poi c’è Together Price, un’innovativa piattaforma online che permette di condividere abbonamenti digitali: “Sta avendo molto successo”, spiega Capello, “infatti sta aprendo nuovi uffici in Spagna e Inghilterra.

Ci teniamo a evidenziare le Star (startup ad alto potenziale), ma di fatto tutte le startup del nostro portafoglio hanno la caratteristica di essere scalabili: spesso sono aziende nate in Italia, ma con grandi potenzialità di sviluppo a livello internazionale”.
Il supporto alle startup del portafoglio è a 360 gradi, partendo dall’aiuto a raccogliere nuove risorse finanziarie. In tal senso, ci sono casi di round recenti molto positivi: “Fitprime, applicazione per accedere a palestre e corsi di fitness, ha raccolto 700 mila euro, mentre la già citata Insoore è arrivata a 1 milione di euro”, ricorda l’amministratore delegato.

Il piano industriale 2019-2022 di LVenture prevede una crescita del livello degli investimenti, che dai 3 milioni di euro del 2019 arriverà fino a circa 4,5 milioni nel 2022, così come lo sviluppo del processo di exit, che porterà ad operazioni per un valore complessivo al 2022 pari a circa 20 milioni di euro. Mentre per gli azionisti si prevede, a partire dal prossimo anno, la distribuzione di dividendi pari al 15% dell’utile netto rettificato. Dopo il sostanziale pareggio di bilancio del 2018, la società guidata da Capello prevede un utile netto di 800 mila euro a partire dal 2019, per raggiungere i 2 milioni di euro a fine piano.

L’investimento in startup è un’attività che risente in misura limitata del ciclo economico italiano, anche perché, precisa e conclude Capello, “le nostre startup prendono a riferimento il mercato europeo. Inoltre, noi ci occupiamo di tecnologia, e per anticipare i cambiamenti di mercato o venir fuori da situazioni di difficoltà è necessario che le aziende investano in innovazione, e di conseguenza in startup”.

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