Strategie Certificates

La gara è iniziata e il certificate Esg di Leonteq è già in testa alla corsa

<p><typing-node>
</typing-node><text-node>Comunicazione di marketing</text-node><br style="cursor: default" /><br style="cursor: default" /><text-node>Una vecchia pubblicità, di Ronaldo, non il campione di oggi, ma un altro campione quello brasilian
Protezione e rendimento insieme, per il certificate Esg di Leonteq con Isin CH0566282676, sottostanti i due ETF di Franklin Templeton che selezionano gli investimenti secondo criteri di sostenibilità. Capitale protetto all'85%, massimo guadagno +25% durata due anni.

Comunicazione di marketing

Una vecchia pubblicità, di Ronaldo, non il campione di oggi, ma un altro campione quello brasiliano, recitava “la potenza è nulla senza il controllo”. Poi appariva un noto marchio degli pneumatici. Per non andare fuori strada, da tempo, anche il mondo finanziario si è dotato di un assetto e di gomme su misura, capaci di tenere il controllo anche nei terreni più difficili.

Abbiamo messo insieme un motore efficiente, scattante come gli etf a una tenuta di strada ottima come quella dei certificate e il risultato è una soluzione di investimento da competizione.

Ma come una bella auto, non basta solo il motore, per farla diventare sexy è necessario uno stile. E quello scelto per il certificate di Leonteq con Isin CH0566282676  è all’insegna della sostenibilità. I sottostati infatti sono due Etf equipesati Esg.

Il primo, il Franklin Liberty Euro GreenBond ETF investe su un vastissimo panel di green bond, il secondo Franklin LibertyQ Global Equity SRI ETF, seleziona con cura azioni di società green. Il prezzo del certificate segue linearmente la media della performance dei due etf.

Per quanto riguarda la tenuta di strada, il certificate protegge il capitale per l’85% a fronte invece di potenziali guadagni che arrivano massimo al +25%. La durata del prodotto è due anni (quella residua un anno e 9 mesi). Rimborso fissato il 16 settembre 2022.

Il motore è scattante e dunque la combinazione dei due etf ha già messo a segno una buona performance +6% con il certificate che infatti passa di mano a 1060 euro. Ma la corsa non è finita. I buoni conoscitori di auto sanno che la carrozzeria è importante ma fino a un certo punto. Ecco il certificate in realtà, offre certo protezione, in cambio di un limite al massimo guadagno, ma questo è solo l’involucro. Il cuore sono i due etf e la benzina per correre sembrano averla ancora.

Come in una gara, non ha senso per l’investitore guardare se il prodotto quota sotto o sopra la pari, perché più il tempo passa più il prodotto macina kilometri e grazie alla componente Bond e cumulo delle cedole e dividendi, i due Etf tenderanno ad apprezzarsi, trascinando il valore del certificate. Ad oggi questa soluzione di investimento offre ancora un ottimo potenziale di upside: il 18% in un anno e 9 mesi, moltissimo se si pensa alla protezione offerta (85%) e al 50% della componente bond, molto protettiva.

Investire in un Certificate con sottostante gli Etf presenta, inoltre, due punti di forza importanti rispetto ad un’esposizione diretta nei sottostanti:

1. Protezione parziale del capitale, acquistando semplicemente un Etf non si avrebbe alcuna protezione;
2. Rendere più efficiente il portafoglio dal punto di vista fiscale: i certificate sono classificati come redditi diversi e dunque permettono la compensazione con eventuali minusvalenze in portafoglio.

L’altro aspetto da non sottovalutare è la componente Esg. Un tema, in Europa a cuore sia della Bce che dei governi. I programmi della banca centrali europea sostengono, infatti, finanziamenti agevolati, con tassi che si riducono nel tempo, se le società che li richiedono dimostrano di mantenere elevati parametri di Esg. Un forte stimolo arriverà dal Recovery Fund da 750 miliardi messo a punto dalla Ue.

Tema caldo anche dall’altra parte dell’oceano dove Joe Biden comincia a costruire la sua squadra di fiducia per guidare il Paese nei prossimi quattro anni. Tra le nomine a sorpresa ci potrebbe essere quella dell’ex Governatrice del Michigan, Jennifer Granholm, scelta per l’incarico di Segretario all’Energia.  Gli analisti prevedono che la Granholm svolgerà un ruolo ampio nella battaglia contro il cambiamento climatico grazie a un budget di spesa annuale di 35 miliardi di dollari.

Alziamo il cofano e passiamo a vedere più da vicino il motore del certificate: i due Etf.

Il primo, il Franklin Liberty Euro GreenBond ETF investe su un vastissimo panel di green bond, il secondo Franklin LibertyQ Global Equity SRI ETF, seleziona con cura azioni di società green.

Di seguito una tabellina che mostra i principali punti di riferimento del prodotto e la buona performance dei sottostanti.

Di seguito l'elenco delle azioni più "pesanti" contenute nel Franklin LibertyQ Global Equity SRI ETF (-6,2% da inizio anno), che investe in titoli a larga e media capitalizzazione di paesi dei mercati sviluppati ed emergenti a livello globale e ritenuti responsabili a livello ambientale e sociale. Il processo di selezione delle azioni privilegia quattro fattori di stili d’investimento (qualità, valore, momentum e bassa volatilità).

Il seguente ETF attivo denominato in Euro consente di investire esclusivamente nel segmento dei green bond emessi nella zona euro:

Franklin Liberty Euro Green Bond UCITS
Isin: IE00BHZRR253
Da inizio anno: +5,90%

L'obiettivo dell’ETF, gestito in modo attivo, è di fornire esposizione al mercato europeo dei green bond massimizzando al contempo i rendimenti assoluti. Ad occuparsene è il team composto da David Zhan e Rod MacPhee. Il prodotto investe almeno il 70% del suo valore patrimoniale netto in obbligazioni definite green bond e la restante parte in obbligazioni allineate alla sostenibilità del clima (climate-aligned). Lotto minimo 1,0. Commissioni totali 0,30% annuo. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID.

Il 55% dei bond appartiene al mondo corporate, il 43% al settore pubblico. In termini di duration, circa il 50% dei bond supera la soglia dei 10 anni. Il Paese più rappresentato è l'Olanda con il 21,0%, seguono la Francia con il 15,50% e la Germania con il 13,50%. Il Belgio è quarto con il 6,30%. L'Italia è al settimo posto con il 5,60%, scavalcata da Spagna 5,80% e Irlanda 5,70%. Il 37% circa dei bond gode di un rating uguale o superiore a A. Nella tabella seguente i primi dieci titoli in termini di peso specifico:

Avevamo già parlato del prodotto a settembre, clicca qui per approfondire e leggerne i dettagli.

Ricordiamo, prima dell’adesione di leggere attentamente il Prospetto di Base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le Condizioni Definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 3 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente e alla perdita totale dell’investimento in caso di azzeramento del sottostante. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

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