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Incognita del settore tech, sbandata o rallentamento?

<p>Comunicazione di marketing<br /><br />Il settore tech frena la sua corsa inarrestabile. I titoli del comparto non si sono mai fermati durante i lockdown e dopo aver  approfittato della ripresa economica estiva, scalano la marcia in piena corsa.<br
Un’interessante soluzione per approcciare il comparto approfittando di questa fase di transizione di settore, è il Cash Collect studiato da Unicredit, Isin DE000HV4G4R1 con sottostanti ASML Holding, Infineon Technologies e STMicroelectronics che già a novembre staccherà una maxicedola condizionata del 6,7% se i tre sottostanti non perderanno oltre il 50% dal livello iniziale.

Comunicazione di marketing

Il settore tech frena la sua corsa inarrestabile. I titoli del comparto non si sono mai fermati durante i lockdown e dopo aver  approfittato della ripresa economica estiva, scalano la marcia in piena corsa.

A livello globale, in Cina l’indice Pmi di agosto, comunicato la scorsa settimana, è cresciuto a 55,1 punti (50 punti indica un’economia in espansione). Buone notizie anche dagli Usa con l’indice Ism manifatturiero a 56 punti, sopra ai 54,8 stimati.

Da inizio anno il Nasdaq, l’indice che raccoglie i maggiori titoli tecnologici Usa, guadagna il 26% movimento simile per il Sox, l’indice che raccoglie i maggiori produttori di semiconduttori che ha totalizzato un +19% da inizio anno. La correlazione fra due indici è molto stretta, i produttori di chip sono infatti i maggiori fornitori per i big tech americani, con Apple che ha la scorsa settimana ha richiesto ai fornitori di produrre almeno 75 milioni di cellulari 5G per la fine dell’anno, stimolando il settore tech e le aziende di semiconduttori. Ottime notizie per i produttori di chip come Stmicroelectronics, Dialog Semiconductor, Infineon Technologies e Asml, che hanno totalizzano rialzi dal 2% al 5%.

Qualcosa all’orizzonte però sta cambiando e il calo registrato tra giovedì e venerdì ne è testimonianza. “Il ribasso del settore è dovuto in generale non ad un tema di business ma di mercati finanziari ovvero la debolezza dei mercati tecnologici in America che ha portato ad un calo del Nasdaq; calo che a sua volta sembra essere legato in parte ad una rotazione del mercato (fuori titoli tech dentro titoli “laggard/value”, cioè quei titoli che hanno performato peggio da inizio anno) ed in maniera forse più rilevante per l’intervento di Softbank, uno dei maggiori fondo al mondo, che ha speculato sul calo dei tech. Sul fronte dei numeri le indicazioni rimangono positive, giovedì sera uno dei player principali del settore, Broadcom, ha riportato i risultati trimestrali che sono stati migliori delle attese e anche la guidance per il trimestre in corso è stata più alta delle attese”, commenta il nostro analista di settore, che aggiunge anche come: “la decisione della Cina di “internalizzare” è un po’ ampio come concetto, quello che crea valore nel settore dei semiconduttori non è la produzione (intesa come fabbricazione), ma la progettazione dei chip. Quello che vorrebbe la Cina è proprio questo, ma non è facile internalizzare questa fase del processo. Sono anni che la Cina investe fior fiori di quattrini, ma con scarsi risultati in questo senso. A questo si aggiunge la voglia degli Stati Uniti di tenere la leadership sul comparto e quindi si è arrivati a tensioni tra Cina e US in campo tecnologico, con Huawei che fa da capro espiatorio.”

Un’inversione di rotta nel settore si era già registrata nel 2019. Come mostra l’andamento del grafico, il visibile calo delle vendite, registrato durante il terzo quarter 2019, fu dovuto a un rallentamento della domanda del settore auto che portò all’accumulo di scorte di magazzino.

Guardando l’andamento complessivo degli ultimi due anni, le vendite globali di semiconduttori registrano, al 2020, una crescita del +6% in giugno, mostrando un andamento positivo anche durante i mesi di lockdown. L’ultimo dato comunicato dalla Semiconductor Industry Association (SIA) è anch’esso positivo, mostrando come le vendite mondiali di semiconduttori siano pari a 35,2 miliardi a luglio 2020, il 4,9% in più rispetto al totale di luglio 2019.

L’accelerazione all’innovazione avvenuta nel primo semestre 2020, incrementata dal cambio di abitudini e stili di vita a causa del blocco globale dovuto alla pandemia, ha dato ancora più voce all’importanza del vettore elettrico come fattore abilitante della transizione energetica. Lo spettro di applicazioni elettroniche, di semiconduttori e software utilizzati per accelerare innovazione e sviluppo riducendone tempistiche e costi, è stata tematica più volte dibattuta dal Parlamento Europeo, che ha sottolineato come l’elettrificazione avrà un ruolo chiave per l’Europa anche sul fronte ESG entro il 2050, data in cui la regione dovrà diventare il primo continente climate-neutral al mondo.

Un’interessante soluzione per approcciare il settore approfittando di questa fase di transizione del comparto, è il Cash Collect studiato da Unicredit, Isin DE000HV4G4R1 con sottostanti tre big di settore ASML Holding, Infineon Technologies e STMicroelectronics. Vediamolo nel dettaglio.

Funzionamento del certificate

Tra poco più di due mesi (l’11 novembre) il certificate staccherà una maxicedola condizionata pari al 6,7% se i tre sottostanti non perderanno oltre il 50% dal livello iniziale. A partire da dicembre, con cadenza mensile, l’investitore riceverà un premio condizionato dello 0,55% (6,6% p.a.) se i tre sottostanti non perderanno oltre il 30% dal livello iniziale. Valore nominale pari a 100 euro e scadenza naturale ad agosto 2023. Dal quinto mese, godrà della possibilità di rimborso anticipato se il valore dei tre titoli, nelle date di valutazione mensili, saranno pari o superiori al 100% del livello iniziale: 

- ASML Holding quota 325,60 euro versus 303,5 euro (attuali al 7 settembre)
- Infineon Technologies quota 23,85 euro vs 23,38 euro (attuali al 7 settembre)
- STMicroelectronics quota 26,01 euro vs 24,21 euro (attuali al 7 settembre)



Se, ad esempio, a febbraio i tre sottostanti quoteranno con un valore superiore o uguale a quello iniziale, il prodotto sarà rimborsato e l’investitore riceverà 100 euro per ogni certificato più lo stacco del maxipremio e di tre premi trimestrali, se le condizioni di barriera cedolare sono state soddisfatte. Questo permetterà all’investitore di incassare, in soli 5 mesi, circa l’8,35% dell’importo nozionale.

Maxipremio condizionato

Uno dei vantaggi per l’investitore che approccia questo certificate è quello di poter beneficiare, già da novembre, di un maxi premio condizionato pari al 6,7% se ASML, Infineon e STMicroelectronics non calano più del 50% dal livello d’emissione.

Premi mensili condizionati

Il certificate stacca premi mensili dello 0,55% (6,6% all’anno al lordo delle imposte) se ASML Holding, Infineon Technologies e STMicroelectronics non perdono oltre il 30% dal livello iniziale. Se invece, alla data di valutazione, i sottostanti si trovano sotto al livello di barriera, l’investitore non beneficerà del premio di quel mese e si passa a data di valutazione successiva.

Possibilità di rimborso anticipato da febbraio 2021 a scadenza

A partire dal 25 febbraio 2021 il certificate gode della possibilità del rimborso anticipato. L’investitore riceve il capitale investito più i premi maturati e già distribuiti, qualora, nelle date di valutazione mensili, il valore dei sottostanti sia superiore o uguale al 100% del livello iniziale.

Rimborso a scadenza

Alla data di osservazione finale (17 agosto 2023), avremo due scenari se non si è verificato il rimborso anticipato del prodotto.

Uno positivo in cui l’investitore riceverà 100 euro per ogni certificato, a condizione che tutti e tre i sottostanti azionari si trovino, alla data di valutazione finale, ad un livello uguale o superiore alla barriera posta al 70% del livello iniziale.

Se il valore dei sottostanti è inferiore al livello barriera, il certificate paga un importo commisurato alla performance del peggiore dei tre titoli. Per esempio se alla data di valutazione finale la performance peggiore fosse quella di STM, con un calo del 36% dal livello iniziale, il certificate verrebbe ritirato a 64 euro. Se anche solo uno dei sottostanti dovesse andare a zero, il certificate si azzererebbe.

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

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