Strategie Certificates

In attesa della Bce: il certificate che rende fino al 20% sulle big bank italiane

comunicazione di marketing<BR><BR><BR>Certificate contro azioni: 1 a 0. Lanciato a fine settembre il Maxicedola di Exane targato Frexa0013039 [FREXA0013039.TX] sovraperforma l’andamento in Borsa dei suoi sottostanti ed è ancora molto interessante per
Maxicedola di Exane Isin FREXA0013039 [FREXA0013039.TX] rende fino al 20% in caso di ritiro anticipato: 6,9% di cedole annue e un altro 13% di plusvalenza del prodotto perché oggi si compra sotto la pari. Fino ad oggi è stato premiato l'investitore che ha scelto il certificate rispetto alle azioni. Leggi i rischi e benefici....

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Certificate contro azioni: 1 a 0. Lanciato a fine settembre il Maxicedola di Exane targato Frexa0013039 [FREXA0013039.TX] sovraperforma l’andamento in Borsa dei suoi sottostanti ed è ancora molto interessante perché offre un ampio potenziale di guadagno: il 13% di capital gain a cui si somma un rendimento cedolare del 6,9% all’anno (fino al 20%).

Tradotto, chiunque avesse acquistato a fine settembre Intesa SanPaolo, Unicredit e Mediobanca (i tre sottostanti del certificate) si troverebbe in portafoglio una performance peggiore di quella del Maxicedola:  Unicredit perde dal livello iniziale 14,3%, Intesa il 9,1% e Mediobanca il 5%.  Con il certificate il rendimento invece è praticamente invariato.  Calandosi nella realtà ci si accorge che il prezzo medio di carico degli investitori che hanno puntato sul maxicedola  è di circa 900 euro così il vantaggio per chi ha scelto il certificate al posto delle azioni migliora ancora +8,3% con i titoli che passano dal -3,4% di Unicredit al +5% di Mediobanca (data di riferimento il 2 ottobre).

Proviamo a capire perché. A fine dicembre il certificate ha staccato una maxicedola di 95 euro a queste si aggiungono altre due cedole mensili, ognuna di 5 euro.  In totale il certificate ha staccato cedole per 105 euro. Oggi il prodotto targato Exane passa di mano a 870 euro, se sommiamo i 105 di cedole arriviamo a 975 euro, 75 in più rispetto al livello di acquisto medio di 900 euro.  Il certificate infatti non ha avuto nemmeno il tempo di quotare a 1.000 euro che si è trovato i tre sottostanti crollare in Borsa, quasi ancora prima di essere indicizzato dalle piattaforme di trading. Ricordiamo che la prossima cedola, quasi scontata, (la data di valutazione è domani il 5 marzo)  verrà staccata se i tre sottostanti si troveranno sopra il livello di barriera.

Ora la domanda da porsi è: vale la pena tenere il certificate in portafoglio o per chi non lo ha acquistarlo?

A nostro parere da qui a fine marzo le banche continueranno a performare bene  grazie a una Bce più espansiva, che porterà dopo Ficth anche Moody’s ha confermare il rating sul nostro Paese.
Per capire le potenzialità di rialzo del certificate bisogna conoscere le sue caratteristiche. Il certificate verrà ritirato a 1.000 euro  (+13% dai prezzi di oggi) se nelle prossime date di valutazioni mensile i tre sottostanti si troveranno sopra a livello iniziale: 13,96 euro per Unicredit (+16,3% dai prezzi di oggi), 2,39 euro per Intesa SanPaolo (+10% da oggi), 9,1 euro per Mediobanca (+4% dal livello di oggi).
Ancora ogni mese se i tre sottostanti si troveranno sopra il livello di barriera (9,0753 euro per Unicredit, 5,9189 euro per Mediobanca e 1,5581 per Intesa) il certificate staccherà una cedola di 5 euro pari a un rendimento dello 0,574% ai prezzi di oggi ovvero il 6,9% annuo.

Effetto memoria


Nel caso in cui un mese la cedole non venissero distribuite l’investitore non deve temere di aver perso la cedola che, grazie all’effetto memoria,  verrà distribuita in caso di rialzo dei sottostanti sopra la barriera.

Scenario alla scadenza

 
Nel caso in cui il certificate non venisse ritirato in anticipo, lo scenario alla scadenza è semplice: o positivo o negativo. Il primo caso lo avremo se alla data di valutazione finale, il 6 settembre del 2021, tutti i tre sottostanti si troveranno sopra la barriera, come ad esempio oggi, allora il certificate verrà ritirato a 1.000 euro ovvero a un capital gain del 13% dai prezzi attuali  più tutte le cedole eventualmente non distribuite (grazie all’effetto memoria)
 
 
In caso contrario, se anche solo uno dei sottostanti si troverà sotto barriera l’investitore riceverà il valore finale dell’azione sottostante che ha registrato la performance peggiore, in percentuale rispetto al suo livello iniziale moltiplicato per 1.000. In questo scenario il certificate replica perfettamente la performance del peggiore dei tre  sottostanti. Esiste inoltre il rischio emittente.
 
Sottostanti.
 
Intesa Sanpaolo: il consensus Bloomberg è ottimista sul titolo con 13 buy, 16 hold e un solo analista che  consiglia di vendere. Il prezzo obiettivo medio è di 2,45 euro, sopra il prezzo iniziale fissato dal certificate.
 
Unicredit: tra 30 analisti censiti da Bloomberg prevale l’ottimismo, 26 consigliano di acquistare il titolo e 4 di tenerlo in portafoglio, nessuno consiglia di venderlo. Il prezzo obiettivo medio è di 15,43  euro sopra il livello iniziale
 
Anche su Mediobanca il consensus Bloomberg vede rosa: 12 buy, 3 hold e nessuno che consiglia di vendere il titolo.  Il prezzo obiettivo medio è di 10,07 euro, sopra al livello iniziale . 

 
Prima dell’adesione leggere il prospetto informativo.
Il prospetto e le informazioni chiave (KID) relative al certificate sono reperibili sul sito dell’emittente al seguente indirizzo: clicca qui

Guarda il video esplicativo.



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