Strategie Certificates

Il verde in Borsa non passerà di moda

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Comunicazione di marketing</p><p>Rinnovabili e investimenti. Due parole che ormai vanno d’amore e d’accordo e che hanno ricevuto nuova linfa vitale grazie al recente risultato delle elezioni americane. Proprio così, perché il presidente eletto J
Interessante il certificate emesso da Vontobel con isin DE000VP7K3H8 che punta su Veolia, E.ON ed Enel. Il prodotto oggi quota sotto la pari a 971 euro e paga un bonus trimestrale di 23,57 euro (9,42% p.a.) se alla data di rilevazione i tre titoli non perderanno oltre il 30% dal livello iniziale. Durata tre anni con possibilità di rimborso anticipato ed effetto memoria.

Comunicazione di marketing

Rinnovabili e investimenti. Due parole che ormai vanno d’amore e d’accordo e che hanno ricevuto nuova linfa vitale grazie al recente risultato delle elezioni americane. Proprio così, perché il presidente eletto Joe Biden, da tempo ha tinto di verde la propria agenda puntando sin da subito sulle cosiddette energie rinnovabili. Un’inversione totale rispetto all’amministrazione Trump, che invece ha sempre premiato i combustibili fossili.

Il nuovo inquilino della Casa Bianca ha dichiarato di essere pronto a mettere in campo un piano di investimenti da destinare alla produzione di energia pulita per raggiungere cosi la neutralità climatica entro il 2050. Inoltre Biden ha più volte annunciato la volontà di far rientrare gli Stati Uniti nell’accordo di Parigi sul clima, dopo che Trump ne aveva causato l’abbandono.

Il cambiamento a 360 gradi sull’aspetto ambientale da parte della nuova amministrazione segna un’ulteriore svolta nella partita della crisi climatica. E’ inutile negarlo, il futuro è dell’energia rinnovabile. E lo dimostra anche ciò che succede in casa nostra, con l’Europa che secondo le coordinate dettate nel Green Deal ha l’obiettivo di diventare sempre per il 2050 il primo continente ad impatto zero sul clima.

Sia chiaro la regione nostrana non ha nessuna intenzione di stare a guardare e vuole raccogliere prima di tutti questa sfida. Anche se da sola non potrà vincere la partita della decarbonizzazione, la volontà è quella di guidare la transizione energetica e per farlo sarà decisivo il contributo di aziende leader del settore.

In poche parole, la sostenibilità non potrà prescindere da quello che le maggiori società decideranno di attuare in materia di investimenti e progetti per lo sviluppo delle risorse green. E tra queste spicca sicuramente Enel, la più grande utility energetica nazionale che ha da tempo avviato un percorso verso la sostenibilità del proprio business e che ieri ha reso noto il suo piano strategico al 2023, con una vision fino al 2030.

Al centro della strategia è stata collocata la transizione energetica. Complessivamente la multinazionale è pronta a mettere sul piatto 190 miliardi di euro di cui 30 miliardi raccolti sul mercato per promuovere decarbonizzazione ed elettrificazione dei consumi in modo tale da raggiungere, secondo le previsioni, l’85% del target zero emissioni nel 2030.

In un decennio che si preannuncia particolarmente ricco di opportunità e in un contesto di forte crescita dei piani di investimento nel mondo green, per gli investitori è già il momento di pensare al dopo e in quest’ottica le utility sembrano essere una scelta vincente.

La loro forza è sotto gli occhi di tutti. Grazie alla solidità dei loro bilanci e alla capacità di adattarsi al nuovo scenario, il comparto negli ultimi mesi ha mostrato le sue proprietà difensive. Come si evince dal grafico a seguire dall’inizio dell’anno, l’indice europeo delle utility si è difeso bene ed è uno dei pochi comparti in rialzo (+7,55%) contro una perdita dell’Eurostoxx50 del -6,60%.

Alla luce di questo contesto, per coloro che sono costruttivi sul settore e intendono prendere in considerazione più aziende che contribuiscono allo sviluppo di energie alternative, il certificate emesso da Vontobel con Isin DE000VP7K3H8 rappresenta un’ottima opportunità perché consente di sposare questo scenario su un orizzonte temporale di tre anni.

Ci troviamo solo al punto di partenza, ma il percorso sarà lungo e articolato. Solo fino al 2025, secondo le ultime previsioni della IAE, l’Agenzia Internazionale dell’Energia, oltre 320 miliardi di dollari finiranno in investimenti in questo settore. Il triplo dei 115 miliardi che invece verranno investiti nell’energia da fonti fossili. Non è dunque da tralasciare l’orizzonte di lungo periodo che questo certificato concede, insieme a delle cedole di tutto rispetto che al contempo riducono l’impatto della volatilità sul portafoglio.

Il prodotto che punta su Enel e su altri due big del settore la tedesca E.ON e la francese Veolia oggi quota sotto la pari a 971 euro ed è interessante sia per la protezione offerta dalla barriera posta al 70% dei prezzi strike, sia per i premi condizionati di 23,57 euro che verranno staccati trimestralmente se i tre titoli alle date di valutazione non crollano rispetto al loro prezzo iniziale del 30%. La prima cedola è stata staccata il 27 novembre in quanto tale condizione è stata soddisfatta. Il prossimo appuntamento sarà a febbraio (il 22 è la data di rilevazione per ricevere il bonus).

Effetto memoria e possibilità di rimborso anticipato dal primo dicembre 2020 completano le caratteristiche del certificato che scadrà naturalmente ad agosto 2023. Di seguito una tabella con il riepilogo dei prezzi.


 

Come si nota dalla tabella, mentre scriviamo E.On si trova al di sotto del livello iniziale del 10,19%. Enel e Veolia invece quotano sopra rispettivamente del 7,50% e del 2,21%. A questi prezzi il rimborso anticipato previsto per il 1 dicembre potrebbe non avvenire, ma il titolo tedesco ha tempo per recuperare in vista della prossima data di autocall fissata per il 1 marzo. Vale dunque la pena capire cosa potrebbe succedere.

Se, ad esempio, il 1 marzo i tre sottostanti quoteranno con un valore superiore o uguale al prezzo di emissione, il prodotto sarà rimborsato e l’investitore riceverà 1.000 euro per ogni certificato più lo stacco di due premi trimestrali relativo al mese di novembre e febbraio. Questo permetterà all’investitore di realizzare in poco più di tre mesi e sulla base dei prezzi attuali (971 euro) un rendimento di circa 4,7% (29 euro di capital gain e 23,57 euro di cedole trimestrali).

Se il ritiro anticipato non dovesse avvenire in nessuna delle finestre trimestrali previste dal regolamento, il certificate continuerebbe a quotare fino alla sua naturale scadenza (agosto 2023) dove avremo i classici due scenari, positivo con rimborso a 1000 euro più eventuali cedole non staccate se i sottostanti quoteranno tutti sopra la barriera. Negativo con il peggiore sottostante sotto la barriera, con rimborso pari alla performance di quest’ultimo rispetto al livello iniziale.

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