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Il Greggio prepara il brindisi per fine anno con un Maxicedolone in arrivo al 2021

<p style="box-sizing: border-box; margin-bottom: 1rem; line-height: 1.75; color: #212529; font-family: WorkSans, sans-serif; font-size: 16px">Comunicazione di marketing</p><p style="box-sizing: border-box; margin-bottom: 1rem; line-height: 1.75; colo
Per investire sul rally petrolifero, è interessante il Cash Collect emesso da UniCredit, Isin DE000HV4J3R0, con sottostanti tre big di settore: Eni, Saipem e Tenaris. Aspetto di massimo interesse è un Maxicedolone condizionato del 9,6% previsto per il prossimo 18 febbraio se i tre titoli non avranno perso oltre il 30% dai livelli iniziali (barriera al 70%)

Comunicazione di marketing

Il timore che la variante inglese del Covid 19 fosse resistente al vaccino ha solo rallentato per qualche seduta la corsa del greggio, che riparte puntando ai 51,5 dollari per il Brent e ai 48 per il Wti. A richiamare gli acquisti, negli ultimi giorni, hanno contribuito ,la firma del presidente Usa Donald Trump al pacchetto di aiuti contro la pandemia e l’avvio in tutto il mondo ai piani di vaccinazione che fa ben sperare per la fine dei lockdown e il ritorno di una domanda di greggio a livelli normali.

Mettendo la lente sul 2020, l’Opec stima che la domanda di greggio sia stata in media di 90 milioni di barili al giorno, in calo di 9,8 milioni di barili (giornalieri) rispetto al 2019.

Il grafico mostra come, dopo il crollo di inizio anno, i  titoli del comparto energetico e le materie prime, petrolio compreso, abbiano registrato un rialzo verso l’ultimo trimestre.

Pensiamo che il 2021 sarà l’anno del ritorno alla normalità, ad essere contagiata sarà solo la domanda a breve termine, ma la Borsa guarderà oltre in particolare a un ristabilizzarsi del greggio tra i 45 e i 55 dollari al barile.

Per investire sul rally petrolifero, è interessante il Cash Collect emesso da UniCredit, Isin DE000HV4J3R0, con sottostanti tre big di settore: Eni, Saipem e Tenaris. Aspetto di massimo interesse è un Maxicedolone condizionato del 9,6% previsto per il prossimo 18 febbraio se i tre titoli non avranno perso oltre il 30% dai livelli iniziali (barriera al 70%). Da giugno si passa poi a cedole condizionate trimestrali dell’1% (4% p.a. al lordo delle imposte) con barriera sempre al 70%. Il prodotto ha scadenza naturale a dicembre 2023 ma, da giugno 2021 offre la possibilità di rimborso anticipato se i tre sottostanti si riportano ad un valore eguale o superiore ai livelli di strike. Oggi il certificate  quota sotto la pari a 94 euro. In caso di rimborso a 100 euro già a giugno l’investitore oltre al capital gain di 6 euro aggiunge 9,6 euro di Maxicedola e 1 euro di cedola trimestrale in tutto 110,6 euro sui 94 investiti con un rendimento totale del 17% in sei mesi.

Di seguito una tabella che mostra i livelli di riferimento principali del certificate:

 

Premi condizionati trimestrali (a partire dal 17 giugno)

Dal sesto mese dall’emissione il certificato stacca premi trimestrali dell’1%, (4% p.a. al lordo delle imposte) se, ad ogni data di valutazione, tutti e tre i sottostanti quoteranno sopra al livello di barriera posta al 70% del valore iniziale, senza cioè registrare una perdita superiore al 30%.

Qualora anche solo uno dei sottostanti si trovasse al di sotto della barriera, non sarà pagato nessun premio per quel trimestre.

Possibilità di rimborso anticipato dal sesto mese

Dal 18 giugno 2021 fino a scadenza, l’investitore beneficerà della possibilità di rimborso anticipato che scatta se, ad una data di valutazione trimestrale, i sottostanti quoteranno a un prezzo superiore o uguale al 100% del livello iniziale. Il prodotto verrà ritirato a 100 euro più il premio di quel trimestre.

Qualora si verifichi il rimborso anticipato del prodotto, i premi successivi non verranno pagati. In caso contrario, il prodotto continuerà a quotare con le stesse caratteristiche.

Rimborso a scadenza

A scadenza, avremo due scenari se non si è verificato il rimborso anticipato del prodotto. Uno positivo in cui l’investitore riceverà 100 euro per ogni certificato, a condizione che tutti e tre i sottostanti azionari si trovino, alla data di valutazione finale, ad un livello eguale o superiore alla barriera posta al 70% del livello iniziale.

In caso contrario, l’investitore registrerà una perdita di capitale pari alla performance del sottostante peggiore rispetto al livello iniziale. Ad esempio, se alla data di valutazione finale la performance peggiore fosse quella di Tenaris, con un calo del 36% dal livello iniziale, il certificate verrebbe ritirato a 64 euro. Se anche solo uno dei sottostanti dovesse andare a zero, il prodotto si azzererebbe.

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 7 su una scala da 1 a 7.

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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