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Il 2021 sarà l’anno del vaccino. Ecco come guadagnarsi l’immunità anche sui mercati

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Comunicazione di marketing</p><p>Anno nuovo, vita nuova. Se il buongiorno si vede dal mattino, l’inizio del 2021 sembra promettere bene.</p><p>Sua maestà il vaccino è arrivato anche in Europa! Il primo s’intende, quello di Pfizer Biontech.  Infa
Tutto lascia pensare che il comparto pharma continuerà ad essere protagonista. Per puntare sul settore abbiamo selezionato il Phoenix, Isin XS2121699511 con sottostanti Astrazeneca, Glaxosmith e Sanofi. Premi trimestrali del 2,7% (pari al 10,8% l’anno) con barriera europea al 70%, effetto memoria e possibilità di rimborso anticipato. Il prodotto oggi quota sotto la pari a 91 euro.

Comunicazione di marketing

Anno nuovo, vita nuova. Se il buongiorno si vede dal mattino, l’inizio del 2021 sembra promettere bene.

Sua maestà il vaccino è arrivato anche in Europa! Il primo s’intende, quello di Pfizer Biontech.  Infatti le immunizzazioni da Covid  proseguono nel mondo a velocità diverse. Secondo i dati forniti da OurWorldInData, la pubblicazione scientifica dell’Università di Oxford, al 5 gennaio sono più di 14 milioni le persone vaccinate nel mondo. Guidano la classifica Cina, Usa e Israele.

Guardando nei confini di casa nostra, ma escludendo il Regno Unito per via della Brexit, il primo paese europeo in classifica è la Germania con poco più di 316.000 vaccinati, a seguire c’è Italia con un numero pari a 182.442.

Ma la pandemia è un nemico da combattere con più armi. Calendario alla mano allora perché oggi potrebbe scattare un ulteriore traguardo nella battaglia globale contro il Covid. L’Agenzia europea del farmaco (Ema) potrebbe infatti autorizzare il vaccino sviluppato da Moderna nell’odierna  riunione straordinaria.

L’approvazione di altri antidoti è fondamentale per lasciarci definitivamente la crisi alle spalle. Le dosi attualmente prodotte da Pfizer e Biontech non sono assolutamente adeguate rispetto alle richieste mondiali. A lanciare l’allarme è stato proprio Ugur Sahin, il capo della startup tedesca.

Il concetto è chiaro. Se altri vaccini contro il coronavirus non saranno approvati in breve tempo, la due aziende farmaceutiche da sole non riusciranno a coprire l’intero fabbisogno.

Il ministro della salute tedesco, Jens Spahn, ha esortato l’Ema ad approvare rapidamente anche quello sviluppato dall’Università di Oxford e da Astrazeneca somministrato lunedì scorso  per la prima volta in Inghilterra, la quale ha deciso di procedere approvando questo vaccino in via emergenziale.

In l’Europa l’attesa per la distribuzione del vaccino di Astrazeneca è alta, considerando il basso costo e soprattutto la facilità di trasporto dello stesso conservabile alla temperatura di un normale frigorifero. Nulla a che vedere con le estreme temperature richieste del vaccino BioNTech/Pfizer che va conservato a -75 gradi.

La Commissione europea ha firmato un accordo con la casa farmaceutica inglese che prevede l’acquisto per conto di tutti gli Stati membri di 300 milioni di dosi, con l’opzione di altri 100 milioni di dosi supplementari. L’Italia ci crede più di tutti e ha prenotato poco più di 40 milioni di dosi.

Per quanto ci riguarda le stesse quantità valgono anche per il vaccino di Glaxo e Sanofi che sarà disponibile solo verso la fine del 2021 in quanto le due aziende intendono migliorare la risposta immunitaria verso le persone anziane.

Tirando le somme, in base agli accordi presi è previsto che all’Italia arrivino i seguenti vaccini: 

 

Astrazenca e Glaxo/Sanofi rappresentano il quantitativo più massiccio per il nostro paese, considerando che la sperimentazione di Johnson & Johnson sta andando avanti ma non sappiamo ancora nulla riguardo tempi ed efficacia.

Quel che è certo però è che l’approvazione e la graduale distribuzione dei vaccini Covid-19 sarà uno dei principali temi del 2021. E probabilmente si spingerà anche oltre se pensiamo che la soglia necessaria a raggiungere una certa sicurezza in termini di immunità di gregge prevede la vaccinazione di almeno 40 milioni di persone. L’Italia ha una popolazione di circa 60 milioni.

Secondo gli scienziati un recupero della normalità non potrà arrivare prima del 2022, proprio per questo il ruolo del settore farmaceutico rimane cruciale anche per il futuro, con la pandemia da Coronavirus che continua ad avanzare e con il pericolo di una terza ondata sempre più reale.

In un contesto caratterizzato da una forte domanda su base mondiale di prodotti medici (secondo Netcomm nel 2020 in Italia gli acquirenti online di prodotti farmaceutici sono cresciuti del 76% rispetto allo scorso anno) e con centinaia di milioni di dosi di vaccino già prenotate, può essere interessante investire sulle aziende del settore con l’aiuto di prodotti finanziari costruiti ad hoc.

Siamo andati a cercare una soluzione di investimento sul tema che potesse offrire una visione di lungo periodo, ma allo stesso tempo fornire ritorni attraenti ed una buona protezione perché nonostante lo scenario di fondo sia favorevole, ricordiamo che il Covid ci ha abituati a repentini cambi di rotta non appena qualcosa inizia ad andare storto.

Si tratta di un Phoenix, Isin XS2121699511 con sottostanti Astrazeneca, GlaxoSmithKline e Sanofi che oggi quota sotto la pari a 91 euro. Il certificate emesso da Bnp  offre una lunga esposizione sul settore con scadenza a maggio 2023.

Investire nel settore pharma attraverso lo strumento del certificato offre maggiori garanzie rispetto ad un investimento diretto nelle azioni delle stesse società perché permette di proteggere il capitale anche nel caso in cui dovessero esserci fasi di calo dei titoli sottostanti grazie alla protezione della barriera, posta al 70% dei prezzi strike.

Il prodotto garantisce premi trimestrali del 2,7% (pari al 10,8% l’anno) se i tre titoli non sono crollati, rispetto al loro prezzo iniziale, del 30%. Diamo uno sguardo alla situazione attuale attraverso la seguente tabella. 

 

I titoli sono ampiamente sopra barriera: Glaxo del 15,7%, Sanofi del 21,9% ed Astrazeneca  19,4%. Qualora però la situazione dovesse peggiorare ed i sottostanti si trovassero al di sotto della barriera, il coupon non sarà perso grazie ad un paracadute speciale. Parliamo dell’effetto memoria: con un recupero dei sottostanti sopra ai livelli di barriera ad una delle date di valutazione successive, il certificato staccherà eventuali cedole non distribuite precedentemente oltre a quella del trimestre in corso.

Andiamo avanti ad analizzare le peculiarità di questo prodotto perché Bnp ha inoltre previsto la possibilità del rimborso anticipato se i tre big del pharma quoteranno sopra il livello iniziale. L’occasione di autocall si presenterà a febbraio 2021, poi a maggio e così via dicendo trimestralmente. In questo caso all’investitore verrebbero rimborsati 100 euro per ogni certificato più il pagamento di tutti gli eventuali coupon non distribuiti precedentemente, oltre a quello relativo al trimestre in corso.

Nel breve questo scenario sembra abbastanza improbabile in quanto tutti e tre i sottostanti quotano sotto il livello iniziale: Glaxo del 16,96%, Sanofi del 10,33% ed Astrazeneca del 13,20%.

Non si deve tuttavia escludere un’accelerazione del settore farmaceutico nei prossimi mesi, proprio per quello che dicevamo ad inizio articolo. L’entusiasmo per l’avvio della campagna vaccinale, che potrebbe essere già scontata nei prezzi dei titoli farmaceutici, non deve farci dimenticare che la strada per l’immunità da Covid 19 sarà molto lunga. Sicuramente gli investimenti in ricerca e sviluppo di farmaci sempre più efficaci non si esaurirà con il raggiungimento dell’immunità di gregge da Covid 19. L’esperienza vissuta da tutti i paesi del mondo porterà sicuramente ad un incremento degli investimenti nella sanità e le case farmaceutiche rimarranno il fulcro di questo investimenti.

Chi condivide questa visione e  ritiene possibile una performance positiva del settore farmaceutico nei prossimi due anni, può quindi indirizzarsi su questo prodotto che ha come sottostanti tre leader di questo comparto. Tutti colossi coinvolti nella lotta al Covid ma che saranno certamente in prima linea anche nello sviluppo di futuri farmaci su cui si indirizzeranno gli investimenti del post pandemia.

Se quindi i tre titoli dovessero tornare, per esempio a maggio 2021, sopra il  loro livello di prezzo iniziale (strike), questo permetterebbe all’investitore di realizzare in poco più di quattro mesi,  sulla base dei prezzi attuali di 91 euro,  un rendimento superiore al 15% tra capital gain e cedole trimestrali. Se invece il ritiro anticipato non dovesse avvenire in nessuna delle finestre trimestrali previste, il certificate continuerebbe a quotare fino alla scadenza fissata a maggio 2023 garantendo un rendimento annuo del 10,8% ed un capital gain del 9,8% in conto capitale a condizione che i tre titoli a scadenza non abbiano perso più del 30% rispetto al loro strike.

I dettagli sul prodotto sono riportati nel precedente articolo, clicca qui per approfondire.

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala che va da 1 a 7. L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti. La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

Per informazioni su Intermonte SIM S.p.a., in qualità di produttore delle raccomandazioni, sulla presentazione delle raccomandazioni e sulle posizioni e conflitti di interesse del produttore, si prega di cliccare su questo link.

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