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IERVOLINO ENTERTEINMENT - Ciak si gira a Piazza Affari, il titolo vola

<p> Film e video made in Italy prodotti per il mercato internazionale, questa è l’attività di Iervolino Entertainment [IE.MI], fondata a Roma nel 2011 dal produttore cinematografico Andrea Iervolino. Reduce da anni di crescita vivace, la società il 5
“La quotazione è quello che ci serve per rafforzare il nostro core business, cioè la produzione di contenuti video internazionali”, spiega a Websim Iervolino, ceo della società

Film e video made in Italy prodotti per il mercato internazionale, questa è l’attività di Iervolino Entertainment [IE.MI], fondata a Roma nel 2011 dal produttore cinematografico Andrea Iervolino. Reduce da anni di crescita vivace, la società il 5 agosto è sbarcata all’AIM, il mercato di Borsa Italiana riservato alle piccole e medie imprese. Il titolo ha chiuso il primo giorno di quotazione a 2,30 euro, con un rialzo di quasi il 18%.

L’ultimo giorno di luglio si è concluso con successo il collocamento presso investitori istituzionali e professionali: la società ha raccolto 10,7 milioni di euro, in un’operazione che ha avuto come oggetto 5,5 milioni di azioni ordinarie il cui prezzo è stato fissato a 1,95 euro ciascuna. 
“La quotazione è quello che ci serve per rafforzare il nostro core business, cioè la produzione di contenuti video internazionali”, spiega a Websim Iervolino, ceo della società, “Cosa faremo con i capitali? Compreremo più proprietà intellettuali, da cui ricaveremo le sceneggiature per nuovi film. La Ipo, inoltre, ci aiuterà a mettere sotto contratto attori e ad aprire un nuovo ufficio a Los Angeles”. 

Iervolino ha una peculiarità: adotta il modello di business delle più grandi case di produzione hollywoodiane, realizzando film anche in Italia ma con manifattura e impostazione americana, coinvolgendo registi e star mondiali per un mercato prevalentemente internazionale.

Per esempio, il film “Waiting for the Barbarians” comprende nel cast Johnny Depp, Robert Pattinson e Mark Rylance. La pellicola sarà in concorso alla 76ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dove verrà presentata in anteprima mondiale. Un altro film, “Poison Rose”, uscito lo scorso maggio, nel cast annoverava Morgan Freeman e John Travolta. 

La società è basata in Italia, ma gira le sue pellicole in inglese per poi esportarle nel resto del mondo. Il primo vantaggio di una scelta simile è un bacino di pubblico potenziale molto più ampio del mercato domestico. Essere made in Italy, nel cinema, aiuta: “Essere basati in uno stato europeo ci permette di avvantaggiarci rispetto ai nostri concorrenti americani”, spiega Iervolino, “perché non rientriamo nelle quote limite imposte ai film hollywoodiani”. 

Il modello di business è il seguente: i clienti sono i distributori internazionali che acquisiscono un film per un territorio locale, si occupano del doppiaggio, e pagano a Iervolino un minimo garantito. Quando poi recuperano l’esborso per i minimi garantiti, condividono con la casa di produzione gli ulteriori ricavi. Passando a guardare i numeri del bilancio, si nota che nel 2018 Iervolino ha registrato un valore della produzione di 34,6 milioni di euro, con un ebit (risultato ante oneri finanziari) di 11,7 milioni e un utile netto di 10,2 milioni: una profittabilità consistente se si considera che è quasi un terzo dei ricavi. Tutti numeri realizzati nella quasi totalità sui mercati esteri, tra America e Asia.

Se da una parte la produzione di film rimane il core business del gruppo, per il futuro la Iervolino vorrebbe aumentare l’apporto di un altro filone di ricavi: “Siamo specializzati nella produzione di brevi contenuti video per il web”, spiega il ceo e fondatore, “in base a ricerche che ho consultato, il 90% del consumo di contenuti video nei prossimi dieci anni si sposterà online e su dispositivi mobili. Va da sé che i contenuti più profittevoli del futuro saranno quelli di breve durata. Si tratta di minifilm da 5 a 15 minuti che distribuiremo su piattaforme innovative. Del resto, un nuovo mercato sta nascendo: c’è Facebook Watch, Twitter sta progettando la sua piattaforma di contenuti video, Youtube ha già il suo canale dedicato ai film”. Un ulteriore filone di ricavi è la produzione di branded content (i contenuti sponsorizzati): “Le aziende stanno capendo che non funziona più fare uno spot e mandarlo in onda. I branded content sono il futuro: sono il modo migliore per veicolare messaggi pubblicitari”. Andrea Iervolino ne è convinto. 

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