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I big tech escono allo scoperto

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Comunicazione di marketing</p><p>L’attesa è terminata. A pochi minuti di distanza uno dall’altro i fantastici tech hanno presentato i dati del trimestre: soggetti che messi insieme valgono 5.500 miliardi di dollari.   </p><p>Primeggia Amazon che
Interessante il certificato da Goldman Sachs Isin JE00BLS3KQ32 con sottostanti Amazon, Facebook e Microsoft. Il prodotto oggi quota sotto la pari a 919 euro. Effetto memoria, possibile cedola trimestrale dell'1% e opzione autocall. Se a gennaio dovesse scattare il rimborso anticipato, l’investitore beneficerebbe di un guadagno potenziale dell'9,8%, oltre il 39% annualizzato

Comunicazione di marketing

L’attesa è terminata. A pochi minuti di distanza uno dall’altro i fantastici tech hanno presentato i dati del trimestre: soggetti che messi insieme valgono 5.500 miliardi di dollari.  

Primeggia Amazon che ha presentato numeri record con ricavi in rialzo del 37% per 96,15 miliardi di dollari, utili triplicati a 6,3 miliardi pari a 12,37 dollari per azione.  Il colosso del commercio elettronico ha avvertito che nel quarto trimestre ci sarà un boom di acquisti sul suo sito. Ma le indicazioni sui profitti, da sempre uno dei problemi della società, sono stati deludenti: nell’ultima parte dell’anno, l’utile operativo è stimato tra 1 miliardo e 4,5 miliardi: il consensus era sopra cinque miliardi.  

Alphabet ha sbriciolato le aspettative con un incremento dei ricavi del 14% a 46,2 miliardi di dollari, in ripresa dal -2% del secondo trimestre. I ricavi da pubblicità sono saliti dell’8%. Anche per effetto di un modestissimo aumento dei costi (+5%), gli utili sono balzati del 59% a 11,25 miliardi pari a 16,40 dollari per azione (attesa 11,8 dollari).   

Facebook archivia il terzo trimestre con ricavi per 21,5 miliardi di dollari, con un incremento del 22% rispetto al 17% dell’anno precedente. Gli utili sono lievitati del 29% a 7,85 miliardi pari a 2,71 dollari per azione, pur davanti a declini negli utenti in Nordamerica. I dati sono complessivamente sopra le stime degli analisti. 

Apple ha comunicato utili scesi del 7,4% a 12,67 miliardi, pari a 0,73 dollari per azione, ma ugualmente migliori del previsto come anche il fatturato, in lieve aumento a 64,7 miliardi nonostante abbiano deluso le vendite di iPhone scese del 21% rispetto all’anno precedente a 26,4 miliardi e siano diminuiti i ricavi dalla Cina a -29%, 8 miliardi. I ricavi totali sono stati pari a 64,7 miliardi di dollari, circa un miliardo sopra il consensus. Per i Mac (+29% a 9 miliardi) è stato il miglior trimestre della storia.  

Tra i tech ma con peso minore, Twitter ha battuto le attese per quanto riguarda i ricavi (+14% a 0,77 miliardi) ma l’incremento degli utenti giornalieri attivi è stato molto sotto le attese, saliti solo di un milione, l’aumento più basso dal 2017. 

All’interno del comparto, non dimentichiamoci di Microsoft che è stato il primo a togliere il velo dai conti qualche giorno fa. Nello specifico, la compagnia fondata da Bill Gates ha riportato un fatturato in aumentato del 12% raggiungendo quota 37,2 miliardi di dollari mentre il profitto netto sorprende a 13,9 miliardi di dollari segnando una crescita di ben il 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I risultati sono trainati da una forte crescita del cloud che riporta un fatturato complessivo di 13 miliardi di dollari, in crescita del 20% anno su anno.  

Mentre altri settori risentono della crisi da coronavirus, il settore tech continua a vivere un periodo florido grazie alla dipendenza da tecnologia che le nostre vite hanno assunto in tutto il mondo dopo il periodo di isolamento. Ma il peggio sembra non essere ancora passato. L’incertezza che domina sui mercati a causa della nuova ondata continuare a tenere banco. I contagi aumentano di giorno in giorno e non sono da escludersi nuovi diffusi lockdown.  

In questa prospettiva diventa sempre più strategico investire nell’high tech. Per chi crede che il settore tecnologico statunitense sia ancora destinato a crescere, abbiamo selezionato un certificato da Goldman Sachs ad Isin JE00BLS3KQ32 con sottostanti Amazon, Facebook e Microsoft che offre un bel mix di protezione e rendimento. Il prodotto oggi quota sotto la pari a 919 euro. 

A partire da gennaio 2021 con scadenza trimestrale, il prodotto staccherà delle cedole condizionate dell’1% se i tre sottostanti, alle date di valutazione, non perderanno più del 30% dal livello iniziale. Le cedole godono dell’effetto memoria. La scadenza naturale del prodotto è fissata nel luglio 2024 ma, da gennaio 2021 entra in gioco la possibilità di rimborso anticipato, se i tre sottostanti quoteranno ad un valore eguale o superiore al prezzo di riferimento iniziale. 

Ecco una tabella con il riepilogo di tutti i prezzi.

 

Se a gennaio tutti i tre sottostanti quoteranno con un valore superiore o eguale al prezzo di emissione (attualmente Amazon e Facebook si trovano sopra al livello iniziale mentre Microsoft è sotto del 4,19%), il prodotto sarà rimborsato a 1.000 euro più 10 euro di premio trimestrale. Il rendimento per l’investitore, in soli tre mesi, sarà uguale al 9,8%, oltre il 39% annualizzato. 

I dettagli sul prodotto sono riportati nel precedente articolo, clicca qui per approfondire. 

Ricordiamo, prima dell’adesione di leggere attentamente il Prospetto di Base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le Condizioni Definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti. 

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente e alla perdita totale dell’investimento in caso di azzeramento del sottostante. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte. 

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