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Gpi semplifica la sanità, in Italia e all’estero

<p> Ospedali moderni e digitalizzati, dotati di robot e software in grado di facilitare il lavoro dei medici e dei farmacisti: Gpi da oltre 30 anni lavora per questo, fornendo soluzioni informatizzate alla sanità e al sociale.<br /><br />Ora l’aziend
L’azienda trentina punta ad affermarsi a livello internazionale, attraverso acquisizioni

Ospedali moderni e digitalizzati, dotati di robot e software in grado di facilitare il lavoro dei medici e dei farmacisti: Gpi da oltre 30 anni lavora per questo, fornendo soluzioni informatizzate alla sanità e al sociale.

Ora l’azienda trentina punta ad affermarsi a livello internazionale, attraverso acquisizioni. Le basi di partenza sono solide, lo dice Infocamere, che l’ha inclusa di recente tra le aziende dell’informatica e dei servizi capaci nell’ultimo triennio di aumentare i ricavi o gli addetti di almeno il 20% l’anno. A fine 2018 i dipendenti erano arrivati a 4.377. 

I servizi offerti agli ospedali sono numerosi, i principali riguardano la gestione amministrativa, i sistemi di supporto alla diagnostica e alla conduzione automatizzata delle farmacie. 
Al timone della società, in qualità di presidente e amministratore delegato, c’è Fausto Manzana, da inizio anno anche presidente di Confindustria Trento. Il gruppo riunisce aziende controllate o partecipate in diversa misura dalla capofila Gpi SpA. Oltre al mercato domestico, ci sono la Germania, l’Austria, la Polonia, la Spagna e gli Stati Uniti.

Le soluzioni offerte da Gpi [GPI.MI] hanno convinto anche all’estero. Di recente è arrivato un nuovo contratto a Malta: un appalto di 1 milione di euro per fornire un software di integrazione e hardware per la Polizia di stato. La commessa è parte di un progetto più grande, avviato con il sistema sanitario della Repubblica di Malta, iniziato nell’autunno del 2018 e del valore di 5 milioni: “Abbiamo venduto a tutti gli ospedali un software per la gestione della cartella ambulatoriale”, spiega il presidente, “dalla presa in carico del paziente, con l’accettazione, fino a quando viene dimesso. È un nostro prodotto, fat-to per linea interna, ed è uno dei casi in cui siamo riusciti a valorizzare la nostra ingegneria del soft-ware”, afferma Manzana.  

“Dalla quotazione sono 650 i soci che ci hanno dato fiducia, portando nelle casse della società 50 milioni di euro che abbiamo utilizzato per proseguire nel nostro percorso di crescita”. Gpi, dopo due anni di quotazione sull’Aim, è passata sull’Mta, il listino principale di Borsa Italiana. “E per il futuro ci sono già diversi target appetibili, nella logistica del farmaco e nella gestione trasfusionale”, annuncia il presidente.

Gpi sarà sempre più internazionale, ma non dimenticherà l’Italia: “Anche qui potremmo fare acqui-sizioni”, prosegue Manzana. Proprio in Italia, infatti, nella seconda metà di febbraio Gpi ha acquisito l’80% di Accura Srl, società lombarda specializzata nella gestione e presa in carico delle cronicità nel settore sanitario. L’assemblea degli azionisti di Gpi ha approvato meno di un mese fa il bilancio del 2018. I ricavi sono aumentati del 13 per cento, passando a 203,7 milioni dai 179,88 dell’anno precedente. L’utile netto, di 7,7 milioni, è stato destinato in parte alla distribuzione di 0,33 euro ad azione (pagato il 15 maggio scorso). 

L’anno nuovo è iniziato con il piede giusto, come racconta lo stesso Manzana: “Sulla base dei con-tratti che abbiamo in casa, ci aspettiamo un 2019 a 230 milioni di fatturato, con un Ebitda (il margine operativo lordo, ndr) intorno ai 30 milioni, escluse le operazioni straordinarie”. 

Gpi opera in un settore con buone prospettive di crescita. In Italia, per esempio, la popolazione sempre più anziana, unita alla carenza di medici e di risorse, potrebbe richiedere investimenti per migliorare il lavoro degli operatori sanitari: “Vogliamo rendere più efficiente e produttivo il sistema sanitario nazionale, che è un asset di grande valore per il Paese”, spiega Manzana, “con la nostra logistica del farmaco, possiamo gestire tutta la filiera di utilizzo dei medicinali e garantire un risparmio di circa il 10% che, per un Paese come il nostro, significano svariati miliardi di euro”. 

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