Strategie Certificates

Gli Usa flirtano con i tassi sub zero: ecco la via per amplificare il rendimento

<p>Comunicazione di marketing</p><p>Mai dire mai. Jerome Powell chiude la porta ai tassi negativi ma non la chiude a chiave con il mercato e manda i rendimenti a breve vicino allo zero.</p><p>Questa settimana il presidente della Fed è tornato sull’ar
Un classico certificate steepner che rende 5 volte la differenza dei tassi Usa tra 10 e 2 anni. Con i tassi di oggi il certificate con ISIN XS1941750272 rende l’1,7% contro lo 0,3% di un analogo bond governativo a 5 anni in dollari.

Comunicazione di marketing

Mai dire mai. Jerome Powell chiude la porta ai tassi negativi ma non la chiude a chiave con il mercato e manda i rendimenti a breve vicino allo zero.

Questa settimana il presidente della Fed è tornato sull’argomento ribadendo che: l’uso dei tassi negativi, come strumento di politica monetaria, ha dato risultati contrastanti, per cui, per il momento, la Federal Reserve non lo prende in considerazione. Immediata la reazione di Donald Trump che torna a punzecchiare la Fed. Powell ha fatto un buon lavoro negli ultimi mesi ma su una cosa, Casa Bianca e banca centrale sono in disaccordo: i tassi negativi”. Trum li considera “un regalo” che gli Stati Uniti dovrebbero accettare, visto che altri paesi l’hanno accolto ed ora si godono i benefici.

Bank of America calcola che i prezzi delle opzioni incorporino una probabilità del 23% di tassi in negativo all’inizio del 2021, la scorsa settimana, per alcuni giorni, gli scambi di liquidità tra operatori sono state regolate con rendimenti in negativo.

Trump non è solo, JP Morgan per esempio, ha pubblicato questa settimana un report nel quale si mettono in luce tutti gli aspetti positivi dei tassi sotto lo zero. Un economista di rilievo, qual è l’ex presidente della Fed di Minneapolis, Narayana Kocherlakota, ha detto che questa è la via obbligata per impedire che la recessione provocata dalla pandemia si traduca in un grande depressione. Ma anche dentro la Federal Reserve ci sono i tifosi, uno di questi è il presidente della Fed di Boston, Raphael Bostic, favorevole ad usare tutto l’arsenale a disposizione della banca centrale.

Se i tassi a breve restano ultrabassi, è anche perché la stessa banca centrale spinge giù i prezzi drenando ingente liquidità sui mercati. Nelle settimane più critiche di marzo si è arrivati anche a settanta miliardi di dollari al giorno, ora siamo a dieci volte meno, ma siamo comunque arrivati intorno a 1.500 miliardi di dollari.

Nella notte è stato pubblicato l’aggiornamento del bilancio della Fed volato a un passo dai 6,5 mila miliardi di dollari. Per la prima volta la banca centrale Usa ha acquistato Etf su bond governativi per 350 milioni di dollari. Nel frattempo, le spinte deflazionistiche sono diventate potentissime: in aprile, l’inflazione mese su mese ha registrato il calo più forte dal 1957.

Se i tassi a breve non sembrano in procinto di risalire, quelli a lungo, per effetto dell’esplosione dell’indebitamento federale, potrebbero muoversi in direzione opposta. La divaricazione tra i tassi a breve ed i tassi a lungo, già in atto prima dello scoppio della pandemia, potrebbe proseguire. Il differenziale due anni – dieci anni, sceso in negativo quest’estate, in questi giorni è intorno a 50 punti base, dopo aver sfiorato gli ottanta punti base in marzo.

La possibilità di vedere i tassi a breve schiacciati sui minimi, quelli a lungo in rialzo, è presa in considerazione da molti economisti. Un classico strumento per approfittare di questo scenario sono le obbligazioni Steepener, nome complicato, funzionamento più semplice. Come sempre partiamo da un esempio.

Il certificate emesso da BNP Paribas a codice ISIN XS1941750272 stacca una cedola annuale pari a 5 volte la differenza dei tassi swap a 10 anni e 2. Il certificate è arrivato sul mercato a inizio dicembre, il taglio minimo è di 1000 dollari, durata cinque anni. Il prodotto è molto semplice. Vediamo come funziona.

A partire da dicembre 2020, per tutta la durata del prodotto, il certificate stacca premi condizionati una volta l’anno. Ad ogni data di valutazione annuale, si andrà a calcolare la differenza tra il Tasso Swap a 10 anni ed il Tasso Swap a due anni, moltiplicata per cinque volte. Riportiamo un esempio pratico per capire meglio.

Se il prossimo 11 dicembre 2020 il differenziale dovesse corrispondere a 34 punti base (pari a quello di oggi), il guadagno per l’investitore sarà pari a (34×5)/100= 1,7%, percentuale che rapportata alla somma investita (1000 dollari) porterà ad un guadagno di 17 dollari. Il rendimento è 6 volte di più di un analogo bond governativo Usa a 5 anni che oggi rende “solo” lo 0,3%.

Se la curva dei tassi dovesse invertirsi non succede nulla. In questo prodotto non esiste uno scenario di perdita, ma solo uno di mancato guadagno.

Alla scadenza lo scenario si ripete. Oltre ad aver incassato gli eventuali premi fino a quel momento, l’investitore riceverà il rimborso sempre sulla base dello stesso calcolo. Se alla data di liquidazione, 11 dicembre 2024, il differenziale dovesse corrispondere a 50 punti base, il guadagno per l’investitore sarà pari a (50×5)/100= 2,5%, percentuale che rapportata alla somma investita (1000 dollari) porterà ad un guadagno di 25 dollari.

Il grafico sotto mostra l’andamento dei tassi a 2 e 10 anni, la differenza si vede nel secondo grafico in basso nella figura che mostra come oggi siamo appunto a 0,3432, scritta in giallo.

Come è ben chiaro raramente il differenziale dei tassi si è portato a livelli così bassi come avevamo visto a fine 2019 quando è stato lanciato il prodotto.

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 1 su una scala da 1 a 7. L’investitore è esposto al rischio cambio dollaro /euro. In particolare se il dollaro risultasse pari a zero, si andrebbe incontro alla perdita totale del capitale. Ancora come tutti i certificate, l’investitore è esposto al rischio emittente.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

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