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GIMA TT - Un'offerta fumosa dalla capogruppo

<p><o:p>La famiglia Vacchi avrebbe almeno potuto addolcire con un po’ di zucchero, il pillolone amaro somministrato ieri sera ai soci di minoranza di Gima TT [GIMA.MI], costretti ad accettare a scatola chiusa, senza possibilità di recesso, le condizi
Se Ima l'avesse valutata ai multipli dell'Ipo, il controvalore sarebbe stato 10 euro, il 19% in più dei termini presentati ieri.

La famiglia Vacchi avrebbe almeno potuto addolcire con un po’ di zucchero, il pillolone amaro somministrato ieri sera ai soci di minoranza di Gima TT [GIMA.MI], costretti ad accettare a scatola chiusa, senza possibilità di recesso, le condizioni della fusione con la controllante IMA [IMA.MI].

La società del packaging dei prodotti del tabacco, viene valutata nell’operazione a 12,3 volte il multiplo Ev/Ebitda 2020 e 18,1 volte il PE 2020, una miseria, che si traduce in un controvalore solo dell’8,5% più alto del prezzo di chiusura di ieri (7,774 euro): poco più di una sigaretta concessa al condannato.
Sarebbe stato più onorevole arrivare alle stesse valutazioni alle quali GIMA TT era stata venduta nell’autunno del 2017 al momento dell’Ipo a 12,5 euro. Applicando quei multipli (19,4 volte l’Ev/Ebitda e 22 volte il PE) ne sarebbe risultato una valutazione più generosa, 10 euro per azione, il 19% in più di quel che il rapporto di concambio oggi impone.
Gima TT era arrivata in Borsa nell’ottobre del 2017 a 12,5 euro, attraverso il collocamento di 30,8 milioni di azioni. La famiglia Vacchi, socio di maggioranza di IMA, ed alcuni manager, avevano incassato dalla vendita, 314 milioni di euro.
Dopo un paio di trimestrali positive, la società comincia a soffrire i ritardi negli investimenti delle major del tabacco nelle sigarette di nuova generazione, il portafoglio ordini cala paurosamente ed il titolo cade sui minimi della sua storia  5,72 euro nel marzo di quest’anno. 
Il mese scorso arrivano finalmente le buone notizie, l’approvazione da parte delle autorità sanitarie degli Stati Uniti, del sistema che scalda il tabacco ma non lo brucia, evento che dovrebbe spingere tutta l’industria del settore a investire pesantemente su questi nuovi metodi di fumare. 
Il titolo ha guadagnato circa il 40% dai minimi di marzo ed i soci di minoranza hanno ripreso fiducia, pensando al fatto che GIMA TT è focalizzata proprio sul packaging del tabacco. Ma ecco che la famiglia Vacchi, li deporta in una società, la capogruppo IMA, dove il tabacco vale solo un quarto dell’utile, di fatto, è la rinuncia alla possibilità di beneficiare dell’espansione del giro d’affari di questo ambito.


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