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FOREX - DOLLARO USA: la Fed taglia, ma a Trump non basta mai

<p>Cross Euro/Dollaro (1,105). Il Dollaro statunitense ha reagito con un modesto rimbalzo alle importanti novità emerse ieri sera, in larga misura già scontate nelle ultime settimane. Il cross resta così a breve distanza dai minimi degli ultimi due a
Approfondiamo una serie di strumenti che scommettono long/short sul Dollaro USA contro la moneta unica

Cross Euro/Dollaro (1,105). Il Dollaro statunitense ha reagito con un modesto rimbalzo alle importanti novità emerse ieri sera, in larga misura già scontate nelle ultime settimane. Il cross resta così a breve distanza dai minimi degli ultimi due anni segnati il 3 settembre a quota 1,0926. Da inizio anno il Dollaro guadagna il 3,5% contro Euro, mentre il Dollar Index contro un paniere di sei principali valute mondiali guadagna il 2,4%.

Come previsto, la FED ha operato il secondo taglio dei tassi dal 2008 (crisi subprime) passando dal 2% all'1,75%. 

La disponibilità della banca centrale degli Stati Uniti a prendere in considerazione un incremento del proprio bilancio, ovvero, un’inversione di marcia rispetto a quanto sta avvenendo ora, ha rassicurato a sufficienza i mercati, inizialmente intimoriti dalla mancanza di unità sul taglio di 25 punti base dei tassi di riferimento.

Due membri del direttorio della banca centrale degli Stati Uniti,  Ester George della Fed di Kansas City ed Eric Rosengren della Fed di Boston, hanno votato ancora una volta no al taglio, ritenendolo inutile, in una situazione economica tutto sommato florida: lo stesso presidente Jerome Powell ha escluso ci siano i presupposti di una recessione. Ma dentro al Federal Open Market Committee non ci sono solo i super falchi, c’è anche l’ultra colomba James Bullard: il presidente della Fed di St Louis ha votato contro perché avrebbe voluto un taglio di 50 punti base.

Donald Trump non l’ha presa bene: in una serie di tweet ha accusato Powell di aver fallito un’altra volta e non saper fare il suo mestiere: “un pessimo comunicatore” che guida una Fed, “senza fegato”.

Analisi Tecnica. Graficamente, gli eventi di ieri non hanno cambiato lo scenario di fondo. La tendenza di lungo periodo e quella di breve periodo si confermano pertanto saldamente favorevoli al Dollaro. E non potrebbe essere altrimenti, visto il divario attuale in termini di livello dei tassi e di qualità del quadro macro tra Usa e Eurozona. 

I due livelli discriminanti da monitorare con attenzione sono posizionati a 1,0338 (minimo di valenza pluriennale del 2016) e a 1,256 (picco di inizio 2018). A circa metà strada si posiziona il primo livello di guardia, intorno a 1,14.


Operatività. Rafforziamo la visione positiva sul Dollaro, che resta saldamente presente nel nostro Portafoglio ETF raccomandato. In ottica di trading, si suggerisce di prendere profitto in caso di discesa nel range 1,10/1,095 per rientrare in acquisto alla prima chiusura sotto 1,09. In direzione opposta, sfruttare eventuali pull back verso 1,14/1,16 per comprare Dollari sulla debolezza.

Il mercato mette a disposizione una serie di strumenti più o meno dinamici per investire in ottica di trading stretto o in ottica di lungo periodo.

Per puntare su una rapida rivalutazione del Dollaro USA (contro Euro) senza prendere rischi sull'oscillazione dei prezzi delle obbligazioni c'è il seguente:
ETFS 5x Long USD Short EUR
Isin: JE00BMM1XC77
[EUS5.MI]
Performance da inizio 2019: +26%

Per puntare su una rapida svalutazione del Dollaro USA (contro Euro) senza prendere rischi sull'oscillazione dei prezzi delle obbligazioni c'è il seguente:
ETFS 5x Short USD Long EUR
Isin: JE00BMM1XD84
[USE5.MI]
Performance da inizio 2019: -27%

Per investire senza leva sulla rivalutazione del Dollaro è disponibile il seguente:
db x-trackers II Fed Funds Effective Rate UCITS (EUR)
Isin LU0321465469
[XFFE.MI]
Performance da inizio 2019: +5,20%

L’Obiettivo di Investimento del Comparto è quello di replicare il rendimento del FED FUNDS EFFECTIVE RATE TOTAL RETURN INDEX®. Il Comparto non distribuisce dividendi. L’Indice, pubblicato da Deutsche Bank, rappresenta i mercati monetari e di capitali dell’area Dollaro USA. L’Indice è calcolato sulla base del rendimento complessivo (total return) con ciò indicando che rappresenta un deposito sostituito giornalmente (daily rolled deposit) al quale viene applicato il federal funds effective rate (tasso di riferimento effettivo statunitense).

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