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07/11/2018
08:45
Focus sui Mercati Finanziari
di Redazione Websim
Le novità su mercati, variabili macro e strategie ...
Le prime reazioni all'esito (ampiamente previsto) delle elezioni di mid term sono contrastate. I future a Wall Street anticipano un avvio in leggero rialzo oggi pomeriggio, ieri sera i tre indici hanno chiuso in rialzo, appaiati su un +0,6%. Le borse dell'Asia erano partite bene ma nel finale di stamattina si stanno sgonfiando. Il Nikkei ha chiuso in ribasso dello 0,3%, Shanghai -0,5%, Hong Kong e Seul -0,3%. 

USA. Il conteggio delle schede anticipa una vittoria elettorale dei Democratici, che riconquistano la Camera dopo otto anni. I Repubblicani conservano il Senato. Di fatto, Donald Trump si ritroverà a dover rendere conto del suo operato e delle sue iniziative ad un Congresso meno disponibile a fornire appoggio parlamentare ai suoi provvedimenti. Ridotte a zero le probabilità di un impeachment, forse la preoccupazione più alta in questo momento.

I future sulle borse europee anticipano un avvio ipoco sopra la parità.

Analisi tecnica Borse. 

Essendo l'esito delle elezioni di mid term quello più scontato è difficile pensare che oggi ci sarà molta volatilità, probabile qualche aggiustamento.

Wall Street. La seduta di ieri ha fornito ulteriori segnali distensivi, anche se l'emergenza non può dirsi alle spalle. L'S&P500 (2.755) è esattamente a ridosso del primo scoglio a 2.751 punti. Il NASDAQ (7.375) deve recuperare quota 7.426. Il Dow Jones (25.635) è quello più in salute avendo già superato lo scoglio posizionato a 25.058 punti. 

L'Indice MSCI Acwi (All Country World Index) ieri ha messo a segno il sesto rialzo di seguito, +0,4% a 493 punti. La perdita da inizio anno si riduce a -4% espressa in Usd. Performance in parità se calcolata in euro.
Il mercato mette a disposizione strumenti in grado di riflettere l'andamento delle borse globali evitando all'investitore di concentrare il rischio sulle singole Borse o, peggio, sulle singole azioni. Tra questi: 

ETF SPDR MSCI ACWI 
Isin IE00B3YLTY66 [IMIE.MI]
Da inizio anno +2%

FtseMib (19.270, -0,1%). I risultati positivi di Intesa hanno sostenuto l'indice delle nostre blue chip. In questa fase purtroppo è ancora la variabile politica a dominare le scelte più che le trimestrali. Il quadro grafico rimane a rischio finchè non si torna sopra 20mila/20.240 punti. Forte sostegno a 18.500 punti dove si possono impostare gli acquisti. Stoppare sotto 18mila punti.

Commodity.

Brent (71,6 usd), Wti (61,80 usd). I prezzi scivolano sui minimi da agosto.
Le preoccupazioni generate dall’imposizione di sanzioni all’Iran sono pressoché svanite di fronte alle ampie deroghe concesse a chi vuol continuare a fare affari con Teheran. In più, gli Stati Uniti hanno anticipato che nel 2018 la produzione di greggio raggiungerà i 10,9 milioni di barili al giorno da 9,35 milioni di un anno prima: si tratta dell’incremento anno su anno più forte della storia. Operatività. Per noi la debolezza è un'occasione d'oro per comprare: Brent nel range 70/65 usd, Wti nel range 65/60 usd.

Oro (1.230, +0,3%). La marginale risalita della propensione al rischio ha frenato l'uptrend. I prezzi oscillano sui massimi degli ultimi tre mesi. Operatività. Comprare nel range 1.200/1.180 usd. Vendere per trading verso 1.260 usd.

Forex.

Valute emergenti. Prosegue la fase di assestamento. Tutte le valute principali del comparto si sono allontanate dai minimi pluriennali/storici di questa estate. Da segnalare i nuovi massimi da inizio settembre del Rand Sudafricano: +11% in due mesi. Operatività. Rafforziamo il giudizio positivo in ottica di diversificazione.

Euro/Dollaro (1,144). Il Dollaro si allontana dai recenti massimi dell'anno (1,13). Scarsa la reazione all'esito delle elezioni di mid term anche perché scarse sono le eventuali ricadute sul cross. Operatività. Scattate le prese di profitto per trading in area 1,135/1,13. Ci apprestiamo a rientrare eventualmente sul dollaro nelle seguenti due situazioni: in tendenza sotto 1,125 o in caso di risalite del cross verso 1,18/1,19. 

Bond

Italia. Il BPT decennale riparte da 3,36% di rendimento, spread 294. Non si registrano avvicinamenti tra governo e Commissione Europea. sulla manovra di bilancio e questa è una notizia negativa per lo spread. Nel frattempo sale la tensione all'interno della maggioranza sul tema della "prescrizione", ma da qui a pensare che il governo possa cadere ce ne passa. Prevista  la fiducia sul Decreto Sicurezza.

Operatività. Ci teniamo pronti a sfruttare fiammate al rialzo dei rendimenti per compare sulla debolezza. Sul Btp decennale, un livello interessante è in area 3,70%.

Usa. Sono scese leggermente le tensioni di ieri pomeriggio che avevano spinto i rendimenti sui massimi pluriennali. Al termine della seduta questo è stato il bilancio. Treasury 2 anni 2,91%, Treasury 10 anni 3,18%, Treasury 30 anni 3,39%. Per noi è ancora troppo rischioso comprare sulla parte lunga della curva, da 10 anni in su, mentre è un'ottima occasione sfruttare gli elevati rendimenti fino a 2/3 anni.. 

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