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21/04/2017
15:35
FINDMYLOST - In Cina col Politecnico e prepara il lancio del servizio aste per il 2018
di Redazione Websim
La società che vuole digitalizzare il mondo del Lost & Found, selezionata per le semifinali della Chinitaly Challenge, punta a rivoluzionare anche le aste degli oggetti smarriti da lunghi periodi di tempo, consentendo un risparmio alle società e una più ampia platea di offerte
FindMyLost vola in Cina per le semifinali della Chinitaly Challenge, competizione organizzata dal Politecnico di Milano, con l’obiettivo di creare un asse italo cinese per le start-up. La società che si propone di rivoluzionare il mondo del Lost&Found è stata selezionata per le semifinali che si svolgeranno in cinque diverse città della Cina, tra cui Shenzhen. Un ulteriore riconoscimento al progetto che si sta avviando a scalare un mercato, quello dei servizi ‘oggetti smarriti’ per le fmllogo.pngaziende, che ha un valore stimato in 1,1 miliardi di euro.

Grazie al modello social di FindMyLost, le strutture o le persone che ritrovano un oggetto smarrito possono inserirlo in un database dove, attraverso l’aiuto di un algoritmo e dell’IA (Intelligenza Artificiale), può essere trovato da chi lo ha smarrito. Un miglioramento drastico che può mandare in pensione sportelli, moduli e lunghe liste cartacee.
 
“Per quanto si possa aumentare il tasso di recupero degli oggetti grazie alla tecnologia digitale, rimarrà per forza una quota ‘fisiologica’ di oggetti non restituiti”, spiega la fondatrice e CEO di FindMyLost, Elena Bellacicca. Un numero di oggetti sempre crescente che può diventare un problema e un costo non indifferente per le società.  La soluzione è la vendita all’asta degli oggetti non reclamati, dopo un periodo di tempo che in Italia è di un anno e nel Regno Unito di tre mesi. La vendita assume ancora spesso la forma di aste fisiche, complesse (e costose) da organizzare e gestire, con una potenzialità limitata nel raggiungere una vasta platea di potenziali acquirenti.
 
Smartphone and PC_little.jpgAnche qui la piattaforma di FindMyLost può dare una mano alle aziende clienti, grazie al suo database e al modello social della sua comunità di utenti. Una volta che l’oggetto è catalogato e fotografato nel database metterlo all’asta è questione di un clic. Il servizio di aste dovrebbe, secondo le previsioni, partire non prima dell’inizio del 2018, quando la comunità e il database di oggetti avranno raggiunto una dimensione sufficiente. Un servizio supplementare, che punta a fornire un servizio migliore alle aziende e ad aumentare le fonti di ricavo per FindMyLost, che dovrebbe percepire una commissione fissa e una percentuale sugli oggetti battuti con successo all’asta.
 
I numeri di questo servizio non sono però inclusi del business plan, che al momento prevede già per il 2017 un fatturato (per il 97% proveniente dalle società clienti) di 378 mila euro e il break-even operativo, con un utile netto di 99 mila euro. Nel 2019, con la seconda fase di internazionalizzazione prevista in Francia e Germania, i ricavi dovrebbero arrivare a 4,3 milioni di euro e i profitti a 774 mila euro.
 
Per sostenere e accompagnare questo sviluppo sono necessari capitali, e per raccoglierli FindMyLost ha lanciato una raccolta equity crowdfunding sul portale Tip Ventures Equity, con un target minimo di 100 mila euro, che dovrebbero essere principalmente destinati a sostenere le spese di marketing: “Le spese commerciali e di marketing saranno le più importanti nel breve termine, seguite da quelle IT per continuare lo sviluppo costante della piattaforma”, spiega Elena Bellacicca.  
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