Fatti & Effetti

FIERA MILANO: ANALISI FONDAMENTALE

<p><strong>FATTO</strong><br />Fiera Milano [FIMI.MI] è leader nell'organizzazione di manifestazioni fieristiche, congressi ed eventi. La società è quotata dal 2002 sul segmento Star del Mercato Telematico Azionario. <br /></p><p><strong>Asset ed azi
Intesa Sanpaolo assegna il giudizio NEUTRALE, con target price a 3 eur

FATTO
Fiera Milano [FIMI.MI] è leader nell'organizzazione di manifestazioni fieristiche, congressi ed eventi. La società è quotata dal 2002 sul segmento Star del Mercato Telematico Azionario. 

Asset ed azionariato

Al 18 aprile 2019, il capitale sociale di Fiera Milano risulta così distribuito. 

L’Ente Autonomo Fiera Internazionale di Milano possiede il 63,82% del capitale. La Camera di Commercio Metropolitana di Milano-Monza-Brianza e Lodi il 6,52%. Le azioni proprie ammontano all’1,31%. Il flottante si attesta al 28,35%. 

Fiera Milano dispone di 399mila mq di superficie espositiva, 65 sale convegno, 20 saloni e 60mila mq di area espositiva esterna. 

Modello di business

Fiera Milano presidia tutte le fasi caratteristiche del settore fieristico e congressuale. Le attività del gruppo si articolano come segue.

 - Attività Fieristiche Italia. Prevedono l’organizzazione di manifestazioni, l’erogazione di servizi di allestimento e l’offerta di supporto progettuale all’interno del mercato dimestico. In questo ambito rientrano le manifestazioni fieristiche direttamente organizzate dal Gruppo, oppure organizzate da terzi. Questo settore nel primo semestre ha generato l’85% dei ricavi di gruppo.  

 - Attività Fieristiche Estero. Riguardano l’organizzazione di manifestazioni fieristiche all’estero, l’offerta di supporto progettuale e di servizi correlati. In questo ambito rientrano le manifestazioni direttamente organizzate dal Gruppo. 

- Media: produzione di contenuti e fornitura di servizi di carattere editoriale on line e off line, nonché per le attività di organizzazione eventi e convegni. 

- Congressi: gestione di congressi ed eventi e servizi di destination management.

Newsflow recente: la ripartenza dopo il lockdown

Fiera Milano ripartirà a settembre in tutta sicurezza, come prevede il nuovo decreto “Agosto” varato dal Governo. 

La società ha anche contribuito alla creazione di un "Protocollo per il contenimento della diffusione del nuovo coronavirus", che delinea nuovi principi guida che dovranno guidare lo svolgimento delle manifestazioni. 
Questi principi contengono le indicazioni per la tutela della salute degli utenti, come la gestione del flusso dei visitatori nella fase pre-registrazione, l’arrivo presso i quartieri fieristici e i nuovi percorsi all’interno dei padiglioni. 

 

EFFETTO
Ultimi dati di bilancio: 1° semestre 2020

I risultati sono stati chiaramente condizionati dalla sospensione delle attività per via della pandemia Covid-19. Per contrastare questa situazione, Fiera Milano ha ridotto i costi. Inoltre, la società sta negoziando con Fondazione Fiera Milano, proprietaria dei quartieri fieristici, una riduzione del canone di locazione per l’anno 2020.

I ricavi sono stati pari a 56 milioni di euro, cifra che si confronta con i 153,9 milioni conseguiti nel primo semestre 2019. 

L’Ebitda ammonta a 10,6 milioni di euro, rispetto ai 62,4 milioni nel primo semestre del 2019. La variazione è attribuibile all’andamento dei ricavi, oltre che ai minori risultati della joint venture operante in Cina. La situazione è stata parzialmente compensata dal contenimento di costi operativi. L’effetto derivante dall’applicazione del principio IFRS 16 è pari a 23,7 milioni di euro (24,2 milioni di euro nel primo semestre 2019).

L’Ebit è pari a -11,9 milioni di euro rispetto a 39,6 milioni del primo semestre 2019. L’effetto derivante dall’applicazione del principio contabile IFRS 16 è pari a -3,9 milioni di euro rispetto a 4 milioni di euro nel primo semestre 2019

Il risultato netto è stato pari a -12,6 milioni di euro rispetto ai 24,1 milioni nel primo semestre del 2019. 

A causa delle ulteriori modifiche al calendario fieristico e congressuale, sulla base delle informazioni al momento disponibili, il target di Ebitda per il 2020 è stato rivisto in pareggio, rispetto al precedente range di 38-43 milioni di euro. 

Pareri analisti

Intesa Sanpaolo assegna il giudizio NEUTRALE, con target price a 3 euro.

Dopo i risultati del primo semestre, Intesa ha portato la raccomandazione a Hold da Buy, e il target price a 3 euro da 5,4 euro. Il nuovo prezzo obiettivo esprime, su quello corrente, un potenziale rialzo dell’8%. 

Le nuove stime tengono in considerazione gli effetti e le incertezze collegate allo scoppio dell’epidemia da Covid-19. 

Si prevedono, per il 2020, ricavi pari a 82 milioni di euro, rispetto ai 175 milioni delle stime precedenti. Il fatturato è visto in crescita negli anni futuri, nel 2021 dovrebbe raggiungere 232 milioni di euro, per raggiungere 234 milioni nel 2022.

Nella tabella sottostante i dati storici (A) e prospettici (E) elaborati da Intesa Sanapolo

www.websim.it