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Fiat Chrysler mercato scettico sul business plan ma i numeri parlano da soli

Il primo di giugno , Fiat Chrysler ha presentato un piano industriale che punta a triplicare gli utili per azione dal 2017 al 2022, una posizione finanziaria netta che dovrebbe passare da un rosso di 2,4 miliardi a fine dicembre scorso a positiva per

Il primo di giugno , Fiat Chrysler ha presentato un piano industriale che punta a triplicare gli utili per azione dal 2017 al 2022, una posizione finanziaria netta che dovrebbe passare da un rosso di 2,4 miliardi a fine dicembre scorso a positiva per 20 miliardi. Il cuore del piano si basa su una crescita del 7% dei ricavi medi annui, il lancio di 29 nuovi modelli di cui 10 elettrici o ibridi con un deciso aumento dei margini, e soprattutto su 2,8 milioni di Jeep vendute all’anno.

L’accoglienza degli analisti e del mercato a questi numeri è stata molto fredda. Dalla presentazione del piano a oggi, il titolo ha perso il 13%, complice anche i timori di una guerra commerciale. Le obiezioni sono state che da qui al 2022 tutto può succedere e i target ad oggi sembrano molto ambiziosi.

Al di là delle impressioni,  a noi come sempre, piace basarci sui numeri e quelli di Fiat Chrysler quest’anno parlano già di una svolta netta. L’utile per azione è atteso in crescita dai 2,3 euro di fine 2017  a 3,2, l’utile netto punta ai 5 miliardi. Jeep dovrebbe chiudere il 2018 con 2 milioni di auto vendute. Non è poco, Bmw oggi vende 2,1 milioni di auto a margini che, secondo Marchionne, sono avvicinabili da Jeep. Anche sul fronte debito la svolta è netta, a giugno la società ha annunciato il pareggio, con l’obiettivo di arrivare a fine anno con una posizione finanziaria netta positiva per 4 miliardi di euro.

Sui multipli il titolo che oggi capitalizza 25 miliardi, una volta tolti i 4 di posizione finanziaria netta, a fine anno tratterebbe a un p/e di 4,2 volte. Un livello davvero interessate. Se si vuole guardare al 2022 e credere ai 20 miliardi di posizione finanziaria netta positiva e un Ebit a 13-16 miliardi significa che Fiat Chrysler quota meno di una volta l’Ebit.
 
Ora prevedere da qui al 2022 cosa succederà a Fiat Chrysler e al settore auto è davvero difficile. Il comparto è nel pieno di una profonda trasformazione con i maggiori produttori che scommettono sull’arrivo dell’auto elettrica e magari con un pilota semiautomatico con un peso sempre maggiore di tutte le attività di car sharing. Scenari che ribalterebbero tutti i numeri scritti fino ad ora. Anche la guerra commerciale, che sembra affievolirsi, è fonte di incertezza.

Crediamo che il mercato con l‘avvicinarsi della fine dell’anno, quando toccherà con mano il forte miglioramento sul fronte debito e la focalizzazione sui prodotti con  maggiore valore aggiunto allora gli investitori daranno maggior credito al piano industriale e inizieranno a prezzarlo anche sulle quotazioni. 

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