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ELES - Con Trump sul piede di guerra, la Cina si avvicina

<p>Eles [ELES.MI], società attiva nella verifica dell’affidabilità dei semiconduttori impiegati in ambito critico, viene tenuta sempre più in considerazione dai produttori cinesi di microelettronica, costretti dalla guerra sui dazi in corso, a cercar
La società sempre più reputata dai produttori cinesi di microelettronica alla ricerca di alternative in Europa per aggirare i vincoli doganali USA

Eles [ELES.MI], società attiva nella verifica dell’affidabilità dei semiconduttori impiegati in ambito critico, viene tenuta sempre più in considerazione dai produttori cinesi di microelettronica, costretti dalla guerra sui dazi in corso, a cercare alternative in Europa ai tradizionali fornitori statunitensi. “Siamo stati di recente chiamati a presentare le nostre offerte a soggetti cinesi, probabilmente perché, a seguito della vicenda Huawei, molte aziende del settore intendono essere meno dipendenti dalla tecnologia americana”, dice a Websim.it l’amministratrice delegata Francesca Zaffarami.

Anche a se la società con sede a Todi ha già una presenza a Singapore, la Cina è in questo momento un mercato del tutto sguarnito, l’Asia più il Medio Oriente invece valeva l’anno scorso il 35% circa dei ricavi.

La guerra commerciale in atto, potrebbe aprire ad Eles le porte della Cina, ma intanto penalizza nel suo complesso l’industria dei chip, destinata nel giro di dieci anni a raddoppiare il giro d’affari globale a 1.000 miliardi di dollari, ma vista quest’anno in rallentamento rispetto all’anno scorso: La Semiconductor Industry Association (SIA) ha comunicato il mese scorso che i primi sei mesi si sono chiusi con un calo del 15% anno su anno: tutti e sei i mesi hanno registrato una flessione. “Questo trend non ci favorisce, in quanto rallenta o blocca gli investimenti in asset (sistemi di test) dei nostri clienti, noi comunque da sempre poniamo in essere contromisure, proponendo al mercato non solo asset ma anche servizi a supporto delle attività di test da eseguirsi sui sistemi di test (Applicazioni di Test e consulenza)”.
 
La società è sbarcata sull’Aim di Piazza Affari a guerra commerciale in atto, il 19 giugno di quest’anno, a 1,9 euro: dopo aver oltrepassato quota 6 euro nei giorni successivi all’Ipo, il titolo si è stabilizzato sotto quota 5 euro, oggi passa di mano a 4,90 euro.
I dati del primo semestre saranno pubblicati il 27 di settembre. All’appuntamento con i risultati, la società arriva di slancio, nel biennio 2016-2019 i ricavi sono saliti del 35% media annua, arrivando l’anno scorso a 22,2 milioni di euro. Il primo trimestre di quest’anno si è chiuso con un incremento del fatturato del 7% a 4,51 milioni di euro e 0,36 milioni di euro di Ebitda. Anche per effetto dell’aumento costi associato ai programmi di espansione, circa 15 milioni di euro di investimenti nel giro di tre anni, il trimestre è terminato con 0,68 milioni di euro di perdita a livello operativo.

Eles opera dal 1988 nei test per i semiconduttori, con una particolare attenzione per quelli utilizzati in dispositivi che non ammettono fallimento, per esempio, l’airbag dell’automobile. Il giro d’affari globale dell’industria dei test è circa 4,1 miliardi di euro, per il 90% generato dall’approccio tradizionale (ATE).

Il resto si riferisce alle verifiche sui semiconduttori ad altissima complessità, tra cui quelli “mission critical”. In quest’ultimo ambito si fa un test aggiuntivo, il “burn in”, al fine di verificarne eventuali debolezze: i dispositivi sono sottoposti a tensioni stressanti ed a repentine variazioni di temperatura, solo chi passa tutte le verifiche va in commercio. Stiamo parlando di una possibilità di fallimento del dispositivo tollerata, all’incirca di uno su un milione, ma l’obiettivo è di scendere ancora, in modo da arrivare a 0,1 eventi per milione.

Francesca Zaffarami prova a sintetizzare in questo modo l’attività dell’azienda. “Eles vende sistemi (macchine, equipaggiamento) per il test dei semiconduttori, applicazioni di Test e consulenza. I nostri prodotti ed i nostri servizi sono utilizzati negli impianti di produzione dei semiconduttori e nei laboratori dove vengono qualificati i nuovi prodotti a semiconduttore, prima della messa in produzione”.
Eles, nella ricerca dello “zero difetti”, si è messa in luce due anni fa proponendo un approccio innovativo al test definito con l’acronimo RETE, che sta per Reliability Embedded Test Engineering. L’approccio ELES RETE, basato sulla tecnologia DFT (Design For Test), combina insieme test e stress affidabilistico (Burn-In) in una sola soluzione TDBI (Test During Burn-In) e consente di ottenere zero difetti, riduzione del costo del test, quindi dei dispositivi a semiconduttore; ed un migliore Time to Market.  

La società ha come clienti i principali produttori di chip, come per esempio l’italofrancese Stm, la tedesca Infineon e l’americana Microchip. “Ma il nostro piano di sviluppo prevede di fornire le stesse soluzioni fornite oggi a chi produce semiconduttori, anche ai produttori di centraline elettroniche (Electronic Control Unit) per settori Automotive e Mission Critical come Aerospace & Defence”, conclude l’amministratrice delegata. Target in tale ambito sono Bosh, Magneti Marelli, Leonardo, Thales ed altri.

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