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È l’ora degli investimenti esg. Tempismo perfetto per il certificate green di Leonteq

<p>Comunicazione di marketing</p><p>Il mondo si colorerà sempre più di verde. La strada da fare è ancora molta, ma la sostenibilità ha tutta l’intenzione di rubare la scena all’industria fossile. In prima fila troviamo Europa ed America che hanno seg
Protezione e rendimento insieme per il prodotto Isin CH0590645005 emesso da Leonteq con sottostanti due ETF di Franklin Templeton a prova di sostenibilità; il Franklin Liberty Euro GreenBond ETF e il Franklin LibertyQ Global Equity SRI ETF. Capitale protetto all'85% e partecipazione all’upside del basket all’85%, durata due anni.

Comunicazione di marketing

Il mondo si colorerà sempre più di verde. La strada da fare è ancora molta, ma la sostenibilità ha tutta l’intenzione di rubare la scena all’industria fossile. In prima fila troviamo Europa ed America che hanno segnato due passi importantissimi in questo senso.

Da un lato l’UE ha specificato che buona parte delle somme del Recovery Fund, tra il 30 e il 40%, dovranno essere investite per il Green Deal europeo, il piano di transizione ecologica per raggiungere tutti i traguardi di sostenibilità ambientale indicati dagli Accordi sul Clima di Parigi e dall’agenda ONU.

Un tema, nel vecchio continente, a cuore anche della Bce. I programmi della Banca Centrale Europea sostengono, infatti, finanziamenti agevolati, con tassi che si riducono nel tempo se le società che li richiedono dimostrano di mantenere elevati parametri  Esg.

Dall’altro negli Usa la strada è tracciata dal piano per l’energia pulita da 2mila miliardi di dollari proposto dal presidente Joe Biden, con obiettivo zero emissioni entro il 2050.

Due delle aree industrialmente più avanzate stanno svoltando verso un universo ecologicamente più sostenibile e non sono le uniche. In totale, solo nel 2020, le cinquanta maggiori economie del mondo hanno annunciato piani di investimenti miliardari per una ripartenza verde post Covid da quasi 15 mila miliardi di dollari.

Un pacchetto di interventi che non è mai stato così significativo e che se ben indirizzato può produrre una accelerazione nella transizione energetica. Gli obiettivi della decarbonizzazione stanno diventando sempre più sfidanti e non c’è tempo da perdere nell’attuare politiche che consentano una più rapida diffusione delle tecnologie verdi.

Ma la via del progresso ambientale chiede a tutti di rimboccarsi le maniche e di fornire un aiuto. Anche alla finanza viene chiesto di promuovere i valori della sostenibilità. Il green oltre che influenzare le scelte di consumo, offre anche l’opportunità di ripensare i propri portafogli con interessanti prospettive di rendimento.

Nel 2020 in Europa, secondo un report di Morningstar, i fondi di investimento sostenibile hanno raccolto 223 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto al 2019 quando le sottoscrizioni avevano toccato 126 miliardi. Le previsioni 2021 sono di un aumento di quasi il 30%.

Partecipare alla lotta al climate change con le scelte di investimento non solo permette di avere un ruolo attivo nello sviluppo sostenibile, ma è anche una buona scelta tattica. Sono molteplici i prodotti e le soluzioni per investire con la finanza green. Vi avevamo parlato qualche tempo fa di una soluzione molto interessante: un certificate emesso da Leonteq isin CH0566282676 all’insegna della sostenibilità. I sottostati sono infatti due Etf  di Franklin Templeton Esg  equipesati.

Il primo, il Franklin Liberty Euro GreenBond ETF investe su un vastissimo panel di green bond, il secondo, Franklin LibertyQ Global Equity SRI ETF, seleziona con cura azioni di società green. Gli Etf selezionati reinvestono i dividendi o le cedole incassate nel periodo, nelle azioni e nei bond in portafoglio.

Il prodotto citato ha realizzato una performance del 7% negli ultimi sei mesi, annualizzato parliamo di un 14% circa. La sua peculiarità è quella di riuscire a sfruttare l’aumento della volatilità per generare rendimento e protezione del capitale in un contesto di forte domanda di investimenti green, mercati ancora incerti e rendimenti obbligazionari ai minimi.

Certificate con queste caratteristiche non sono facili da trovare sul mercato e Leonteq ha deciso di emetterne uno nuovo, identificabile con l’isin CH0590645005. Il nuovo arrivato presenta gli stessi sottostanti, ma alcune differenze.

In particolare il nuovo prodotto non prevede un cap alla performance come il precedente, che, arrivata al +25%, si arresta. In sostanza con il vecchio prodotto se il basket dei due etf realizzasse a scadenza una performance del 20%, il certificato verrebbe rimborsato a 1.200eu ma se realizzasse invece una performance del +40% il rimborso avverrebbe al livello del cap, cioè 1.250 eu.

Con il nuovo certificate invece si partecipa a qualsiasi performance del basket dei due etf ma con una partecipazione lineare limitata all’85%. Quindi con una performance del +20% il certificato verrebbe rimborsato a 1.147,5 eu mentre se la performance fosse del +40% si riceverebbero  1.317,5 eu.

Nelle due tabelle successive il confronto fra i due prodotti:

 

 

In poche parole, spostarsi su questo nuovo certificato (CH0590645005) permette, in caso di performance dei sottostanti superiori al 35% nel corso dei due anni di vita del prodotto, di realizzare una migliore performance rispetto a mantenere in portafoglio il vecchio certificato.

A fronte di queste considerazioni potrebbe essere una buona idea, se si è ottimisti sulle performance della green economy, vendere il vecchio prodotto, realizzando la performance finora ottenuta,  e prediligere il nuovo (isin CH0590645005).

In buona sostanza i due certificati sono equivalenti se gli etf del basket dovessero registrare una performance negativa del 15% o peggio. Nel range di performance fra -15% e + 32% il primo certificato performerebbe leggermente meglio del secondo che invece, oltre il +32% dei sottostanti, andrebbe via via a premiare sempre più significativamente l’investitore.

Per quanto riguarda la durata del nuovo prodotto (ISIN CH0590645005) è pari a due anni con rimborso fissato il 16 febbraio 2023. Ovviamente la negoziabilità in borsa è garantita quotidianamente dal market maker.

La protezione parziale del capitale è un punto di forza di questi prodotti in quanto acquistando semplicemente un Etf non si avrebbe alcuna protezione. Non è da meno la maggiore valenza fiscale. I certificate sono classificati come redditi diversi e dunque permettono la compensazione con eventuali minusvalenze in portafoglio.

Risultato finale? Diversificazione, costi limitati, protezione del capitale ed efficienza fiscale con esposizione al mondo degli investimenti sostenibili tutto in un’unica soluzione.

Ricordiamo, prima dell’adesione di leggere attentamente il Prospetto di Base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le Condizioni Definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 3 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente e alla perdita totale dell’investimento in caso di azzeramento del sottostante. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

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