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CYNOMYS: Servizi evoluti per la fattoria smart

<p>Cynomys, startup innovativa focalizzata nella zootecnia di precisione, si presenta alla campagna di equity crowdfunding su <a href="https://www.crowdfundme.it/projects/cynomys/" target="_blank">crowdfundme</a> con un percorso netto di successi: tu
La società dei sistemi di rilevamento e gestione degli ambienti ha in corso una campagna di raccolta fondi sul portale Crowdfundme.

Cynomys, startup innovativa focalizzata nella zootecnia di precisione, si presenta alla campagna di equity crowdfunding su crowdfundme con un percorso netto di successi: tutti i soggetti che hanno avuto in prova gratuita i suoi dispositivi di rilevazione e gestione delle condizioni degli ambienti sono diventati clienti, “ed una parte importante di questi ci ha chiesto un ampliamento del servizio”, dice a Websim.it l’amministratore delegato Enrico Carta.

Il tasso di conversione del 100%, dalla prova all’acquisto, è la base di partenza della traiettoria di sviluppo del business: ipotizzando anche una minima raccolta di risorse fresche (100.000 euro), i ricavi sono destinati a sfiorare i 4 milioni di euro nel 2023, dai 270.000 dell’anno prossimo: la società è nata solo due anni fa ed è operativa solo dal 2019, per cui quest’anno il fatturato sarà non rilevante.
Grazie alla crescita dei flussi di cassa, tra quattro anni ci saranno in cassa 1,2 milioni di euro. Con 450 mila euro di raccolta, i ricavi sono stimati a 7,3 milioni di euro, nello stesso anno, con 3,2 milioni di euro di cassa.

Cynomys è stata tra le prime a far entrare i nuovi mondi della interconnessione infinita tra soggetti ed oggetti, nel mondo antico dell’allevamento degli animali da reddito, un settore molto meno arcaico di quel che si potrebbe pensare. “Oggi all’allevatore non basta più l’esperienza, per governare i processi e migliorare l’efficienza, c’è bisogno di avere adeguati strumenti di controllo e di intervento: prima si cambiava la lettiera quando si cominciava a sentire puzza di ammoniaca, oggi, quando senti la puzza è già troppo tardi, benessere animale e produttività sono già compromessi”, spiega Carta.

Il kit di prodotti e servizi messo a disposizione da Cynomys consiste in dispositivi per il monitoraggio dei parametri ambientali, dei gas nocivi, dell’acqua, dei consumi idrici, di mangime, di energia elettrica. Ma non si tratta solo di un cane da guardia elettronico, che abbaia in caso di minaccia. C’è una centrale di controllo e gestione, basata sul cloud ed operativa con la tecnologia IoT (Internet of Things), in grado di intervenire in automatico, al momento del verificarsi di situazione di stress animale: per esempio con la messa in marcia dell’impianto di ventilazione, l’apertura delle finestre. L’allevatore ha la possibilità di dosare al meglio il cibo, l’acqua, le medicine, in modo da diminuire la mortalità ed incrementare la produzione. Cynomys fornisce una versione base con un contratto triennale di noleggio con canone annuale di 1500 euro. “Siamo in contatto con tutti i principali “Big” del settore per progetti pilota e di co-sviluppo di prodotti ad hoc, dall’allevamento bovino all’avicolo”.

L’Italia è il punto di partenza di uno sviluppo fin da subito nel mercato “Siamo già presenti anche in Francia e Spagna, inoltre grazie ad una importante partnership internazionale raggiungeremo presto il Mercato sudamericano”, aggiunge.
Il mercato mondiale dello smart farming vale circa 5 miliardi dollari, viene dato in espansione nel medio periodo del 14% l’anno di media. Accanto a questo, con dimensioni ancora più rilevanti, c’è il mercato della certificazione agrifood, tema sempre più rilevante perché sta a cuore ai consumatori e perché le autorità sanitarie e veterinarie, in alcune parti del mondo, la impongono. Quella di Singapore, per esempio, la richiede a tutti i 10.000 allevamenti dai quali arrivano i prodotti importati da Malesia, Thailandia e Cina.
Cynomys guarda già a questo ambito di prossimità, con interesse ed attenzione, in quanto il servizio di monitoraggio è oggi estendibile a tutto il processo produttivo. “siamo in grado di fornire dati certificati su quel che respira, beve e mangia l’animale, ma oltre a ciò, arriviamo anche alle fasi a valle, come per esempio la stagionatura ed il trasporto. Grazie alla blockchain, possiamo infatti seguire il prodotto dalla stalla alla tavola”, conclude Carta.
Le prime linee della società incontreranno la comunità finanziaria milanese e lombarda il 15 novembre, vai all’evento clicca qui. 

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