Free Area

CrowdRE porta il mattone nei piccoli portafogli

<p>Nasce un nuovo portale interamente dedicato agli investimenti immobiliari, si chiama CrowdRE: a lanciarlo è <a href="https://www.opstart.it/" target="_blank">Opstart </a>che porta così il crowdinvesting nel mattone. Il nuovo servizio permetterà di
Il nuovo servizio permetterà di investire anche piccole somme, una possibilità in più per i piccoli risparmiatori e una nuova opportunità di finanziamento per chi ha un progetto da sviluppare...

Nasce un nuovo portale interamente dedicato agli investimenti immobiliari, si chiama CrowdRE: a lanciarlo è Opstart che porta così il crowdinvesting nel mattone. Il nuovo servizio permetterà di investire anche piccole somme, una possibilità in più per i piccoli risparmiatori e una nuova opportunità di finanziamento per chi ha un progetto da sviluppare.

“CrowdRE è parte della nostra strategia di crescita”, spiega a Websim Giovanpaolo Arioldi, amministratore delegato e fondatore di Opstart, “Abbiamo in mente di arrivare a un polo dove gli investitori e le aziende possono trovare tutti gli strumenti finanziari alternativi in grado di soddisfare le loro esigenze. Ma crediamo che ogni iniziativa abbia bisogno di competenze specifiche ed è per questo che CrowdRE, nato dalla collaborazione con Leaders, verrà gestito insieme a una rete di professionisti del settore immobiliare”.

CrowdRE si baserà su un crowdfunding di tipo equity, come anche Opstart. Le opzioni possibili per gli investitori saranno di diverso tipo: dal single deal, ovvero investimenti in singole iniziative immobiliari con un orizzonte temporale medio di 2-3 anni, ai serial deal, cioè investimenti in società che intendono realizzare più operazioni immobiliari con un orizzonte di medio o lungo termine. Ci sarà poi la categoria Civic, per progetti che abbiano a che fare con la riqualificazione di aree urbane dismesse. C’è Co-living, una sezione di investimenti nei quali rientrano operazioni come student housing, RSA, co-working, operazioni effettuate in partnership con gli enti locali, come i Comuni. “Riteniamo che CrowdRE possa essere lo strumento ideale per coniugare gli interessi del pubblico e del privato. Ci aspettiamo che le due sfere collaborino attraverso il Ppp (Partenariato Pubblico Privato), il protocollo per il finanziamento degli interventi nelle infrastrutture di interesse pubblico”.

Chi intende proporre una nuova iniziativa dovrà superare diversi gradi di valutazione: “la prima è online”, spiega il fondatore di Opstart, “a questa seguiranno gli step intermedi di verifica e preparazione dell’operazione finanziaria. Il nostro team interno sarà supportato da una rete di professionisti del settore immobiliare, che ci coadiuveranno nello scouting e nella selezione”.

CrowdRE, da un lato, va a operare sugli investimenti nel mattone, da sempre ritenuta una scelta rassicurante e diffusa nel nostro Paese. Fin qui tutto già sentito. La novità è nella possibilità di impiegare piccole cifre su più progetti in contemporanea, senza passare da agenzie, notai o affittuari: “Il real estate crowdfunding va un po’ più in là e risolve alcuni dei problemi tipici di questa tipologia di investimenti: la necessità di un grande capitale, che viene poi immobilizzato a lungo termine; l’impossibilità di diversificarlo, a meno che non si dispongano di enormi finanze; e infine, le lungaggini burocratiche e amministrative connesse all’acquisto di un immobile”. Inoltre, avendo lanciato di recente CrowdArena, Opstart ha di fatto creato una bacheca di annunci dove
gli investitori possono comprare e vendere le loro quote: “Beneficeranno del servizio di CrowdArena soprattutto quelli che investono nei “serial deal”, in quanto potranno cedere le loro partecipazioni e monetizzare in qualsiasi momento il loro investimento”, spiega Arioldi.

A Opstart prevedono di ricevere maggiori richieste da alcune nicchie, come il Co-living, ma non solo: “Riteniamo di poter essere di grande supporto a tutti quegli sviluppatori specializzati nelle senior housing o negli studentati. Per quanto concerne il reparto turistico”, conclude l’ad, “riteniamo che ci sia un grande interesse da parte dei Comuni nello sviluppo di porti, strutture sportive, stazioni balneari, oltre che residenze immerse nella natura”.

www.websim